The new Dalemone

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Se vince il No, dopo Renzi ci sarà un governo di larghe intese fra gli amanti del No. Per far cosa? Una legge elettorale proporzionale che faccia tornare il Paese alla Prima repubblica, condannando tutti alla mancanza di alternanza dinanzi a un parteien-staat di centro-centrodestra.

Buchi Neri

E così possiamo squarciare l’ultimo e decisivo velo di ipocrisia che avvolge questa campagna elettorale. Ci aiuta a farlo uno di cui tutto si può dire, tranne che sia un ipocrita. “Se vince il No, niente elezioni anticipate, bisognerà prima cambiare la legge elettorale… il presidente Mattarella nel giro di poche ore individuerà una personalità super partes per formare un nuovo governo”, ha detto ieri Massimo D’Alema, e c’è da credergli. Perché non c’è dubbio che, se vince il No, Renzi si dimette un minuto dopo, che non si andrà a votare, e che si tornerà ad un bel governo tecnico. Quello che aprirà trionfalmente le porte a Grillo nel 2018. Un programma fantastico, sottoscritto da D’Alema e Berlusconi, Monti e Bersani, Quagliariello e Brunetta, Meloni e Salvini, e il resto della compagnia.

D’Alema non è ipocrita, ma è ingenuo (chi lo conosce lo sa), e la lingua ogni tanto…

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Donald Trump presidente, con me hanno sbagliato tutti (la versione integrale del mio post su Il Fatto)

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Il Fatto Quotidiano ha la politica di non far rispondere ai commentatori da parte dei blogger nei post, ma solo nei commenti. Dal momento che il mio ultimo pezzo è stato scritto anche per rispondere a chi mi ha insultato, pubblico qui la versione integrale del mio post sull’elezione di Donald Trump.

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Cito il lemma “previsione” dal vocabolario Treccani: “previṡióne […] – Il fatto di prevedere, di supporre ciò che avverrà o come si svolgeranno in futuro gli eventi, basandosi su indizî più o meno sicuri, su induzioni, ipotesi o congetture.”

Fra le possibilità che hanno i giornalisti, i blogger, gli analisti e i politologi, quella di azzardare delle previsioni basandosi su “indizî più o meno sicuri” è senz’altro una. Perché? Perché mediamente alla gente piace leggere qualcuno che provi a immaginare come andrà a finire una certa partita e ne valuta la correttezza e la plausibilità delle argomentazioni sia alla luce della propria logica e delle fonti citate, e poi perché consente di andare alla prova dei fatti: vedere se la previsione era giusta o sbagliata.

La mia ultima previsione su chi avrebbe vinto le elezioni presidenziali americane è stata sbagliata alla grande: ha vinto Trump, e io dunque non ho saputo azzardare una previsione corretta. Come me, il 99,99% dei miei colleghi giornalisti, politologi, analisti, blogger e, aggiungo, la totalità assoluta delle case di sondaggi, dei centri di studio, delle università, dei ricercatori di scienza politica sia americani che europei. Non è una grande consolazione aver sbagliato insieme a tutti gli altri (con la valida eccezione del regista Michael Moore, che pure prima delle elezioni ha scritto sia sul perché Trump avrebbe vinto, che sul come fare per essere sicuri di far perdere Trump: e amico Moore, così sono capace anch’io ad azzardare la previsione corretta), ma certo fa capire che è successo qualcosa di enorme, che ha cambiato il mondo, e soprattutto di non previsto da nessuno.

Andando a rivedere ciò che ho scritto, tuttavia, io davo per scontato – sulla base degli studi citati nel mio pezzo: Princeton, New York Times e altri – che Trump non sarebbe riuscito ad allargare il suo corpo elettorale alle categorie da me citate. Dicevo dunque: “Trump […] Fra le donne […] prenderebbe meno voti di un qualunque opponente democratico.”

