Dopo Wikileaks

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L’unica notizia che fa riflettere, tra quelle rivelate da Wikileaks, è che nessuna testata giornalistica italiana è stata considerata degna di ricevere lo scoop da Wikileaks. Non Repubblica, non certo il Corriere della Sera o il Sole 24 ore, costretti a rincorrere le notizie diffuse da El Pais, The Guardian, New York Times e Der Spiegel. Mettetevi l’animo in pace, colleghi giornalisti italiani: nel mondo della comunicazione globale, non contate più un cazzo. Da mo’.

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Camere separate

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“Camere separate” è proprio la summa narrativa di Pier Vittorio Tondelli. Romanzo complesso, con una terza persona narrante e un alter-ego cristallino quale Leone, che potremmo a ragione chiamare Leone Tondelli, proprio come uno dei parenti dello scrittore di Correggio.

Si è scritto che è un romanzo sulla religione e sul senso di grazia. In un certo senso lo è, ma in quanto presenta uno sfogo, un attacco dell’autore alla “religione della pena e del cilicio”, alla religione rivelata che impone ai suoi fedeli di soffrire e pentirsi, pentirsi e soffrire, e non dà loro spazio e possibilità di amare nel modo in cui loro sentono di poter amare. “Camere separate” è un romanzo sul senso di abbandono e sulla solitudine. La solitudine che ci avvolge e ci invade quando muore la persona che amiamo. E allora questo è un romanzo sul tentativo di un uomo giovane di trovare un senso alla sua vita di sopravvissuto di un grande, profondo amore, sebbene durato solo pochi anni. “Camere separate” è anche il romanzo sul senso di paternità che Tondelli ha percepito in modo forte nei pochi anni di malattia che lo hanno separato dalla morte. E’ un romanzo nel quale potremmo credere di avere un protagonista e un deuteragonista: Leo e Thomas, ma in realtà abbiamo almeno altre due ombre fondamentali: “Leo-con-Thomas” e poi “Leo-senza-Thomas”. Ecco, questo è il romanzo di queste quattro voci, che appaiono e scompaiono, in un intreccio temporale complesso, costruito in modo elegante dall’autore, proprio per sottolineare l’importanza cardinale che hanno i ricordi e la memoria, all’indomani della fine di un amore. Che il lutto d’amore lo si porti dentro perché la persona che abbiamo amata è morta, o banalmente perché la storia d’amore è finita, non ha poi molta importanza. Questo è un romanzo sulla morte, sul sopravvivere e sul disperato tentativo di rinascere, se non altro per poter raccontare, perché alla fine quel che Leone Tondelli capisce è che è proprio nella scrittura, nel suo resistere più a lungo della vita, che si nasconde il senso della sua esistenza e del suo andare avanti davanti alla tragedia della morte di chi si ama. Il metaphysical bug, dopotutto, è dentro ogni scrittore.

Uno dei massimi capolavori della letteratura italiana del Novecento. Di gran lunga il miglior lavoro di Pier Vittorio Tondelli.

AIDS: la speranza di un vaccino preventivo

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I risultati di questo studio sono eccezionali. Calcolate che un vaccino preventivo per essere “efficace” ha bisogno di un successo nel 7-8% dei casi. Per esempio il vaccino della pertosse, efficace nel 7% dei casi, e la pertosse è stata annientata. Qui parliamo del 70%, dieci volte tanto. Ora bisognerà studiare l’impatto degli effetti collaterali del farmaco. Ricordo, da un mio articolo pubblicato anni fa, che questo Truvada è una combinazione di due farmaci piuttosto “vecchi”, che ha conseguenze molto diverse su chi lo prende: per alcuni pazienti, nessun effetto collaterale, per altri sospensione immediata per casini col fegato. Ciò non toglie che assieme alla notizia di pochi giorni fa sul coadiuvante della dottoressa Ensoli – che faccio notare, io chiamo “coadiuvante” e non “vaccino” – in questi ultimi giorni si sono fatti due importantissimi passi contro la peste del XX e XXI secolo.