Epic fail di Marco Travaglio

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“Tifo quasi sempre Germania, raramente ho tifato Italia. Le uniche volte che l’ho fatto è stato quando c’erano squadre che mi piacevano, tipo l’Italia di Bearzot, quella di Zoff e quella di Trapattoni. Tifo contro l’Italia soprattutto a questi Europei in cui se dovessimo vincere ci dimenticheremmo subito dello scandalo di Calciopoli come nel 2006 ai Mondiali. Insomma, spero che l’Italia venga eliminata subito, immediatamente.”

(Marco Travaglio, 15 giugno 2012, Un giorno da pecora)

La cosa più bella non è che si è vinto contro la Germania. E’ che si è vinto giocando un bellissimo calcio. Alla faccia dei tifosi-contro in stile Marco Travaglio, di quelli che facevano paralleli del tipo “Chi segue questi Europei è uguale a chi squarta i cani in Ucraina”, a chi schiuma disdoro perché, di base, odia tutto ciò che sa di popolo e di popolare, magari con l’aggravante di considerarsi di Sinistra e di non avere mai letto (o mai capito) Antonio Gramsci.

Entrare e uscire dal Manicomio Moderno

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Oh cari anellidi, che piacere ritrovarvi. Per tutta una serie di motivi, negli ultimi tempi ho scritto poco e niente, sia qui che sul blog del Fatto Quotidiano. Non starò ad annoiarvi spiegando il perché e il per come. Posso però dirvi che questo andazzo non mi piace e che farò il possibile per scrollarmi di dosso l’apatia e tornare a scrivere le mie minchiatine qui e altrove, specie ora che sembra esserci un po’ più di calma nelle mie giornate.

Niente di meglio per ricominciare a postare che la notizia della nascita di un nuovo blog, di un amico che vive lontano, tanto per cambiare. Si chiama Manicomio Moderno e trovate qui il suo primo vagito. Perché è vero che a noi l’aggettivo “solare” fa subito venire in mente la sua accezione romanesca, più che quella italiana…

Presento Claudio Volpe e il suo primo romanzo

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Quando scrissi per la prima volta del romanzo di Claudio Volpe, “Il vuoto intorno” per Il Fatto Quotidiano, nessuno pensava che quel libro sarebbe finito nella dozzina dello Strega 2012. In realtà si trattava di un’ottima opera prima e la cosa è diventata chiara penso ormai a tutti. Se avete modo, oggi alle 18 presentiamo il romanzo a Roma alla Libreria Mondadori di via Piave 18 a Roma, nella sua nuova veste data dalle edizioni Anordest.

Candidato al Premio Strega 2012

Scrive Dacia Maraini: “Ho letto il romanzo che mi è sembrato intenso e commovente. Il tessuto verbale, fitto e intenso, convince, anzi cattura, nonostante qualche piccola ridondanza didascalica. Il personaggio centrale è appassionante e credibile . Sono sicura che avrà successo, perché narra, con tormento e vigore, una storia che tira in ballo i grandi sentimenti umani: la paternità, l’amore coniugale, la voglia di distruggersi, la voglia di redimersi, l’abbandono di sé, la riconquista di una coscienza, ecc. In certi momenti fa pensare a un certo Dickens populista e strappacuore, legato a un Ottocento ormai scomparso, ma pure il racconto si salva sempre dal sentimentalismo per la sincerità e la freschezza della voce narrante. La rabbia insomma è autentica, autentico il dolore, e questo rende il lettore partecipe e simpatizzante.Bravo Claudio! Credo che lei abbia proprio le doti di un narratore.