Nozze tra coppie dello stesso sesso: domani il grande giorno italiano

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Domani, 23 marzo, sarà in ogni caso una giornata molto importante per la comunità GLBT italiana, ma anche per la società italiana intera. Domani infatti uscirà la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati da diverse coppie dello stesso sesso che si sono sposate e hanno visto annullare i loro atti matrimoniali in nome della loro presunta incostituzionalità, del decretino Amato che stabilisce l’inopportunità del riconoscimento in Italia delle nozze di questo genere officiate all’estero (nella UE e fuori dalla UE) e di quanto stabilito agli artt. del Codice Civile 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156.bis che, in materia di matrimonio e famiglia, discriminano le coppie dello stesso sesso usando i termini “marito” e “moglie” in realtà non utilizzati dalla Costituzione, che all’art. 29 parla di “coniugi”.  

Le coppie che si sono viste annullare un diritto civile fondamentale, con l’aiuto della Rete Lenford e dell’Associazione Radicale Certi Diritti, hanno presentato tutte insieme questo ricorso in Corte Costituzionale.

Intendiamoci, come dice giustamente il mio giurista in erba preferito, Tommaso Caldarelli,

“Qui chi doveva agire era il legislatore. Il Parlamento. Chiedere all’arbitro di riscrivere le regole è pericoloso, perchè non è il suo ruolo. Il ruolo di quell’arbitro è di controllare se le regole vanno bene. E per dichiarare che queste regole, oggi impugnate, non vanno bene, ci vorrà un grosso, grossissimo atto di coraggio. Bisognerà che la Corte pensi e scriva: è giusto, oggi è giusto così, scriviamolo. E scriviamolo noi.”

E infatti siamo qui a scriverlo: il Parlamento attuale è distante mille miglia dal Paese reale, così come lo è stata questa campagna per le elezioni regionali, dominata dal solito scontro ideologico tra il puttaniere di Arcore e il resto del mondo. Resto del mondo nel quale ultimamente sono stati aggiunti la Questura di Roma, i Radicali, i talk show della Rai Vespa incluso. Questi vanno a fare compagnia alla Stampa internazionale, la Magistratura, la Stampa italiana,  l’UDC, il Centrosinistra, i Comunisti che già erano parte del complotto contro il povero Sultano, impedito nella sua magnifica azione di governo dalla scarsa collaborazione del capo dell’opposizione, Bersani, reo di dire cose difformi da quelle che lo Statista brianzolo vorrebbe, e infatti per ciò ha annullato anche i faccia a faccia. Così, mentre il papi nazionale scrive al papa, dicendogli che la sua lettera alla Chiesa d’Irlanda sommersa dalla pedofilia “gli è piaciuta” – quindi pare gli abbia dato il suo nulla osta, dall’alto della sua indiscussa levatura morale e spirituale – la Corte Costituzionale è chiamata a dire se i cittadini dello stesso sesso sono in effetti di serie B, al punto da non avere diritto alle nozze, o se invece sono cittadini di serie A come in tutti gli altri Paesi occidentali.

Personalmente, mi aspetto un sì della Corte al ricorso presentato da Rete Lenford e gli altri. Mi direte che sono ottimista, ma ho i miei motivi per esserlo, vedendo la faccenda dall’estero. Ma se anche arrivasse un no, invece, sarà comunque un passo avanti essere riusciti a portare il tema davanti ai giudici della Suprema Corte.

Anche per festeggiare questo evento, grande novità su AnelliDiFumo. Da domani, per riequlibrare la presenza di un unico autore e tifoso della Lazio, questo blog si varrà della collaborazione di Spin Doctor, un romanista de fero, che parlerà spesso non di calcio, ma di diritto. Va da sè che Spin Doctor avrà carta bianca su ogni suo post e sarà sempre responsabile di ciò che dirà. Quindi, se leggerete inni alla Roma di Totti, sapete che io non c’entro nulla. L’unico difetto di Spin Doctor è che uomo pure lui, come il vostro blogger preferito. Quindi, da domani, questo blog sarà scritto da una coppia d’autori dello stesso sesso, solo non sposata, di orientamento e fede (calcistica) differente.

AGGIORNAMENTO: La Corte Costituzionale si è aggiornata a domani. Assolutamente imperdibile l’ascolto della prima parte del dibattito su Radio Radicale (dal giudice Criscuolo in avanti).

