Scogli

Featured Image -- 4169
Standard

Scrive Suibhne, e io condivido: “Tutto ciò dimostra che leggo molto di meno non a causa del cambiamento di modalità di lettura ma a causa del fatto che son più connesso, più occupato e più pigro.” Sono convinto anche io che il motivo principale per cui TUTTI leggiamo meno narrativa e giornali è che siamo TUTTI più connessi. Sono i social network, secondo me, la vera causa di questo minor tempo speso sulle pagine di carta o ipaddesche di un romanzo, così come fra le paginone di un quotidiano. Là dove manca l’interazione col resto del mondo virtuale, siamo meno attratti. E dire che, come fa notare sempre Suibhne, quando ci si immerge in un lungo capolavoro della letteratura, a propria volta ci si interconnette con un universo virtuale di tanto, tanto tempo fa.

Il blog di suibhne

Da anni ormai sono entrato nel XXI secolo e leggo i libri sull’iPad. Non sempre e non tutti. Al mare, ad esempio, me ne guardo bene. A ci sono volte che mi dico che sbaglio, che sull’iPad leggo di meno, che non leggo più in metro e quindi compro dei libri di carta che, senza eccezione, metto su uno scaffale e lascio là a prender polvere come un bibelotgozzaniano. Tutto ciò dimostra che leggo molto di meno non a causa del cambiamento di modalità di lettura ma a causa del fatto che son più connesso, più occupato e più pigro.

Shame on me and on réseaux sociaux.

Ad ogni modo: per resistere al brutto che ci circonda, per iniziare il 2016 su un tono epico&eroico, per il fatto che sono al mio secondo (fallimentare) anno di russo (я люблю римский язык, aber…) e per…

View original post 239 altre parole

La vittoria di Renzi e la mazzata dei Cinque Stelle

Standard

Condivido anche le virgole.

Uguali Amori

La verità rimane quella di due e più anni a questa parte, ovvero che Renzi è il più furbo e più scaltro sulla scena politica italiana e gli altri cascano continuamente nelle trappole che egli confeziona loro.

Con un referendum che viene in un momento di oggettiva debolezza del governo, con un ministro dimessosi in quanto “sguattera del Guatemala” di un imprenditore intrallazzatore, con una economia che non cresce come dovrebbe, con una personalizzazione eccessiva ad opera anche dello stesso Renzi, alla fine è stato comunque un trionfo per il governo e per il Presidente del Consiglio.

Dovrebbe far pensare molto quel 29% che ha detto sì al quesito (sul 32% dei votanti). Perché sono gli stessi votanti, anzi un po’ di meno, del Movimento Cinque Stelle. A cui si sarebbero dovuti aggiungere i voti della minoranza PD (che quattro mesi fa era a favore della norma che oggi voleva…

View original post 868 altre parole

Emigrare in Canada: nuove regole per la cittadinanza?

Standard

Justin Trudeau rimette mano alla legge di cittadinanza canadese. Meglio, ma ancora troppo timido, secondo me, come impianto.

il piede in due scarpe

Il governo canadese sta considerando di cambiare le regole per la richiesta della cittadinanza da parte delle persone con permesso di residenza.

Sorpresa, le regole diventano meno restrittive:

  • Sarà necessario riesiedere in Canada per 3 anni su 5 (senza limite annuale) prima di poter far domanda di cittadinanza.
  • Sarà necessaria una conoscenza base della lingua inglese.
  • Non sarà più necessario dichiarare che si intende risiedere in Canada una volta ottenuta la cittadinanza.
  • Si terrà in considerazione il tempo trascorso in Canada  prima della residenza permanente al fine di calcolare i giorni di permanenza nel paese.
  • Solo tre anni di tasse canadesi pagate saranno necessari.

Infine, ultimo ma non per importanza, ognuno potrà mantenere la doppia cittadinanza.

E’ onesto dire che queste regole non sono interamente nuove (infatti erano in vigore quando io ed ilCdV facemmo richiesta di residenza permanente), ma saranno probabilmente riadattate dopo che il governo Harper le aveva…

View original post 3 altre parole

Breaking News

Standard

Sulla morte (finalmente) di Antonin Scalia, giudice reazionario della Corte Suprema USA, un primo posto di Un piede in due scarpe.

il piede in due scarpe

E’ morto ieri sera Antonin Scalia, giudice decano della Corte Suprema degli Stati Uniti. Scalia era razzista, omofobo, bigotto, sessista al limite della caricatura. Era anche sarcastico e maleducato durante le sessioni della Corte (l’ho visto personalmente trattare quasi a pesci in faccia un teste durante un’udienza).

Lasciamo stare il valore della persona e del giurista, i morti sono morti, ma ora si apre un posto nella Corte Suprema e naturalmente noi tutti stiamo salivando perché Obama faccia una delle sue stupende nomination, minoranze di ogni genere, a noi!

Naturalmente mentre noi ci entusiasmiamo i Repubblicani si armano, siamo in fondo in periodo elettorale caldo, se riescono a bloccarlo a sufficienza e poi viene eletto un presidente Repubblicano, Scalia può essere rimpiazzato da qualcuno persino peggio. (Vi pare incredibile? Ma noi, dai)

E’ inquietante, e chiama per un post più lungo e ragionato, l’importanza che questi nove giudici, spesso in…

View original post 54 altre parole

Comunicazione di Servizio

Standard

Quando Francesco Ciabattoni scrive, una buona regola è che poi noi si legge e si impara qualcosa. Accattatev’illo, sientit’ammè. Un libro sul rapporto fra cantautori italiani e la citazione letteraria è una di quelle letture che vi fanno fare una figura porchissima in ogni circostanza, anche la più snob.

il piede in due scarpe

Beh, non proprio, più pubblicità interna.

Esce oggi il libro del CdV, intitolato “La citazione è sintomo d’amore” (cantautori italiani e memoria letteraria)

Sembra il minimo esporre alla notizia tutti e 90 i lettori giornalieri di questo blog.

Si può acquistare qui: http://www.ibs.it/ser/serfat.asp?site=libri&xy=La+citazione+%E8+sintomo+d%27amore.

Con questo saluto quel minimo di anonimato che mi ero costruita, ma è per una buona causa. Se non le comprate, le copie resteranno sulla nostra libreria rubando prezioso spazio ad altre opere, che dovranno sostare sul pavimento, creando grande azzardo a tutti gli abitanti della casa.

Scherzi a parte, è un libro bellissimo. Sul serio.

View original post

A cosa può servire la pubblicità nel XXI secolo

Standard

Lo spot della Campbell con i due papà gay che danno da mangiare a loro figlio è dell’ottobre 2015. Io però l’ho vista solo oggi, quindi la prendo come un simbolo di quante cose utili alla società si possono fare all’alba del 2016 con appena 40 secondi di annuncio pubblicitario. Se non ho capito male, questo spot per ora è disponibile solo sulla rete, ma mi auguro che presto lo si possa vedere sulle tv d’Occidente (in Italia, magari, fra 10 anni). Mi limito a postare la clip perché su questo tema sento che potrei scrivere uno dei post più lunghi degli ultimi 10 anni, e tutto sommato alla fine so di avere un pubblico d’élite che sa capire tutti i risvolti socio-politici di questa iniziativa anche da sé, senza bisogno che ve li sottolinei io. Buona visione.

Screen Shot 2016-01-09 at 2.31.58 PM

Clicca sulla foto per vedere lo spot della Campbell con i due papà