Vi racconto…

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Ricordandovi che la prima presentazione di Tutta colpa di Miguel Bosé si tiene domenica 31 ottobre alle ore 18 presso il Circolo “Mario Mieli” in Roma (via Efeso 2/a, M San Paolo), presenta Andrea Maccarrone, eccovi l’intervista al parco!

Un grazie ad Antonio Eustachio:

Per sapere delle altre presentazioni, cliccate qui. E aggiungeteci Firenze, 10 novembre, ore 19, presso la libreria FNAC.

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Perché l’Italia è sprofondata/2: “Amo le belle donne”. No.

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Io penso che abbia associato al suo già ben noto disturbo ego-maniacale, quello che lo porta a sfoggiare una delle più clamorose forme di megalomania cronica, ormai citata nei manuali di medicina, anche una satiriasi compulsiva e nervosa, ecco la mia anamnesi. Comunque una cosa me l’ha insegnata, sapete? Io non credevo fosse possibile parlare di sé alla terza persona. Questo invece lo fa regolarmente, in pubblico e penso anche in famiglia o dentro la sua testolina malata. E il fatto che abbia una malattia mentale naturalmente non lo giustifica di un millimetro: anche Hitler non era tanto di sano di mente.

Va da sé che la cosa più rilevante per un uomo politico è la telefonata alla Questura di Milano per fare pressioni, oltre alla bugia infangante la famiglia Mubarak, una roba per la quale l’Egitto potrebbe farsi sentire tramite ambasciata, e qualcosa mi dice che la cosa è successa ma noi ancora non lo sappiamo. Qui non si vorrebbe più parlare di questo vecchio laido e malato. Se solo si dimettesse e andasse a vivere ai Caraibi, sparisse dalle nostre cronache, saremmo così felici di non dovergli più dedicare nemmeno un post.

Riflessioni di un autore

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A distanza di una settimana dall’uscita di Tutta colpa di Miguel Bosé ho capito che chi ha letto il libro si è molto divertito e lo ha consigliato in giro. Ne sono molto contento, è questo l’unico modo che il mio romanzo potrà aver successo, dal momento che l’editore ha – legittimamente, ma la cosa non mi riempie di gioia – deciso di puntare su altri suoi libri per investire in campagne promozionali e di marketing, anche dopo che la spettacolare sinergia con il cantante Miguel Bosé è tristemente tramontata. E’ una strana sensazione, però: in tanti anni che lavoro nel mondo editoriale, rarissimamente mi sono confrontato con critiche negative da parte dei miei lettori (o anche dei critici). Anzi, ho una collezione di un migliaio di email di lettori soddisfatti e contenti, che si sono emozionati ora piangendo ora ridendo, a seconda del libro che hanno letto. Questo mi riempie d’orgoglio, perché riuscire a far piangere e ridere il proprio pubblico è, in fondo, il sogno di ogni autore, che sia un comico, un attore drammatico o un autore di testi.

Sarebbe bello trovare prima o poi un editore che sia conscio del valore delle mie pagine, al punto non solo da pubblicarle (e ancora grazie), ma anche da investirci qualche soldo in termini di promozione e marketing. Perché nel piccolo mercato editoriale italiano, se si vuole vendere un po’ occorre anche investire in promozione e marketing, non si può pensare di affidare un testo solo all’ufficio stampa e all’eventuale tam-tam dei lettori. Che comunque, a quanto pare, per i miei libri c’è anche stavolta. La fatidica “seconda prova” di scrittura è stata superata, penso di poter dire, e ora è il tempo di concentrarsi solo su questo aspetto positivo.

Per chi è interessato agli e-book (e a TCdMB)

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Che poi, io lo chiamerei “libro elettronico”, visto che altrimenti pronunciamo “Book” in modo maccheronico, all’italiana.

Si ringraziano: Francesco Gatti, Claudia Campanelli, Piero Giorgi e tutta la redazione di Playlist di Rai News 24.

