La Lega: “Inserire la croce nella bandiera italiana”

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Ecco a voi il tricolore con crocifisso, nella sua elegante variante con la scritta sotto "R.I.P." a testimonianza della scomparsa della laicità e del commiato dell'Italia dall'Occidente. Copyright AdF, su un'idea originale del ministro Castelli.

La notizia c’è e non è falsa. Castelli ha proposto di inserire la croce cattolica nella bandiera italiana.

Sorgono una serie di riflessioni:

1) La croce nella bandiera italiana: ma poi, quando i leghisti ci si puliscono il culo con la bandiera, fanno anche atto di blasfemia e si possono lapidare? In tal caso, sono favorevole anche io.

2) La croce nella bandiera italiana: già che ci siete, aggiungeteci sotto la scritta “R.I.P.” che ci sta un amore.

3) La croce nella bandiera italiana: ma non ci avevano già pensato durante il Fascismo? Ah no, quella era un fascio con un’ascia. Vabbè all’incirca.

4) La croce nella bandiera italiana: è la volta buona che resituisco il passaporto e prendo quello canadese.

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Il Sultano indagato per mafia? E allora?

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Ieri o l’altro ieri così apriva Libero. Ora, la Procura di Firenze ha smentito la notizia, però io vorrei dire alcune cose. E se anche Berlusconi fosse indagato per mafia? Anzitutto, la mafia è fenomeno antico e radicato nella tradizione del Sud, e in particolare della Sicilia. Se anche Silvio fosse colluso, dimostrerebbe solo la caratura nazionale della sua leadership: lui, statista brianzolo, che in realtà ha saputo connettersi intimamente con il folklore del profondo Sud. E poi, in definitiva, quale italiano non ha qualche collusioncina con la mafia? Anche Andreotti, il grande padre della patria, ebbe contatti “fino al 1980” come detto da una sentenza di un Tribunale italiano. E dunque: che cosa volete che sia? Oltretutto, il problema sarà risolto, aggiungendo nella legge “per il processo breve” anche il reato di associazione esterna di stampo mafioso, con una sola piccola aggiunta: un indagato di tale crimine ha diritto a vedere indagini e sentenza nell’arco di 15 giorni, altro che due anni. Se non si riesce ad arrivare a sentenza entro 15 giorni, amen, il processo si chiude, altro giro, altro corsa.

Irlanda: il più grande scandalo pedofilo della storia

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Ecco i nomi e i volti dei quattro Arcivescovi di Dublino che per 30 anni hanno coperto il più grande scandalo di pedofilia della storia: l'Arcivescovo John Charles McQuaid 1940 - 1972, Arciverscovo Dermot Ryan 1972 - 1984, Arcivescovo Kevin McNamara, 1985 - 1987, Arcivescovo Desmond Connell 1988 - 2004.

…e naturalmente, la Chiesa cattolica è al centro, sopra, sotto, di fianco e di lato.

Quattro arcivescovi di Dublino (a sinistra nomi e foto) hanno coperto lo scandalo di 46 preti pedofili con “negazioni, arroganza e complicità criminale” per 30 anni filati.

Lo scandalo è talmente grande e continuato nel tempo (1975-2004) da aver costretto le autorità dello Stato irlandese a “chiedere perdono senza riserve ed equivoci per aver fallito nell’impedire che questo schifo venisse a galla ben prima di oggi”.

Ancora sulla manifestazione del No-B-day, dedicato ai piddini

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Io ho aderito alla manifestazione del 5 dicembre contro Berlusconi da subito, e nonostante che sarò atterrato in Italia solo a partire dal 4 dicembre. La manifestazione nasce dalla famosa società civile: un gruppo di giovani italiani che si sono auto-organizzati su Facebook.

Quasi da subito, alla loro iniziativa hanno aderito le varie componenti minori dell’opposizione: Grillo e i grillini, l’IDV, Sinistra e Libertà, i Comunisti. Il PD no. Come al solito, ha giocato al Sor Tentenna: prima hanno detto sdegnosi e sdegnati “noi non aderiamo a manifestazioni altrui: ne organizziamo di nostre” Ah sì? Fatelo, allora, invece di stare con le mani in mano. Poi si sono aperte le prime crepe, provenienti dalla corrente-dei-mariniani-che-non-è-una-corrente. Quindi sono venute le adesioni anche di chi è franceschiniano e bersaniano. Alla fine, il risultato è dei migliori: il PD formalmente non ha aderito alla marcia del 5, ma di fatto ci saranno migliaia di suoi militanti a marciare.

Trovo stantia la polemica che i piddini fanno DI CONTINUO contro CHIUNQUE altro faccia opposizione a Berlusconi. E se sono seguaci di Grillo, non vanno bene. E se sono seguaci di Travaglio, non vanno bene. E se sono seguaci di Di Pietro per carità. E se sono seguaci di SL sono atomizzati. AVETE ROTTO I COGLIONI! Non siete i depositari dell’unica opposizione possibile, in Italia, e mi pare che alle elezioni questo concetto sia plastico, ma lo è anche tutto l’anno, quando infatti un gruppo di blogger organizza una manifestazione e piano piano ottiene l’adesione di tutti e anche di componenti del PD. Dimostrando non solo che il PD ha bisogno di lezioni sul come si fa opposizione, ma anche di un serio ciclo di ripetizioni pomeridiane.