Va da sé che questa affermazione non è affatto sbagliata: se Trump si fosse limitato a far suo il voto degli analfabeti funzionali, dagli ignoranti, dagli iscritti al Partito della Paura contro la globalizzazione, l’immigrazione e l’altro, non avrebbe mai vinto le elezioni. Invece è riuscito ad allargare la base del suo consenso, e la CNN, ha pubblicato le percentuali di consenso che il neo-presidente ha ottenuto categoria per categoria: appena il 54% delle donne americane ha votato Hillary Clinton. Fra le donne laureate, più di 4 su 10 hanno votato Trump. Ma fra le donne meno scolarizzate, più di 6 su 10. Percentuali altissime e molto lontane da quelle che tutti conoscevamo come probabili dai sondaggi svolti nei giorni precedenti. Quindi quasi una donna su due in America ha votato un tizio apertamente misogino, che ha lasciato a noi registrato un suo discorso in cui parla delle donne nei termini più retrivi e nauseabondi che si siano mai sentiti da parte di un candidato ad alcunché. Contente loro.

Trump ha poi confermato il suo favore fra i più anziani, i più ricchi, i più religiosi e i più intolleranti ma ha preso a sorpresa anche il voto di tanti operai e lavoratori manuali, che sono la categoria che ha determinato la sua vittoria negli stati incerti. Non è la prima volta che grandi masse di persone poco abbienti e istruite si lasciano convincere da un miliardario evasore che promette abbattimento delle tasse, costruzioni di muri contro il baubau di turno, e aumento dei posti di lavoro. Dubito che il mio Bernie Sanders sarebbe riuscito a prendere più voti di Trump, perché al fascino delle soluzioni elementari, popolari e false nessuna persona seria può rispondere qualcosa di altrettanto potente.

Infine, consentitemi una nota sul comportamento di alcuni miei lettori. Al di là di quelli che sono venuti qui e su Facebook a insultarmi per aver sbagliato la previsione, e anche al netto di coloro che hanno sentito il bisogno di “percularmi” come hanno elegantemente scritto, per il mio errore, alcuni si sono lamentati dicendo che io avrei insultato gli elettori di Trump. Allora, per i meno avvezzi ai termini tecnici: un “analfabeta funzionale” in statistica e medicina indica una persona scarsamente scolarizzata che sa leggere un testo nella sua lingua madre ma non lo capisce. Un “ignorante” è una persona che ignora, non sa, non conosce, sinonimo di “non istruito”. Un “intollerante” è uno che non tollera il diverso o le minoranze. Un “misogino” è uno che parla delle donne come fa Trump: oggetti sessuali.

Questi, cari lettori, non sono insulti, sono termini tecnici. Che qualche decina di voi li abbia scambiati per insulti è la dimostrazione del fatto che i dati dello Human Development Record sulla quantità di analfabeti funzionali che c’è in Italia – il 47% – sono assai accurati.

 

In morte di Amatrice 

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Capisco.

Lodovica Palazzoli

Non capita spesso di seppellire la propria infanzia. Sì certo si supera, si lascia alle spalle scrollandosela di dosso come polvere.

Eppure proprio sotto la polvere delle macerie di quel che rimane di Amatrice, città della amatriciana, riposa ora, non in pace, una parte di me, della mia vita: la mia infanzia di bambina.

Ho impiegato circa 5 secondi a scattare questa foto, esattamente un mese prima del terremoto. L’ho fatta con il cellulare, non ci ho voluto sprecare la macchina fotografica, perché era un’immagine familiare, presente nella mia memoria da sempre; era parte della mia quotidianità estiva. Ho commesso l’errore fatale di ritenerla scontata. Così, ho fatto semplicemente click, banalmente click, sullo schermo e soddisfatta di quell’audacia di Iso automatici l’ho inviata a un mio amico amatriciano.

