USA, la Corte Suprema respinge il ricorso contro le nozze per tutti

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Con un tratto di penna della Corte Suprema americana, gli Stati in cui il matrimonio è legale per tutti passano in una notte da 19 a 30 su 50. La Corte Suprema degli Stati Uniti, infatti, ha deciso ieri di non pronunciarsi rispetto ai ricorsi contro il matrimonio per tutti presentati da cinque Stati americani tradizionalmente conservatori: Indiana, Utah, Oklahoma, Virginia e Wisconsin.

Questa decisione, che corrisponde al respingimento dei ricorsi, dà così ragione agli avvocati delle coppie dello stesso sesso che nei mesi passati avevano fatto causa contro una legge degli Stati d’appartenenza che limitava la definizione di “matrimonio” in senso novecentesco, all’unione di un uomo con una donna. Tribunali locali avevano accolto il ricorso degli avvocati delle coppie gay e avevano proceduto a dichiarare incostituzionale il bando contro i matrimoni per tutti, basandosi su precedenti pronunce della Corte Suprema. I Parlamentini degli Stati avevano allora presentato ricorso in Corte Suprema contro la sentenza del Tribunale locale, chiedendo che fosse il Tribunale supremo a stabilire una parola definitiva. Con questo respingimento del ricorso dei cinque Stati, la Corte Suprema ha implicitamente dichiarato incostituzionale il bando contro i matrimoni per tutti non solo nei cinque Stati ma anche in altri sei dove una simile legge era in vigore, rendendo de facto legale le nozze per tutti in 30 Stati.

Il resto, sul blog de Il Fatto Quotidiano.

Nozze tra coppie dello stesso sesso: domani il grande giorno italiano

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Domani, 23 marzo, sarà in ogni caso una giornata molto importante per la comunità GLBT italiana, ma anche per la società italiana intera. Domani infatti uscirà la sentenza della Corte Costituzionale, chiamata a pronunciarsi sui ricorsi presentati da diverse coppie dello stesso sesso che si sono sposate e hanno visto annullare i loro atti matrimoniali in nome della loro presunta incostituzionalità, del decretino Amato che stabilisce l’inopportunità del riconoscimento in Italia delle nozze di questo genere officiate all’estero (nella UE e fuori dalla UE) e di quanto stabilito agli artt. del Codice Civile 93, 96, 98, 107, 108, 143, 143-bis, 156.bis che, in materia di matrimonio e famiglia, discriminano le coppie dello stesso sesso usando i termini “marito” e “moglie” in realtà non utilizzati dalla Costituzione, che all’art. 29 parla di “coniugi”.  

Le coppie che si sono viste annullare un diritto civile fondamentale, con l’aiuto della Rete Lenford e dell’Associazione Radicale Certi Diritti, hanno presentato tutte insieme questo ricorso in Corte Costituzionale.

Intendiamoci, come dice giustamente il mio giurista in erba preferito, Tommaso Caldarelli,

“Qui chi doveva agire era il legislatore. Il Parlamento. Chiedere all’arbitro di riscrivere le regole è pericoloso, perchè non è il suo ruolo. Il ruolo di quell’arbitro è di controllare se le regole vanno bene. E per dichiarare che queste regole, oggi impugnate, non vanno bene, ci vorrà un grosso, grossissimo atto di coraggio. Bisognerà che la Corte pensi e scriva: è giusto, oggi è giusto così, scriviamolo. E scriviamolo noi.”

E infatti siamo qui a scriverlo: il Parlamento attuale è distante mille miglia dal Paese reale, così come lo è stata questa campagna per le elezioni regionali, dominata dal solito scontro ideologico tra il puttaniere di Arcore e il resto del mondo. Resto del mondo nel quale ultimamente sono stati aggiunti la Questura di Roma, i Radicali, i talk show della Rai Vespa incluso. Questi vanno a fare compagnia alla Stampa internazionale, la Magistratura, la Stampa italiana,  l’UDC, il Centrosinistra, i Comunisti che già erano parte del complotto contro il povero Sultano, impedito nella sua magnifica azione di governo dalla scarsa collaborazione del capo dell’opposizione, Bersani, reo di dire cose difformi da quelle che lo Statista brianzolo vorrebbe, e infatti per ciò ha annullato anche i faccia a faccia. Così, mentre il papi nazionale scrive al papa, dicendogli che la sua lettera alla Chiesa d’Irlanda sommersa dalla pedofilia “gli è piaciuta” – quindi pare gli abbia dato il suo nulla osta, dall’alto della sua indiscussa levatura morale e spirituale – la Corte Costituzionale è chiamata a dire se i cittadini dello stesso sesso sono in effetti di serie B, al punto da non avere diritto alle nozze, o se invece sono cittadini di serie A come in tutti gli altri Paesi occidentali.

Personalmente, mi aspetto un sì della Corte al ricorso presentato da Rete Lenford e gli altri. Mi direte che sono ottimista, ma ho i miei motivi per esserlo, vedendo la faccenda dall’estero. Ma se anche arrivasse un no, invece, sarà comunque un passo avanti essere riusciti a portare il tema davanti ai giudici della Suprema Corte.

Anche per festeggiare questo evento, grande novità su AnelliDiFumo. Da domani, per riequlibrare la presenza di un unico autore e tifoso della Lazio, questo blog si varrà della collaborazione di Spin Doctor, un romanista de fero, che parlerà spesso non di calcio, ma di diritto. Va da sè che Spin Doctor avrà carta bianca su ogni suo post e sarà sempre responsabile di ciò che dirà. Quindi, se leggerete inni alla Roma di Totti, sapete che io non c’entro nulla. L’unico difetto di Spin Doctor è che uomo pure lui, come il vostro blogger preferito. Quindi, da domani, questo blog sarà scritto da una coppia d’autori dello stesso sesso, solo non sposata, di orientamento e fede (calcistica) differente.

AGGIORNAMENTO: La Corte Costituzionale si è aggiornata a domani. Assolutamente imperdibile l’ascolto della prima parte del dibattito su Radio Radicale (dal giudice Criscuolo in avanti).