Il quarto anno del dottorato

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Insomma cari anellidi, il quarto anno del dottorato è un anno un po’ bizzarro. Perché da un lato sembrerebbe che la tesi sia di là dall’essere discussa (a proposito, ho consegnato quasi per intero i primi 3 capitoli, diciamo che sto al 35-40% del lavoro finale, e ricordo che qui il dottorato è previsto durare 5 anni, non tre), ma dall’altro sei costretto a cominciare a monitorare in modo pragmatico le offerte di lavoro per il dopo dottorato. Infatti, queste domande hanno una scadenza che anticipa in genere di 12 mesi l’inizio del lavoro vero e proprio. Quindi ecco la situazione bislacca: uno si sente ancora studente di dottorato, e magari si pregusta il poter stare tutto il quinto anno a “casa” – nel senso del luogo che ti ha ospitato e accolto per gli ultimi 4 anni – conoscendo ormai tutti i piccoli segreti di questa città e di questa università, tuttavia si trova a scrivere delle belle letterine in cui si propone di ricominciare da capo in un’altra città e in un’altra nazione (come nel mio caso, ma è abbastanza comune) e magari anche in un altro continente.

Per carità: c’è anche un aspetto positivo nel cambiare e nel ricominciare. Però hai una strana sensazione, del tempo che passa, di te che invecchi, delle cose che devi fare per cambiare (il trasloco, un nuovo dipartimento, nuovi colleghi, nuove amicizie, nuova città…) di quello che hai stretto fino a oggi (tanto, a essere sinceri) e di quello che ancora desideri stringere. Alla fine ti fai un esame di coscienza e valuti se stai tenendo bene il timone della tua vita, o se non hai magari perso la giusta messa a fuoco degli elementi fondamentali.

Oggi passeggiavo per Toronto, città cordiale che accoglie tutti e non sputa via nessuno, ma in cambio è un po’ anonima e piuttosto brutta. Ha però una sua fisionomia elastica: la città è abituata a osservare i suoi figli dai mille colori e dalle mille origini, osserva tutti e poi sorride. Aspettando che te ne riparti, per lidi auspicabilmente accoglienti alla stessa maniera.

Fare casino per Rudra

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Copiato integralmente da Metilparaben. Siete pregati, una volta visto il filmato e firmato la petizione, di mettere mano al portafoglio e di dare quello che potete, compatibilimente con le vostre condizioni di vita. Vanno bene anche 5 euro, se non potete di più. Ma contribuite.

Il 25 novembre ci sarà l’udienza per l’omissione di soccorso contro la guardia carceraria della prigione di Perugia che era presente mentre Aldo Bianzino moriva.

L’11 dicembre, invece, ci sarà il secondo tentativo di archiviare l’indagine sull’omicidio di Aldo, con la motivazione che le gravi lesioni riscontrate in diversi organi interni, fra cui il fegato, sarebbero state provocate dal massaggio cardiaco per la rianimazione.

Soltanto attraverso la mobilitazione e il rumore Rudra potrà sperare che venga fatta verità e giustizia sulla morte di suo padre in carcere.

Fai anche tu un po’ di rumore: sottoscrivi l’appello di Radicali Italiani per sostenere Rudra nella sua battaglia di verità, dai un aiuto economico a Rudra grazie al sito di Beppe Grillo, cerca di informare i tuoi contatti sulla storia di Rudra e di suo padre Aldo attraverso il Comitato verità e giustizia per Aldo, diffondi questo post sul tuo blog, su Facebook, su Twitter, su FriendFeed.

Sono giorni decisivi affinché una famiglia distrutta da quanto successo nelle carceri italiane ottenga finalmente la verità.

Fai sì che il silenzio non sia complice di chi vuole cancellare per sempre la verità di quella famiglia: la giustizia, anche se non può riportare in vita chi se ne è andato, aiuta.

Inverno

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Oggi mi sento così.

Aggiornamento: siccome ho addirittura ricevuto delle e-mail da amici preoccupati per questo post, devo specificare che a me l’inverno non dispiace affatto (semmai il problema è che quest’anno non è ancora arrivato nemmeno a Toronto: +11°C oggi, siamo una quindicina di gradi sopra le medie stagionali) e che non mi sento per niente triste. La canzone di De Andrè mi piace in un modo sconvolgente e non la trovo poi così triste come quasi tutti hanno interpretato. Cmqe, mea culpa, devo ricordarmi che per quasi tutti l’inverno non è considerata una stagione allegra.

Una nota per i troll: al contrario de Il Cannocchiale, WordPress ha un sistema molto efficace per bloccare i vostri commenti. Vengono deviati in automatico in una casella “spam” oppure “trash”, a seconda dell’impostazione che l’autore del blog sceglie, e tutto ciò che io vedo è che ogni giorno arrivano uno o due commenti che finiscono in quelle caselle. Ecco, io vorrei che sappiate una cosa: i vostri commenti finiscono nello spam SENZA che io possa leggerli, a meno che non vada ad aprire il file “SPAM” o “TRASH” di proposito, cosa che ho fatto quattro volte dall’inizio della moderazione (notando che ormai sono solo insulti, e da critico letterario in erba ci sarebbe da indagare sul perché uno dei due troll si è specializzato in coprofilia e l’altro ha accentuato la latenza della sua fase omosessuale), per essere sicuro che ci finissero solo coloro che se lo meritavano. Da allora, ho settato la cancellazione automatica di questi due file tutte le volte che termino di approvare i commenti delle persone normali sane di mente, però devo dire che sono ammirato del fatto che ogni giorno le mie caselle per troll si riempiano di un paio di contributi. C’è dell’abnegazione e dell’amore da parte di chi viene qui tutti i giorni per insultare, portare il suo contributo di click, non essere né letto né pubblicato e poi ritornare il giorno dopo, così per il resto dei suoi giorni. Intendiamoci: forse non è un bel segnale sulla qualità della vostra vita, ma questo blog vi ringrazia di cuore per l’apporto di click che date, con ostinazione e amore. Grazie, e continuate così, per favore.