DDL Scuola: complimenti a PD e M5S

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scuola2Ogni tanto anche l’opposizione del M5S idea degli emendamenti intelligenti e contribuisce a migliorare un progetto di legge. E’ il caso dell’emendamento M5S approvato coi voti del PD sull’articolo 9 del DDL di Riforma della Scuola. Come riporta Repubblica:

Un emendamento del Pd approvato per favorire la trasparenza introduce l’obbligo di mettere on line sul sito della scuola il curriculum dei professori. Accolto anche l’emendamento del M5s, che stabilisce che non ci può essere parentela tra preside e professore della scuola. Il preside utilizzerà ancora i docenti dell’organico dell’autonomia per la copertura delle supplenze fino a 10 giorni. Inoltre egli può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10% di docenti (anziché fino a 3 docenti, come previsto dal ddl), che lo coadiuvano. Infine il preside può ridurre il numero di alunni e di studenti per classe rispetto a quanto previsto dalla riforma Gelmini, “allo scopo di migliorare la qualità didattica”.

Benché sia triste dover specificare che il preside non può assumere parenti, né consanguinei né acquisiti, in Italia è assolutamente necessario. Siamo da sempre il paese del “tengo famiglia” dove tutto è nepotismo e favoritismo personale.

La base di questa riforma è buona, e sono contento che il governo abbia deciso di potenziare, di pari passo coi presidi, le figure degli ispettori ministeriali. Resto però dell’idea che la soluzione ideale è la creazione di un ente tipo l’OFSTED britannico che abbia il ruolo di svolgere delle verifiche e dei controlli sull’operato dei presidi con cadenza annua o biennale. Tanto per ricordare ai presidi che dal loro nuovo potere discenderanno anche nuove responsabilità, e che esiste chi controlla il controllore.

Estinto

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lettereHo scoperto di aver buttato via il ricordo più dolce della mia adolescenza, la singola cosa a cui tenevo di più in assoluto fra le memorabilia. Ci tenevo così tanto da averlo custodito con cura in un certo posto, perfino a prova di incendio, e poi un giorno di circa sei mesi fa, per gioco e per sfida l’ho messo invece sul fondo del cestino della carta straccia. Mi sono detto: prima o poi me ne devo disfare, non posso continuare a 40 anni a guardare queste foto, a leggere queste lettere. Così l’ho messo lì, dicendomi tutto tronfio: “Figurati se riesco a lasciarlo dove sta. Domani mattina ti ripesco.” Poi deve essere successo che l’indomani ho avuto altro da pensare. Sono andato via e qualcuno ha giustamente svuotato il cestino della carta straccia. Me ne sono accorto oggi, tornato in questa casa che non è più mia, andando a prendere quel pacco di lettere e foto dei miei vent’anni nel solito posto. Non c’era più. L’ho cercato in tutta la stanza, ho ritrovato cose che non ricordavo d’avere. Ma del mio pacchetto di gioie della memoria, nessuna traccia. Poi, la mente mi ha aiutato a ricordare che fine gli avessi fatto fare.

Non ho ancora capito se sono un enorme stronzo, o se mi sono fatto un favore. Ma la materialità del ricordo non c’è più, per sempre. Rimane solo il ricordo, finché durerà. Ciao.

Un italiano in Kansas

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americano a romaCari anellidi, se per caso siete alla ricerca di un cambio di vita, avete un PhD in Italiano e vi piacciono i tornadi e le praterie del Kansas, è uscito un posto di lavoro alla University of Kansas.

The KU French & Italian Department is seeking an Advanced Italian Lecturer to join their team.  An M.A. plus additional graduate study in Italian (or foreign equivalent), with Ph.D. preferred; demonstrated excellence in teaching as evidenced by evaluations and/or letters of recommendation; and near-native or native command of Italian are required.  Salary is commensurate with qualification and experience.  Review of applications begins on 25 May 2015 and continues as needed to collect a pool of qualified applicants.  To ensure consideration, apply before the application review date.  For more information and to apply please visit http://employment.ku.edu/academic/331BR.  Search chair: Caroline Jewers, cjewers@ku.edu. KU is an EO/AAE.  All qualified applicants will receive consideration for employment without regard to race, color, religion, sex (including pregnancy), age, national origin, disability, genetic information or protected Veteran status.

Alcune delle differenze politiche fra Renzi e Berlusconi

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Riforma elettorale: Renzi tenta l’intesa con Berlusconi

Su Facebook diverse persone che si ritengono “di Sinistra” scrivono che Renzi e Berlusconi sono lo stesso male. Parlano di B come “il tumore” e di R come “le metastasi”.

Renzi tuttavia ha distrutto Berlusconi politicamente. Le metastasi non distruggono il tumore.

