Podcasts

Standard

Caterina ci parla dei podcast per i libri statunitensi. Mica male.

il piede in due scarpe

Passo un sacco di tempo per strada, camminando o sui mezzi pubblici, e non ho molte vetrine con cui distrarmi. Per questo da quando sono a Washington mi sono convertita ai podcast, e sono diventate una parte findamentale delle mie fonti di informazione. Infatti da commute entertaining sono diventati compagnia come la radio. Ora li ascolto sul threadmill, mentre stiro, mentre cucino e in pratica ogni momento in cui non sto leggendo, lavorando, dormendo o guardando la tv – che non abbiamo, si va di Netflix.

Allora, qui una piccola carrellata dei miei preferiti, ed eventuale link

LIBRI

Si, visto che c’è cronica mancanza di librerie, nella capitale, e non solo piccole indipendenti, ma anche le grandi catene si ritirano su più mitigati lidi, i podcast sono la mia fonte per nuovi libri da leggere. Anzi direi che in percentuale, i podcast che parlano di libri sono la grande maggioranza…

View original post 579 altre parole

Una giornata di scuola dopo gli attentati di Parigi

Standard

Seguendo le direttive del ministro dell’Istruzione, oggi a scuola abbiamo anche parlato degli attentati di Parigi. Mi ha sorpreso il livello di conoscenza dei fatti: la maggior parte dei miei studenti stava guardando Francia-Germania ed è venuta a sapere che qualcosa stava succedendo da quell’evento sportivo. Abbiamo affrontato discorsi difficili con grande attenzione e civiltà e partecipazione. Non ci sono stati sorrisini, battutine o sbadigli. E’ la conferma che sono in un ambiente scolastico che non rappresenta la media o la norma dei licei italiani.

Ho invitato i miei studenti a continuare a seguire lo stile di vita che avevano fino a giovedì: a prendere bus, treni, a visitare Roma e Milano, a frequentare stazioni, aeroporti, discoteche, stadi, teatri e cinema e ristoranti. Di divertirsi, come era prima, ma sapendo di vivere in un’epoca di limbo, che non è più pace, ma non è nemmeno guerra. Di farsi anticorpi sociali: divertirsi tenendo gli occhi aperti, notando chi siede con loro in treno o sulla metro, se qualcuno lascia uno zaino dove loro sono e poi se ne va. Li ho invitati a non farsi condizionare da chi vuole che loro diventino razzisti e intolleranti, come il direttore di “Libero”, che spinge per spargere terrore e portare a una guerra di civiltà contro tutti gli islamici, e non solo contro quei mussulmani che sono terroristi o complici dei terroristi.

Ho parlato di cos’è l’Islam e di quanti sono i mussulmani al mondo, circa 1,57 miliardi, e di quanti sono i seguaci di ISIS e Talebani: meno di 100mila. Ho spiegato le differenze, per una democrazia occidentale, fra uno stato d’emergenza e un coprifuoco. Ho risposto a domande come:”Perché la Francia?”, “Perché si ammazzano per ammazzarci?”, “Ha paura?”. Si è discusso, si sono fatte domande, si è fatta una giornata di scuola non sui libri. Forse qualcuno si sarà spaventato un po’, non so, io ho cercato di essere il più sereno possibile, tenendo presente che dovevo dire di fare maggiore attenzione rispetto a giovedì. Ho spiegato perché è giusto e normale che i loro genitori restringano alcune libertà, tipo quella di andare allo stadio, e ho spiegato perché loro dovrebbero chiedere ai propri genitori di non limitare troppo a lungo questa e altre libertà, o di non limitarle affatto. Spero sia servito a tutti.

Scuola: per gli assunti di fase C, cosa fare ora

Standard

Su Facebook ho incontrato virtualmente Anna Chiara, una collega che la sa lunga, e che ha postato alcune indicazioni sul “che fare” ora che siete stati assunti a tempo indeterminato nella Scuola italiana. Estrapolo da uno dei suoi ultimi stati:

“Dell’ingresso in ruolo.
Allora che fare? Dunque. Accettate la proposta. Poi fiondatevi sul sito dell’usp della vostra provincia e monitorate la situazione. Stanno per apparire le date delle convocazioni e le sedi
Se avete una supplenza breve, fate scadere il contratto (se scade prima della data di convocazione), in modo da avere un adeguato stipendio anche a novembre, poi andate alla convocazione con carta di identità e codice fiscale, firmate e prendete servizio in giornata. Da quel momento in poi parte la vostra nomina economica, con stipendio e bonus da 500euro.
Se avete un contratto al 30/6 e non volete lasciarlo, monitorate usp per vedere se pubblicano qualcosa sulle modalità di comunicazione, altrimenti chiamate direttamente per sapere come comportarvi. In questo caso la nomina economica partirà dal 1 luglio, quindi niente NASPI e bonus a fine luglio. Ricordate però che il bonus copre le spese dal 1 sett 2015 quindi se spendete qualcosa ora, conservate scontrini parlanti o meglio ancora fatture.


Se avete contratto al 30/6 e volete lasciarlo, aspettate il chiarimento del ministero prima di fare gesti affrettati.

Voglio trasferirmi negli USA: ma dove?

Standard

Le città più conservatrici o progressiste d’America.

il piede in due scarpe

Ricevo molto spesso domande sul trasferimento in USA ( e in Canada, la pagina sul Canada è ancora la più letta sul blog).

Certo, uno puù trasferirsi in base ad un milione di fattori, primo fra tutti, dove si riesce a trovare lavoro. Ma in una città di political junkies, inevitabilemte qualche sera fa è venuto fuori il discorso: trasferiamoci nella città più liberal (che nel gergo locale significa aperta ai diritti civili), o, in alternativa, più conservatrice d’America.

È seguita discussione su quali siamo queste due capitali della polarizzazione, e poi inevitabilmente, ricerca su internet.

Ci aiuta il Pew Research Internet, qui. Fermo restando che la valutazione è fatta su città con più di 250.000 abitanti, le più conservatrici sono:

Meza (Arizona), Oklahoma City (Oklahoma), Virginia Beach (Virginia), Colorado Springs (Colorado), Jacksonville (Florida), Arlington (Texas) Anaheim (California), Omaha (Nebraska), Tulsa (Oklahoma) e Aurora (Colorado).

Mentre le più liberal…

View original post 145 altre parole

Roma: l’errore che non dobbiamo fare.

Standard

Cristiana Alicata dice cose giuste e molto condivisibili, e magari dentro al PD ci fossero persone in grado di dire queste stesse cose. Una chiamata di correo che colpisce gli amministratori romani degli ultimi 21 anni, che trasuda onestà intellettuale.

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Ho letto l’analisi su Roma che Lorenza Bonaccorsi ha scritto per l’Unità e penso una cosa: facciamo un errore se l’analisi su Roma e il suo disastro lo liquidiamo dando tutte le colpe ad Alemanno e poi diciamo che l’esperienza Marino non è stata in grado di gestirne i danni.

Non posso essere d’accordo. Siamo sicuri che la macchina amministrativa che non funziona sia cominciata con Alemanno? Che Ama e Atac prima di Alemanno erano aziende virtuose? E come si interviene in aziende così grandi se non con una ristrutturazione profonda, ma lenta, che almeno in Ama per esempio era ed è cominciata? Chi dice che non avere affrontato prima il tema di Malagrotta non abbia comportato esattamente ciò che poi è successo: difficoltà a far ripartire a Roma un ciclo virtuoso dei rifiuti? 

O che i vigili urbani o la macchina amministrativa non abbiano dei limiti da più…

View original post 329 altre parole