L’arancione porta bene

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Notavo: è stato ed è il colore dell’NDP canadese, che ha triplicato i seggi alle ultime elezioni politiche ed è diventato Opposizione ufficiale. E’ stato ed è il colore di Pisapia (con lui sindaco, addio a quelle belle ottobrate romane tipiche della Milano di Letizia Moratti, ricordatevelo) e di De Magistris. E’ stato anche il colore di Ivan Scalfarotto e del nostro movimento Io partecipo, e Ivan è diventato vice-presidente del PD. Insomma, direi che è un colore che porta bene.

Sul sito del Fatto, invece, non perdetevi il video di Alemanno che dà il benvenuto ai gay per l’Europride.

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La sfera di cristallo sui ballottaggi

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Con la consueta totale mancanza di scientificità, ecco i vaticinii della famosa sfera di cristallo di questo blog. Sfera che ultimamente ha perso qualche colpo, va ammesso.

Milano: Pisapia 55% Moratti 45%

Napoli: De Magistris 50,2% Lettieri 49,8%

Cagliari: Zedda 52% Fantola 48%

Provincia di Trieste: Poropat (Centrosinistra) 62% Ret (PDL) 38%

Stampa americana: Strauss-Khan buono giusto per l’Italia

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La vignetta di Gary Clement ripubblicata dal NYT

Una vignetta a firma di Gary Clement del National Post, giornale canadese di centro-destra, ha suscitato la protesta ufficiale dell’ambasciatore italiano a Ottawa, Andrea Meloni, e del presidente del Congresso nazionale degli italo-canadesi, Michael A. Tibollo.

La vignetta, che vedete in alto a sinistra, è stata pubblicata il 19 maggio sul quotidiano canadese e anche riprodotta in segno di approvazione il 22 maggio nella sezione Laugh Lines della rassegna settimanale del New York Times, arrivando così agli occhi di tutti i lettori del quotidiano statunitense, che sono molti di più di quelli del National Post. Nella vignetta si vede il leader socialista francese Dominique Strauss-Khan dietro le sbarre, a colloquio col suo avvocato, che gli comunica: “Il suo comportamento la squalifica come presidente della Francia. D’altro canto la qualifica per diventare Primo ministro italiano”.

L’ambasciatore Meloni, la cui protesta è stata pubblicata il 20 maggio dal National Post, ha spedito la sua nota anche al Corriere Canadese, il giornale della comunità italo-canadese. “Non ce l’ho fatta a ridere davanti alla vignetta del National Post” ha scritto l’ambasciatore italiano “perché l’ho trovata gratuitamente offensiva nei confronti delle istituzioni italiane e dei cittadini italiani che scelgono i loro leader, come i canadesi, attraverso elezioni democratiche. Non sto certo mettendo in discussione la completa libertà del Post di riservare la propria ironia per il politico del giorno: i politici sono abituati alla critica e hanno gli strumenti per difendersi. Quello che metto in discussione è la frase che è a carico di un intero Paese, un Paese che è amico e alleato del Canada e fa parte della sua identità multiculturale.”

Oltre all’ambasciatore e al presidente del Congresso nazionale degli italo-canadesi, la vignetta ha suscitato le proteste di molti lettori del National Post di origine italiana.

Per carità, l’ambasciatore Meloni fa il suo dovere e così pure il presidente Tibollo. Ma non è colpa di Gary Clement né del National Post o del New York Times se il primo sporcatore dell’immagine italiana all’estero è quel Presidente del Consiglio mai dimessosi per lo scandalo Ruby, e che passerà alla storia come l’inventore del bunga-bunga.

“Al-Qaeda è per Pisapia”

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And the Oscar goes to… Mario Borghezio, Lega Nord, for the phrase “Al-Qaeda is for Pisapia“.

Reason: because one cannot think of anything more hyperbolic than this statement.

Questa di Borghezio è una frase che straccia qualunque meme ironico su Pisapia, davvero, dopo di ciò sarà impossibile anche per noi scrittori trovare un modo migliore per invitare a votare per Pisapia.

E ricordatevi: con la Sinistra al Comune, Milano diventerà la capitale dell’Arabia Saudita, o dell’Afghanistan, come ha detto Berlusconi.

***

Notevolissima letterina del signor Fabio Bolzoni al conservatore di Crema, Severgnini. Bella quanto l’articolo dell’amico Mario Portanova sui trascorsi “estremistici” di Red Ronnie a Radio Alice.

E per finire, il mio nuovo articolo su Il Fatto Quotidiano. Si parla del futuro orinatoio in bronzo a Termini, con la vaga effige di papa Giovanni Paolo II.

La vittoria di Vecchioni a Sanremo doveva pur voler dire qualcosa

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Beh insomma, diciamocelo chiaro: speravamo di andare al ballottaggio a Milano, di vincere al primo turno Torino e Bologna, di finire al ballottaggio con De Magistris a Napoli e con Zaddai a Cagliari. E’ successo tutto quello che speravamo, ma nessuno, e dico nessuno, poteva pensare che Pisapia a Milano, il candidato di SeL che aveva vinto le primarie anche contro il PD, potesse arrivare a vincere quasi al primo turno, col 48% dei voti e la Moratti al 41%.

Sì, la vittoria di Vecchioni a Sanremo doveva pur voler dire qualcosa.

La fine del puttan-berlusconismo, e il fatto che se ti fai rappresentare da una neo-nazista odiosa, rifatta e stronza con una scopa su per il culo, sarà difficile che tu vada lontano nell’elettorato moderato.