De Magistris sposta l’asse di IDV verso Sinistra

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E io appoggio in pieno la sua operazione politica.

De Magistris apre a un movimento più largo che passi per il riconoscimento di idv «come partito della costituzione», un riferimento, dice, da inserire anche nel simbolo.

Dobbiamo essere un partito del lavoro e contro la xenofobia e il razzismo», sottolinea. «Non credo- aggiunge- che idv debba mirare a un posizionamento delle forze politiche al centro».
L’ex pm affronta poi il nodo del suo rapporto con la sinistra: «E’ chiaro che io guardo più a sinistra- ammette- io vedo bene una idv che mentre dialoga con il Pd si pone come baricentro unitario, punto di riferimento essenziale dell’aggregazione delle altre forze del centrosinistra».  «Non bisogna preoccuparsi di un eccessivo spostamento a sinistra- dice- non è vero, noi così cresceremo tantissimo».

Da: L’Unità

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8 pensieri su “De Magistris sposta l’asse di IDV verso Sinistra

  1. skeight1985

    Questo è un passo avanti importante sia per la possibilità di nascita di un soggetto finalmente forte a sinistra del Pd, sia perché segna la fine dell’Italia dei valori come partito personale di Di Pietro: le personalità di rilievo c’erano già prima, ora iniziano a muoversi in autonomia, ed è meglio per tutti.
    A questo punto, spero che oltre ad aprirsi un dialogo Sel-Idv ci sia anche un interessamento dei mariniani del Pd. Al momento né Civati né Scalfarotto hanno scritto niente in proposito sui loro blog, chissà gli altri, e chissà nei prossimi giorni…

  2. Skeight, ma MAGARI. Però sono molto scettico sul fatto che la corrente Marino (attento a dire Mariniani, perché quelli sono i seguaci di Marini, ex PPI) abbandonino il PD. Sono questioni sentimentali, non li togli da lì. Però è possibile che il PD a forza di perdere Binetti eccetera diventi di nuovo un luogo potabile per le persone di Sinistra, che dovrebbero unirsi, magari dietro De Magistris, per mettere in minoranza D’Alema.

  3. Credo che qualcosa stia cambiando e non è un segno di poco rilievo di come le migliori spinte provengano da magistrati e da medici, che sono quelli più a contatto con l’umanità sparsa, eterogenea e incasinata che fa la democrazia.
    Speriamo bene
    Un abbraccio

  4. Sì, Di Pietro ha avuto il grande merito di fondare l’IdV e di portare avanti alcune battaglie in modo molto concreto (è sui voti in parlamento che si giudica un partito, non sulle chiacchiere a Porta a Porta). Ma penso sia ora che continui il suo lavoro in altra veste. Quando alla sinistra, un travaso di piddini che lasciano la nave che affonda è molto pericoloso. Ok, qualche politico di sinistra magari si salva, ma dovrebbero continuare a fare alleanze mirate, su singoli candidati, non un’alleanza generica, che non fa altro che continuare la tradizione di confusione e compromessi.

  5. Roccia, sono molto d’accordo. Di Pietro poteva già da ora diventare presidente e lasciare l’incarico di segretario politico a De Magistris. Intanto spero tolgano il suo cognome dal simbolo, magari mettendoci invece il riferimento alla Costituzione. Si potrebbe fare anche a livello grafico, in fondo è un Libro.

  6. In due parole: Grazie a De Magistris il partito dipietrista, che fino a qualche mese fa si poteva guardare con varia simpatia e pochissime aspettative – diventa una reale speranza per gli elettori di sinistra che non credono possibile una trasformazione decente del Piddì. Stiamo a vedere, certo che cominciano con grosse difficoltà con De Luca e Penati, due prodotti del peggior piddismo.

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