Il “tour de force”

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La compagna di viaggio e io abbiamo finito il nostro giro da americani in Italia (5 città in 3 giorni) anche ribattezzato “tour de force” perché tutti gli amici incontrati ci hanno commentato: “Ma è un vero tour de force!”.

Cose imparate:

  • il treno veloce di Italo è incommensurabilmente migliore del treno veloce di Trenitalia;
  • Milano, visitata col sole, specie se dopo 8 anni di vita in Canada, è davvero bella (cosa che fa riflettere sul fatto che sono rimasto troppi anni a vivere in Canada);
  • alla stazione di Sesto Calende (VA) di domenica non si possono fare i biglietti del treno: biglietteria chiusa, tabaccheria chiusa, macchinette non esistenti: si fa direttamente in treno, dal controllore, che non applica alcuna multa e si lamenta con voi della mancanza di macchinette a Sesto Calende;
  • Mio cugino Flavio e la sua compagna Silvia sono persone molto pazienti e quando io faccio la cafonata di mancare a un pranzo preparato da loro apposta per me, non si arrabbiano;
  • Malpensa è davvero una immensa cattedrale costruita molto lontano da qualunque grande città;
  • Biella, con la pioggia, è più triste e senza senso del solito;
  • I musei italiani di lunedì sono tutti chiusi;
  • Il biellese è stata zona di emigrazione nel passato e ora è ricco di piccoli musei etnografici su questo fenomeno, musei sparsi in un territorio relativamente vasto, presso cittadine o villaggi molto piccoli;
  • Mia zia è ancora una leonessa, a 84 anni! E mia cugina si merita la pensione;
  • A Biella sono talmente sorpresi dalle coppie multirazziali che ti fissano per secondi e secondi increduli quando ti incrociano per strada; a dire il vero capita la stessa cosa quando cammino da solo per quelle strade; diciamo quindi che a Biella sono talmente sopresi dai forestieri (anche italiani) che ti fissano per secondi e secondi quando ti incrociano per strada;
  • Torino potrebbe tranquillamente tornare a essere la capitale d’Italia: maestosa, regale, ampia, accogliente, bella;
  • Piazza Vittorio diverrà presto un luogo ombelicale delle nostre future visite italiche;
  • Il panorama della Gran Madre da Piazza Vittorio è qualcosa che commuove;
  • Quando noi prendiamo un caffè e siamo in 4, al nostro tavolo in genere siedono 3 artisti e una scienziata; 2 dei 3 artisti sono pittori, ma anche scrittori;
  • Genova, visitata col sole, è davvero una gemma. Una delle più belle città d’Italia, sia secondo me, che secondo la compagna di viaggio. Peccato solo che i genovesi proprietari di cani non raccolgano la merda dei loro animali e la lascino per quelle strade altrimenti pulitissime;
  • I carugi di Genova sono diventati Africatown; ci siamo passati a piedi e con un trolley elegante, facendo all’incirca la figura delle vecchie signore inglesi che passeggiavano da turiste a Bombay, nei primi anni del ventesimo secolo; nessuno ci ha toccato o detto niente, ma la quantità di sguardi e probabili commenti attirati ci hanno fatto sentire come Brad Pitt e Angelina Jolie sul red carpet; anzi, probabilmente agli occhi dei suddetti black brothers ci hanno fatto sentire come Danny De Vito e Lupita Nyong’O sul red carpet;
  • Gli africani che ci hanno incrociato giudicano la compagna di viaggio molto attraente e tentano di approcciarla in modi variamente goffi; non appena si accorgono che sta con me, vanno in confusione e fanno domande ridicole per salvare la faccia, comunque persa;
  • Genova è collegata di schifo con Roma: niente Italo e solo 2 treni veloci, uno al mattino e una alla sera, gli altri ci impiegano fra 4 ore e 50 e 5 ore e 11… no buono;
  • D’altro canto, il panorama dalla ferrovia tirrenica è spettacolare e fa capire quanto l’Italia tirrenica sia bella tutta, a eccezione di Follonica.
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Being An American Expat In Italy Means Always Missing “Home”: Culture Shock And Reverse Culture Shock

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Mi consolo pensando che non sono l’unico che si sente spaccato come una mela. Al netto della frase che urla vendetta “I miss sarcasm and irony which are not common in the Italian culture.” questo post è interessante.

Living In Italy.Moving To Italy. Loving In Italy. Laughing In Italy.

