Ciao Pasquale

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Pasquale è stato il mio primo amico conosciuto a Magliano Sabina. Un manovale che m’ha detto subito di essere analfabeta, e che mi ha fatto vedere un appartamento che speravo di affittare. Un 51enne calabrese molto disponibile e simpatico, a cui dovevo essere andato a genio da subito e infatti dopo aver visto l’appartamento, che stava ristrutturando lui stesso, mi ha detto che avrebbe interceduto per farmi avere l’appartamento a un prezzo minore di quello comunicatomi dalla proprietaria. Poi mi ha offerto un caffè al bar. Così ci siamo scambiati i numeri di cellulare e quando gli ho detto il mio nome, ho poi scoperto che lo ha registrato sotto “Gildo”, che per assonanza, per lui, traduceva il nome più vicino a “Sciltian”. Quando me l’ha fatto vedere, quel “Gildo”, abbiamo riso e gli ho detto: “Va bene, vorrà dire che per te sarò Gildo”.

Pasquale mi aveva invitato a cena da lui, visto che alla fine avevo preso un altro appartamento, a circa 20 metri da casa sua, tanto è piccolo il villaggio. Io avevo ribattuto: Pasquale, non appena mi sistemo col trasloco e tutto, vieni tu a cena da me: sei il mio primo amico di Magliano.

Non sono riuscito a mantenere la mia parola: Pasquale è morto tre giorni fa, in un incidente di motocicletta, a 51 anni. Oggi, quando ho saputo la notizia, sono rimasto attonito. Poi il suo carro funebre è venuto a parcheggiare proprio dietro la mia auto poco prima che io la prendessi per andare a Roma. Così ho partecipato per caso al suo funerale, che come si fa nei villaggi, ha avuto un inizio con una piccola processione a piedi. C’era mezza Magliano, in quella processione, una Magliano incredula, triste, mesta. E poi c’erano gli amici delle moto, venuti da tutto il Centro Italia. Pasquale era un uomo buono, semplice, affabile, simpatico, amichevole. Ha lasciato un ottimo ricordo proprio in tutti, anche in chi lo ha conosciuto per ultimo, appena 2 settimane fa, come me. Ciao Pasquale.

Sul togliere la tassa sulla prima casa

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indexBene, ho letto un po’ di opinioni sull’opportunità, la giustizia del detassare la prima casa e posso confermare la mia opinione: non mi sembra giusto. La prima casa è tassata ovunque in Occidente, chi possiede la prima casa è mediamente più benestante di chi non la possiede, e questa detassazione favorirà, inevitabilmente, chi è più benestante.

Ero contrario quando propose la cosa Berlusconi, rimango contrario oggi che la propone Renzi. Capisco che in un Paese dove oltre l’85% dei cittadini è proprietario di casa, la manovra sarà popolare, ma io avrei abbassato o abrogato altre tasse, non questa.

La deportazione degli insegnanti

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Meno male che non sono l’unico che la pensa come Uguali Amori.

Uguali Amori

Avviso: questo post è ad alto tasso polemico. Altissimo.

Questi poveri insegnanti supplenti. Che si sono scelti il lavoro che volevano fare, hanno un orario di lavoro a dir poco comodo, mesi interi e consecutivi di ferie, nessuno che li tampina sul posto di lavoro per produrre, produrre, produrre, fatturare, produrre, clienti, clienti, non corrono rischi di essere licenziati nel corso della loro vita, alle due di pomeriggio stanno a casa, si sono potuti permettere il lusso di una laurea a scelta e non di una che fosse difficile da prendere (si sa che l’Italia ha una grande carenza di laureati in Lettere) e adesso, addirittura, sono costretti ad andare a lavorare lontano da casa.

Ohibò! E che stiamo scherzando? E’ giusto che lorsignori possano scegliersi che lavoro fare, quando farlo, con chi e sopratutto dove.

Uno, giustamente direi, vuole lavorare sotto casa, per poche ore al giorno, per un…

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