Lazio in Polverini

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Sulla cronaca di Roma di Repubblica si riporta che i consiglieri regionali delle province laziali di Viterbo, Frosinone, Latina e Rieti si riuniranno per proporre la secessione delle 4 province da Roma. E’ il risultato della giunta regionale Polverini, che non soddisfa i candidati del PDL di quelle zone. Se a questo aggiungiamo l’appoggio esterno dell’UDC, direi che oltre a rischiare le elezioni anticipate politiche, rischiamo anche le elezioni anticipate del Lazio.

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Alitalia, quando il morso di zecca è compreso nel prezzo

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Ieri sono tornato a Roma con un volo Alitalia diretto da Toronto. Leggevo tranquillo un libro quando mi sono sentito pungere nell’incavo del mignolo della mano destra. Do uno sguardo e vedo una cosina rosso scura appesa alla pelle. Lì per lì penso a un frammento di plastica o di vetro che si sia conficcato. Poi avvicino la mano agli occhi e vedo bene che la cosina non è un oggetto, ma è animato e ha 8 zampette. La guardo meglio: penso si tratti di una zecca, anche se non ne ho mai vista una così da vicino. Con una certa freddezza prendo la zecca tra pollice e indice della mano sinistra e cerco di toglierla dall’altra mano. So di star facendo una cosa fatta male, perché le zecche quando mordono bisogna farle uscire immediatamente, ma senza toccarle con le mani e senza tirarle via. Ma sono dentro un aereo in volo sulla Normandia, non ho grandi scelte e l’animaletto mi ha appena morso. Oltretutto, è difficile assistere a un coso di 8 zampe che cerca di entrarti dentro le carni, senza fare nulla. Cerco di essere molto delicato, la ruoto, il rostro fa un po’ di resistenza ma alla fine viene via tutto intero. La viaggiatrice alla mia destra ha visto tutto ed è inorridita. Io pure sono alquanto scosso. Con la zecca trattenuta fra pollice e indice della mano sinistra vado sul retro dell’aereo, dalle hostesse. Dico: “Sono stato appena morso da una zecca che era sull’aereo. Pensavo che le zecche si trovassero solo sui treni in Italia, vedo che miglioriamo”. La prima risposta che ottengo da una hostess è da premio Nobel: “Ma no, sarà stata una zanzara”. Ribatto che so distinguere una zecca da una zanzara e che se mi dà la mano gliela faccio vedere. Lei si scusa e dice: “Ah non pensavo che l’avesse presa”. Già. Getto la zecca in un cestino chiuso dell’aereo, disinfetto il punto in cui ha morso, agisco di ago sterilizzato (che, in aereo in volo, v’assicuro non è operazione facile). Dopo un po’ mi risiedo al mio posto, naturalmente guardingo (dove c’è una zecca, possono essercene altre, e in ogni caso l’aereo ora va disinfestato). Qualche minuto dopo viene il capo crew, si scusa, prende nota dell’accaduto e mi dice che mi darà delle miglia premio. Sai che bellezza.

A Fiumicino vado dall’assistenza clienti Alitalia a denunciare il fatto. La hostess di terra dell’Alitalia reagisce dicendomi: “Probabilmente le zecche ci sono anche in questo ufficio”. Ora, per carità, la famosa ironia fuori posto di noi romani, oltretutto l’ufficio è zozzo. Ma se io ti denuncio che ho subito un morso di zecca su un aereo della tua compagnia, l’ironia è fuori posto. La signorina chiama il pronto soccorso dell’aeroporto. Le dicono che se devono venire dove sono io (prima del controllo passaporti) costeranno di più che se vado io da loro. Già, perché, vengo informato, il pronto soccorso dell’aeroporto di Fiumicino è gestito da privati e si paga. L’assistenza medica si paga, ma il morso di zecca era gratis e compreso nel prezzo Alitalia: 1090$ più altri 100 per seconda valigia e bagaglio pesante.

Una volta a casa, confermo che la cosa che mi ha punto è proprio una zecca. Imparo che sono aracnidi (mi pareva avesse 8 zampe e non 6!!) e che possono trasmettere varie malattie, tra cui una chiamata morbo di Lyme, roba seria per la quale non esiste vaccino. Per cui nei prossimi giorni mi farò queste analisi del morbo di Lyme. Oggi chiamerò Alitalia per sentire cosa hanno da dire a loro discolpa, e soprattutto se faranno la disinfestazione dell’aereo con la zecca. A giudicare dalla pulizia media degli aerei Alitalia, direi di no.