United States and Italy United States and Italy (Photo credit: Wikipedia)

Culture shock is a real thing. People experience it in different ways with varying degrees of severity. The time it takes to adjust is also different for everyone. I hardly noticed the culture shock when I first arrived in Italy for school because I was surrounded by so much familiarity in the midst of all of the differences. However, when I decided to stay in Italy with only one friend and my boyfriend there the entire thing changed and I experienced an array of feelings that spanned enthusiasm to suicidally shitty depression and isolation. When I’m in Italy, 90% of the year I miss parts of the United States. I miss my friends, my family, efficiency, and things like “doggy daycare.” The other 10% of the time that I’m in the United States I miss Italy. I miss the food, the long walks through winding…

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della serie: gratta e vinci – la green card negli u.s.a.

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Informazioni utili su come ottenere la Green Card statunitense.

Club Alpino Cariocas

Partiamo dalle nozioni di base

Esistono tre modi “principali” per entrare in America in maniera stabile: per lavoro, per un legame familiare (come genitori o marito e moglie di un cittadino), e senza motivi specifici. Ogni situazione è associata ad un particolare percorso burocratico. Ed ovviamente ad un tempo d’attesa diverso: un visto per motivi di lavoro arriva nel giro di 6 mesi, se entri come marito di una cittadina americana ti ci vorrà un annetto (meno, se vi siete sposati in America), mentre tutti gli altri attenderanno tra i 5 ed i 10 anni (si, hai letto bene) prima di poter stringere la mitica carta verde (altrimenti nota come permesso di soggiorno). A dire il vero ci sono altri due modi, che però sono legati alla tua buona sorte: la lotteria delle green card (electronic diversity visa lottery) e la conversione del visto. In quest’ultimo caso entri come turista…

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Media Sondaggi all’8 Aprile

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Se ne ricava che l’italicum è davvero un pessimo sistema elettorale.

il mondo visto da un pennuto

Media Sondaggi 08 apr Da questa settimana cominceremo a seguire oltre ai sondaggi per le elezioni politiche nazionali anche quelli per le elezioni europee, del resto la settimana scorsa solo 3 istituti hanno sondato la popolazione a riguardo di nuove elezioni politiche, mentre ben 10 sono state le ricerche demoscopiche con obiettivo le elezioni europee.

Partiamo dunque dai sondaggi per le politiche della scorsa settimana che presentano un quadro abbastanza movimentato. Il PD perde l’1%,  Forza Italia lo 0,6% mentre il Movimento 5 Stelle compie un notevole balzo in avanti di quasi 2 punti percentuali arrivando quasi al 23%. Anche i partiti minori mostrano segni di risveglio.Il Nuovo Centrodestra di Alfano sfiora la soglia di sbarramento registrando un 4.3% mentre la Lega Nord con poco più del 4.5% la supera.

La spinta di questi 2 partiti fa si che il centrodestra vinca il primo turno con poco più di 0.5% di vantaggio sul centrosinistra…

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NEMLA 2014

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E così anche quest’anno sono stato alla conferenza della NEMLA, accompagnato stavolta dalla compagnia di viaggio. Città piccola, questa volta: Harrisburg, Pennsylvania, ma non del tutto anonima, visto che fu anche la capitale degli USA nel 1812, quando i canadesi bruciarono la Casa Bianca, per intenderci. Città bruttina, ma è vero che l’abbiamo visitata poco e male, presi come siamo stati dalle sessioni della conferenza. Si sono rivisti un po’ di vecchi amici, se ne sono incontrati di nuovi, si è sopportato il barone nepotista di turno – inopinatamente invitato a parlare della sua rivista che impiega anche 5 anni a pubblicare gli articoli approvati – venuto a leggere un contributo al tempo stesso troppo lungo e troppo privo di sostanza. Bellissima la reazione della plenaria: al termine della sua ora e mezza di inutile lettura infarcita di banalità e ripetizioni, è stato accolto da un silenzio di quelli che fanno più rumore di una contestazione a suon di uova marce. Non una mezza domanda, nonostante il chair della plenaria insistesse per trovare almeno un quesito dal pubblico.

Come capita spesso, sono state le occasioni conviviali quelle che mi hanno fatto riflettere di più. Con considerazioni, riflessioni, il peso di scelte fatte da altri, che presto saranno inevitabili anche per me, e che tuttavia non possono lasciare indifferenti. O almeno non lasciano indifferente me. Situazione strana, il vivere a 40 anni stando ancora sulla soglia, con un piede qui e uno lì, e sapere che il momento di dover scegliere qualcosa di radicale si sta avvicinando a grandi passi.

Per ora si rimanda il giorno della scelta. Ma si sente il profumo – o la puzza – di uno di quei bivi esistenziali che metà basta.