27 pensieri su “Nozze tra coppie dello stesso sesso: domani il grande giorno italiano

  1. vegetarian

    l’altro giorno mi chiedevo se la corte costituzionale potrà esprimersi serenamente.
    Se dovesse dire sì ai matrimoni omosessuali vi immaginate cosa accadrebbe l’indomani considerato che siamo alla vigilia delle regionali? Berlusconi che attacca i magistrati indicandoli come golpisti che si sostituiscono al parlamento e al voto popolare! La chiesa che si schiera al suo fianco, il corriere che si chiede se sia compito della corte costituzionale stabilire queste cose. Le televisioni schierate, i crociati che scendono in piazza.
    La delegittimazione del potere giudiziario portata avanti da Berlusconi in questi anni darebbe i suoi frutti.

    I giudici della corte costituzionale rischieranno tutto questo solo per una piccola minoranza?
    Io prevedo una sentenza pilatesca, al massimo un invito al parlamento a intervenire. Lo stato di diritto e il liberalismo sono già agonizzanti in questo paese, questo ha degli effetti anche fuori dai processi di berlusconi.

  2. Mah, vedremo. Io mi sbaglierò, ma ho l’impressione che all’italiano medio:

    a) non gliene frega una ceppa del matrimonio gay;
    b) non ne può più di sentire il Sultano strepitare contro l’universo mondo.

  3. L’italiano medio è l’elettore medio di Berlusconi. Qualcuno che legge forse un libro all’anno (in genere, un barzellettiere di totti), non compra mai quotidiani se non al lunedì e di sport, dei quali legge sì e no i titoli principali. Ha un diploma di scuola superiore, lavora in una mansione alienante e ripetitiva da quando era giovane, parcheggia in seconda fila, va a 160 all’ora in autostrada, salta la fila e segue il calcio allo stadio o in tv. Secondo me proprio quell’italiano medio lì non gli interessa nulla del matrimonio gay e da poco s’è stufato delle balle del Sultano. Intendiamoci: il PDL conferma i suoi voti per i 4/5, e almeno la metà e passa degli elettori persi finiranno al nord nelle braccia della Lega, tuttavia la crisi si vedrà il 29 marzo abbastanza chiara. Al Nord la Lega sarà il primo partito sopra al PDL in veneto, lombardia e forse perfino in Piemonte.

  4. Il tuo ottimismo è lodevole. Io faccio previsioni tragiche. Concordo con una decisione pilatesca che però potrebbe avere l’effetto di riportare il tema in QUESTO parlamento per far votare una legge che definisca una volta per tutte che il matrimonio è solo quello eterosessuale.
    D’altro canto le ultime, immonde, parole di Bagnasco parlano chiaro, no? E da quando in qua i politici italiani decidono contro la chiesa?
    Ne ho scritto qualcosa qua http://www.francescaromanacapone.it/archives/426, ma senza lucidità. Sono troppo incazzata.

  5. vegetarian

    temo anche io che le cose vadano in peggio. Anche se dovesse passare il parlamento modificherebbe la costituzione togliendo coniugi e inserendo marito e moglie. Poi forse forse si andrebbe a referendum (dipenderebbe dal PD) che prevedo darebbe esito negativo.

    Quel che e’ certo e’ che tutto questo comunque aumenterebbe i cittadini favorevoli al matrimonio per tutti, in questo senso rimane una cosa importante e positiva.

  6. Secondo me, se la Lega diventa il primo partito del Nord, Bossi raggiunge finalmente la base necessaria per andare alla secessione del Paese in tre repubbliche indipendenti e satelliti rispettivamente di Germania, Francia e Libia.

  7. Fieramente da’a Lazio. Abbiamo anche preso l’allenatore esperto in promozioni in serie A, perché noi mettiamo fieno in cascina per l’inverno: quando il prossimo anno saremo in serie B, c’avremo già l’allenatore giusto per risalire.

  8. Vege, dimentichi che esiste un contesto UE nel quale siamo. Il Parlamento potrebbe tentare di discriminare apertamente, lo ha già fatto, ma susciterebbe una reazione a livello nazionale e internazionale. Con tutti i problemi che questi avranno da dopo il 29 marzo, secondo me avranno altro a cui pensare.

  9. Chicca, io sono raramente ottimista, ma sempre realista. Per come sta messa l’Italia è già una grande conquista che del tema SI PARLI in Corte Costituzionale e sui media. A prescindere dall’esito della sentenza!