Una lettera al Corsera

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di Paolo Guidetti

Caro Severgnini,
Ma D’Alema ci è o ci fa? Questo dubbio mi attanaglia da un po’. Il Pd dalemiano (formalmente guidato da Bersani) sono anni che prende legnate alle elezioni. Jospin ha perso le elezioni in Francia ed è sparito dalla scena politica d’oltralpe. Qui lo stratega d’Alema le prende, eccome se le prende, ma inesorabilmente ce lo si ritrova a fare la strategia del Pd. E avesse preso solo legnate alle elezioni, il caso Vendola in Puglia è emblematico del fatto che D’Alema non è in grado neppure di convincere quelli del Pd con le sue strategie senza anima e cuore, per non parlare dei suoi adepti Pd pugliesi (vedi il caso Frisullo).
Ora che il centrodestra scricchiola, eccolo di nuovo sul tavolo del Risiko a far somme: «allora Pd+Udc+Finiani=vittoria». Eh no caro D’Alema, non hai proprio capito nulla dei tuoi elettori, tutto questo farà aumentare ancora di più Grillo e Di Pietro, e giustamente. Ma come si fa a liberarsi del cancro della vecchia dirigenza del Pd? C’è un modo per uscire da questo incubo? Non se ne può più, cercatevi un altro lavoro, non vi si vuole più, gli elettori di centrosinistra ve lo hanno detto tante volte astenendosi, votando Idv, Grillo; molti voterebbero anche il partito di Topolino, pur di non votare Pd. Nulla e nessuno sembra scalfire invece la dirigenza del Pd che va avanti, imperterrita, a suonare mentre la barca va giù insieme al nostro Paese. W la France: uno Stato normale con una politica normale.

A pranzo con il direttore della Normale di Pisa

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E’ sempre fantastico scoprire che uno dei più grandi intellettuali viventi è anche un uomo affabile, alla mano e simpatico. Abbiamo parlato di politica italiana, di accademia, di aneddoti personali, di maccartismo e di USA. M’è piaciuto, ma proprio tanto, e la sua prolusione alla AAIS di Ann Arbor è stata spettacolare. Grande Salvatore Settis!

On the road to Ann Arbor – Fifth Wheel Truck Stop

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Sono per strada, in auto, alla volta di Ann Arbor, dove si terrà una conferenza della AAIS. Mi sono fermato per mangiare un boccone e ho avuto la brillante idea di evitare le catene di fast food e di approdare a questo posto qui, nel bel mezzo del Nowhereland, chiamato Dorchester (ma noi siamo vicini a Dorchester, che vi pensate: c’è proprio la terra brulla tutto attorno a dove sorge il ristorante) che è uscito dritto dritto dagli Anni Cinquanta, fatta eccezione per il wi-fi gratuito che va come una spada. No, dico, dovreste vederlo. C’è anche la cameriera cinquantenne bionda con l’acconciatura ad alveare e quattro colonne di boccoli raccolti dietro… deve chiamarsi per forza Mary Lou o Anne Lee, non ho letto bene il nome… una roba che bisognerebbe farle una foto, ma non ho cuore di chiederglielo. Ho ordinato quella che per loro è una “breakfast all day“: bistecca con patata a tocchetti e uova strapazzate, accompagnata dal loro beberone caffeino e ora, ovviamente, torta di mele con gelato.

In ogni caso, cari anellidi, se mai vi dovesse capitare di andare da Toronto ad Ann Arbor, ora sapete dove fermarvi.

Fini si rende conto di essere nel partito del Sultano

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La novità di oggi è che Gianfranco Fini ha capito di essere nel partito di Silvio Berlusconi. Dove quel “di” è un complemento di proprietà, o genitivo di possesso.

Gianfranchino ci arriverà pure a tempi supplementari inoltrati, però la scena in cui si alza dal palco per interrompere il discorso fiume del Sultano egoarca, in piedi e col dito indice puntato, è foto da libri di Storia.