Perché l’Italia è sprofondata/1: Cota Roberto

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Cota Roberto in televisione ha sempre l’aria di quel nostro compagno di classe poco intelligente ma simpatico, alla mano. E’ proprio per questa sua capacità a bucare il video e ad apparire come meno intelligente di chi lo ascolta da casa che ha vinto – non meritatamente, dal momento che due delle liste che lo sostenevano erano tarocche – le elezioni regionali in Piemonte. Il problema è che Cota Roberto non ha solo l’aria della persona scarsamente dotata di rete sinaptica. La sua ultima idea, infatti, è di quelle da fare il giro del mondo: “Borse di studio solo agli studenti piemontesi” e non ai migliori. In sostanza Cota Roberto ribalta mezzo secolo di buone pratiche mondiali che si basano sull’idea che ogni università deve lottare per accaparrarsi i cervelli migliori, a prescindere da dove siano nati, per farli diventare studenti o ricercatori e contribuenti fiscali (e poi, eventualmente, residenti) della propria area geografica. Cioè, da che mondo è mondo, le istituzioni cercano di attirare i migliori, quelli che son più bravi a studiare e a fare ricerca, per farli diventare esponenti e ambasciatori della data università, così che possano dar lustro a quella università, a quel centro di ricerche, a quella Regione dove hanno deciso di trasferirsi per, chessò, scoprire il vaccino contro l’Aids, o la cura contro il cancro, o scoprire e commentare un nuovo romanzo di Italo Calvino.

No, Cota Roberto ha deciso che non è questa la priorità del suo governo regionale. La priorità è dare le borse a chi sia nato e già residente ad Alessandria, Casale, Cuneo, Torino, Biella, Vercelli, Verbania e nelle altre province del Piemonte. Quindi per dire, io che son piemontese da nove generazioni, con uno dei cognomi più piemontesi del mondo, ma che sono residente e nato a Roma, sarei tagliato fuori. Ora, io in 5 anni di Ph.D. nella più prestigiosa università canadese ho ricevuto la bellezza di 16.000$ di borse di studio all’anno, più i salari come insegnante universitario e come formatore di insegnanti. Facendo un calcolo molto approssimativo, a me l’Ontario – terra mai vista prima – ha versato circa 170.000 $ (circa 150.000 euro) per consentirmi di compiere questo Ph.D. presso la UofT. In cambio, io ho pagato le mie tasse lì, ho contribuito a far girare l’economia di quei posti comprando un appartamento e vivendo lì, gli ho formato due anni di insegnanti universitari e ho insegnato la grammatica e la lingua italiana a 5 anni di classi, oltre ad aver dato una nuova lettura dell’opera di Tondelli. E credetemi: lo so bene che il mio studio e la mia ricerca non sono fondamentali come quelli di chi, venendo in Ontario dall’Asia o da altri continenti, ha magari contribuito alla scoperta di un vaccino o di una cura contro qualche malattia, o ha scoperto una nuova galassia osservando lo spazio. Ciò nondimeno, l’Ontario e il Canada in me hanno creduto e hanno ricavato il proprio tornaconto in termini di professionalità e di contributo in materia grigia.

Proprio quella materia che Cota Roberto ha l’aria di non avere in gran dote. E ora sappiamo che non è solo un’aria, la sua.

(Questo post lo dedico ai piemontesi che stanno organizzando le mie presentazion di Cuneo e Torino, i prossimi 5 e 6 novembre).

Su Rai News 24, ore 21.30

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Stasera su Rai News 24, nel programma Playlist presentato da Francesco Gatti, sarò intervistato sul mio romanzo Tutta colpa di Miguel Bosé all’interno di una tavola rotonda sull’e-book. Ospiti della tavola rotonda anche Alberto Castelvecchi, Bruno Di Marino, Marco Croella e Marco Ferrario. Vedetetemevi! Su Rieduchesional ciannel!

Due lettori su TCdMB

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Un Marco:

Ciao Sciltian. Ho finito oggi il tuo nuopvo libro. FANTASTICO :))) Mi sono ritrovato in tutto quello che vi è descritto… Quanti ricordi… E poi una bella scrittura scorrevole, ricca di novità, piena di ironia… Complimenti (anche se ne ero sicuro ;). Un abbraccio. Marco

Una Monica, amante di Cuba:

hola Sciltian,

ho finito il libro. PIEGATA DAL RIDERE dall’inizio alla fine. Alla fine, anche commossa a dirti il vero. Quanta parte è biografia? Quanto hai inventato? Anyway, a pesar de eso, semplicemente da leggere e da sfruttare fino all’ultima pagine.

Alle 17.30 siamo in diretta su Radio Città Futura, mentre dopo cena (non so ancora l’orario) mi potete vedere su Rai News 24 nel programma di Francesco Gatti. Si parla del mio romanzo e di e-book.

Da oggi il libro è in vendita su Bol.it con lo sconto del 20%!