Le politiche seguite sono poi molto differenti: Berlusconi ha tagliato 8 miliardi dalla scuola, Renzi ne ha investiti 4. Berlusconi avrebbe eletto se stesso al Quirinale, Renzi ha eletto Mattarella. Berlusconi entrò a fatica nel PPE con FI, Renzi è entrato con facilità nel PSE con il PD. Renzi ha approvato la legge sul divorzio in un anno, Berlusconi la Legge 40 contro le donne e le coppie sterili poi smontata da 33 sentenze di Tribunale in quanto incostituzionale. Berlusconi chiuse il Mediterraneo agli africani, alleandosi con Gheddafi, Renzi lo tiene aperto. Berlusconi era visto come un satiro in Europa e nel mondo, Renzi no. Berlusconi era sostanzialmente contrario alla UE, e alleato di ferro della Lega Nord e dei fascisti, Renzi è in favore della UE e avversario di Salvini e di Casa Pound. Sono queste alcune delle differenze tra i due, ma certo non sono le uniche.

La buona scuola di Renzi: il suo video

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Sono molto contento che finalmente Renzi abbia invertito la comunicazione sulla riforma della scuola. Lo dicevo da un po’ che quella precedente, assai carente e confusa, non andava affatto bene.

Questo video messaggio non è ancora perfetto: fra gli altri errori di comunicazione c’è che il Presidente usa una lavagna di ardesia, che è un tipico simbolo della scuola di un tempo. Ma le scuole d’Occidente oggi hanno tablet col wi-fi per ogni studente e il professore, o lavagne elettroniche e, se proprio non ci sono fondi e si va sul risparmio, lavagne bianche con i pennarelli colorati.

Allora, da un punto di vista dello stile comunicativo, sarebbe stato d’effetto se Renzi avesse iniziato con la lavagna di ardesia, e poi, non appena posto il gessetto colorato sul piano nero, avesse guardato in camera e avesse detto:

No, un attimo, questo è lo strumento che c’era nella scuola quando ero bimbo io; noi mettendo 4 miliardi di euro sulla scuola vogliamo che il più alto numero di istituti possa aggiornare tutti i propri strumenti, compreso questo. Quindi passiamo a scrivere su una lavagna che non dà problemi a quei docenti e studenti che, per esempio, sono allergici alla polvere di gesso.”

Così facendo, si sarebbe spostato di un passo a sinistra o a destra, dove sarebbe apparsa una lavagna bianca con i pennarelli. Chiaro, i semprecritici l’avrebbero accusato di marpionismo e di eccesso di preparazione, ma non sono loro quelli da convincere, anche perché sono talmente pieni di pregiudizio che ormai quello è un settore a cui non si parla in nessun modo, ma per fortuna sono davvero pochi. Il resto del messaggio poteva durare qualche minuto in meno, ma i concetti andavano benissimo e qui Renzi è stato bravo. Siccome sono spesso critico contro il suo stile comunicativo, che invece piace a tanti, gli do atto che in questo video sceglie un low profile molto azzeccato e spero spontaneo. Guardate soprattutto il linguaggio corporeo inclusivo, il dove guardano gli occhi (in alto a sinistra) più che soffermarvi su simboli ovvi quali la camicia senza giacca o la cravatta scura che ricorda vagamente le divise scolastiche anglosassoni.

Quello che emerge da questo messaggio è comunque molto forte: quanti altri premier italiani hanno dato così tanta centralità alla scuola italiana? Io non ne ricordo nessuno. I professori, i precari, gli studenti italiani capiscono che Renzi sulla scuola si vuole giocare molto più che il successo alle regionali, si gioca la sua credibilità. Questa è una vera riforma di sistema, che analizzerò in un prossimo post che avevo già in mente di scrivere per il Fatto Quotidiano da un po’, ma poi questo inverecondo e vergognoso post di Amelia Signorelli, ricco di straw man argument al limite della querela, mi aveva tolto la voglia di pubblicare nella stessa colonna.

Cara redazione de Il Fatto, il giornalismo deve essere un cane da guardia del potere, ma uno serio, in grado di azzannare se necessario: inventarsi insulti non pronunciati, metterli in bocca a due ministri come fa Signorelli e poi scrivere lenzuoli colmi di indignazione contro quegli insulti è una cosa penosa. Anche abbaiare a ogni alito di vento e criticare la qualunque pur che sia ti trasforma in quegli insopportabili chihuahua che senti squittire da dietro la porta d’ingresso non appena passi in corridoio per prendere l’ascensore: insopportabili, e soprattutto inutili.

E invece quell’articolo va scritto, perché nel DDL ci sono tante di quelle cose positive che Renzi non ha potuto nemmeno toccare nel suo video.

E ora, per farvi un’opinione vostra, vedetevi il video integrale. Sono 18 minuti, dopotutto, non molti per spiegare una riforma della Scuola italiana.