Non credevo che sarebbe stata l’ultima foto che avrei scattato del Corso, del Teatro, della Torre: insomma della MIA Amatrice. Se Lei…

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Tarantelli, il testamento di un riformista

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Un bel profilo di Ezio Tarantelli.

il Blog della Fondazione Nenni

Tarantelli

Se le Brigate Rosse non lo avessero ucciso a pochi passi dalla facoltà in cui insegnava (Economia alla Sapienza di Roma), oggi, 11 agosto, Ezio Tarantelli avrebbe compiuto settantacinque anni. Da quel terribile attentato sono trascorsi trentuno anni (era il 27 marzo 1985). Le Br gli fecero “pagare” il rapporto con i sindacati (amico di Pierre Carniti, all’epoca segretario generale della Cisl, ma anche di Giorgio Benvenuto, sempre in quegli anni al vertice della Uil) e l’impegno sul fronte della lotta all’inflazione che lui concretizzò con la famosa proposta della predeterminazione degli scatti di scala mobile, proposta che fece da punto di riferimento al decreto di San Valentino, il provvedimento varato da Bettino Craxi la sera del 14 febbraio del 1984 con il consenso della Cisl, della Uil e dei socialisti della Cgil. E con il dissenso dei comunisti (non molto convinto da parte di Luciano Lama) che raccolsero le…

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La Raggi copia? Si aberrazioni. Reazionarie 

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Non è solo gravissimo che abbia plagiato il programma, ma anche cosa ha plagiato!

L'OTTIMISTA

Dai giornali. La Raggi, nel suo programma, ha fatto copia incolla con frasi e pezzi tratti dai programmi dei Verdi e di altre forze di sinistra. Embe’? L’ipocrisia dei giornali ( Corriere della Sera) e’ fare scandalo sulla copia. Lo scandalo vero e’ sui contenuti della copia: pseudo-concetti che testimoniano la banalita’ e la pericolosita’ culturale e programmatica dei 5 Stelle. Che copiano dai Verdi e da una certa estrema sinistra idee aberranti, reazionarie, antiprogressive, antiumanistiche e stagnazioniste. Pensieri logori ed evanescenti prodotti dalla fine dell’autonomia culturale della vecchia sinistra che si e’ consegnata all’egemonia raccapricciante di un ambientalismo antiumanistico e, francamente, reazionario. Prendiamo le due idee che la Raggi avrebbe copiato dai Verdi e da altri di sinistra: primo, la bufala del biocentrismo opposto all’antropocentrismo. Una aberrazione secondo cui la priorita’ andrebbe data non al miglioramento della specie umana ma a quella delle altre forme viventi. La storia dell’evoluzione…

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È quel che si poteva fare? Dialogo breve sulle riforme. Pasquino intervista Napolitano

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Dialogo Pasquino – Napolitano sulla riforma costituzionale. Pasquino è stato mio professore al Master in Relazioni internazionali, ma qui mi sa che Napolitano mi convince di più. Curioso, non mi accadeva da secoli di condividere un punto di vista con Napolitano.

gianfrancopasquino

viaBorgogna3

Il Presidente Emerito Giorgio Napolitano ha accettato di rispondere ad alcune domande di Gianfranco Pasquino, professore Emerito di Scienza politica nell’Università di Bologna. Siamo onorati di pubblicare in esclusiva questo scambio nella convinzione che sia utile a tutti per farsi un’idea delle motivazioni e delle conseguenze delle riforme costituzionali che saranno prossimamente sottoposte a referendum.

Da due diverse prospettive, lo scienziato della politica di fama internazionale e il politico che ha attraversato da protagonista tutte le stagioni della politica italiana dagli Anni ’50, ci incoraggiano a saperne di più sulla riforma. A tal scopo, vi proponiamo una tavola sinottica degli articoli modificati prima e dopo la revisione, Cancellazioni e modifiche della Costituzione proposte dalla legge Renzi-Boschi, il documento Le ragioni del Sì e l’Appello dei costituzionalisti per il NO.

Contiamo sulla generosità e la disponibilità dei due eccellenti interlocutori per approfondire questioni cruciali qui appena sfiorate: se davvero…

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