  10. Per la cronaca, qui ci sono le registrazioni degli interventi di oggi.

    http://www.radioradicale.it/scheda/300046

    In realta` l’argomento e` trattato a partire dal settimo intervento, quello di Criscuolo.

    Quasi ho provato tenerezza per gli argomenti contrari, assolutamente deboli ed esposti dalla “avvocato dello stato” giovane dalla voce rotta per l’emozione…

    Vedremo.

  11. Hans

    I motivi di doglianza sono assai seri e ottimamente argomentati. La sentenza dovrebbe essere un’interpretativa di accoglimento di tipo additivo: le norme sono dichiarate illegittime “nella parte in cui escludono…”. Le disposizioni impugnate sono incostituzionali, a meno che la loro portata normativa non venga integrata nel senso indicato dalla Corte (estendere l’istituto matrimoniale alle coppie dello stesso sesso).

    Tuttavia, se la Corte vorrà trarsi d’impaccio evitando la prevedibile bufera politica scatenata da una pronuncia di accoglimento, emetterà una sentenza “monito”: un rigetto nel merito che riconosce l’importanza della questione ma anche l’impossibilità di modificare a colpi di sentenza la legislazione vigente a causa della complessità di questa, invitando perciò il Parlamento a legiferare sul punto.

    Non ritengo che ricorrano i presupposti di una pronuncia siffatta, ma è già accaduto che la Corte vi abbia fatto ricorso in casi perlomeno dubbi.
    E’ un tipo di sentenza molto contestata, perché di fatto configura una denegata giustizia (è l’argomento con cui Paladin criticava tale strumento decisorio): la Corte riconosce la fondatezza dei rilievi di legittimità, ma respinge la doglianza e non annulla la legge, affidando i cittadini alla buona volontà del legislatore.

    In alternativa, e sempre per non decidere senza perdere del tutto la faccia – come accadrebbe con un rigetto per infondatezza –
    la Corte potrebbe ricorrere a una sentenza “di principio”; ulteriore e ancor più discutibile evoluzione della sua giurisprudenza, con la quale di fatto accoglie il ricorso con una sentenza interpretativa, ma non chiarisce in quale parte ideale la norma impugnata è stata annullata. Dovranno essere i giudici a fare applicazione nei pronunciamenti pretori del principio di diritto enunciato dalla Consulta.
    Con questo tipo di sentenza, di fatto la Corte Costituzionale si trasforma surrettiziamente in una seconda Corte di Cassazione, id est un giudice che fissa i criteri interpretativi delle leggi ordinarie.
    Ciò in stridente contrasto con il costante rigore manifestato dalla Corte, fino a un recente passato, nel rifiutare di dover interpretare il diritto ordinario: non si contano le ordinanze di inammissibiità motivate con la circostanza che il giudice a quo non aveva interpretato con chiarezza la norma impugnata, gravando la Corte medesima dell’onere di scegliere fra più interpretazioni alternative della stessa.
    Ebbene, con le sentenze di principio la Corte fa esattamente ciò che per anni si è – giustamente – rifiutata di fare: svolgere il compito che spetta ai giudici dei casi concreti, ossia interpretare il diritto ordinario da applicare ad essi.

  12. volpi

    faccio notare che la sentenza comunque distruggerà la grande impostura diffusasi durante la discussione dei pacs-dico che sostiene che l’articolo 29 della costituzione vieti il same-sex marriage e-o istituti analoghi.Infatti un invito al parlamento a legiferare implica che la costituzione innnanzitutto permetta tale riconoscimento di diritti.Il pd e la restante compagine progressista(ricordo una sera pure la Littizzetto) non hanno attaccato questa falsa credenza sostenuta dall’episcopato cattolico e dai gruppi fondamentalisti cattolici perché hanno impostato la campagna a favore dei dico pacs sul concetto di coppia di fatto,ovvero non sposata. Cosi potevano sostenere che il matrimonio non sarebbe cambiato ma si sarebbero solo riconosciute le nuove forme di convivenza.

  13. Volpi, infatti. Poi, ora che ho ascoltato la prima parte del dibattito, secondo me la Corte è orientata a non respingere il ricorso, ma ad ammetterlo o con una modalità intermedia (la sentenza addittiva di principio di cui parlava anche Hans e uno degli avvocati della difesa) o andando à la guerre comme à la guerre con una bella sentenza manipolativa che sarà, all’incirca, come far esplodere una bomba termonucleare globale.

    E allora sì che Repubblica e Corriere ci apriranno, vedrai!

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