Diario di bordo di un tutore e di un migrante non accompagnato #5

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Rimbalzo dal blog di Cristiana.

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Durante le giornate di formazione (noi “non del mestiere”) ci stupivamo di molte cose. O per lo meno non ci aspettavamo di parlare così tanto di quegli aspetti. Come nominare un difensore d’ufficio, cosa fare in caso di arresto del minore, cosa chiedere. La parte sull’ascolto e sul disturbo post traumatico da stress invece ci sembrava la parte più scontata. Alcuni hanno anche mollato dopo quei racconti, forse attirati lì pensando che fare il tutore legale fosse fare il genitore affidatario di qualche bimbetto zompettante arrivato tra le loro braccia per la morte tragica della madre su un barcone. L’ho già scritto, lo ripeto e durante la formazione si spinge tantissimo (giustamente) su questo punto: la maggior parte dei minori migranti NON accompagnati sono maschi tra i 15 e i 18 anni. In molti casi (e in alcuni casi ci sono stati fenomeni organizzati) si arriva senza documenti, magari si…

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Diario di bordo di un tutore e di un minore migrante non accompagnato #1

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NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Ho voglia di raccontarvi questa storia (e cercherò di farlo d’ora in poi), questa storia di fare il tutore di minori stranieri non accompagnati, questa cosa con il nome lunghissimo che nelle slide del corso veniva abbreviata così: MSNA.

Questa cosa è cominciata in autunno insieme a quasi (credo) altre 900 persone in tutto il Lazio. Due cose lampo: il corso è stato bello, forse per chi era del mestiere (avvocati, psicologi, assistenti sociali) ridondante, per noi non addetti alla materia un bel colpo nello stomaco. Molti di voi quando sentono la parola minore pensano subito ad un bimbetto, invece il 95% dei ragazzi che arrivano hanno tra i 16 e i 18 anni e sono maschi. Sono quelli che riescono a fare il viaggio da soli. Quelli che sopravvivono. Le ragazze sono pochissime (anche se partono, non arrivano, fanno un altro giro, indovinate…) anche se oggi 3 delle persone…

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Perché il 4 marzo voterò +Europa.

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Anche io voterò per +Europa per gli stessi 2 motivi principali di Cristiana. La questione Ignazio Marino e Roma è per me imperdonabile e il PD Roma, candidando Nobili e Orfini nella lista proporzionale, cioè due dei massimi responsabili dell’accoltellamento del nostro sindaco e della venuta di Raggi, non ha capito quanto esiziale sia stato quel macroerrore politico.

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

SIMBOLO-ELETTORALEIl 4 marzo voterò radicale al proporzionale (in fondo a questo post trovate anche un paio di istruzioni per votare) dando il voto a +Europa.

Ci sono innumerevoli perché che credo sia giusto elencare e raccontare nel dettaglio.

Ho sempre pensato che la politica sia prima un’idea di Paese e poi la fedeltà ad un gruppo di persone. Quando ho preso la tessera PD (sono tra i fondatori) pensavo che l’unione di due tradizioni antifasciste, di massa, fosse il miglior modo di traghettare l’Italia nel nuovo millennio. Doveva essere l’unione del buono di quelle due entità e il lasciar fuori quello che non aveva funzionato. Dalla nuova casa (che molta società civile aveva voluto e molta classe politica aveva combattuto) doveva restare fuori il clientelismo DC e doveva stare fuori il modo di gestire il partito che aveva il PCI, la ditta, il lavarsi i panni in casa, la dinastia…

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TUTTA COLPA DI SCILTIAN

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Vecchia intervista fa buon brodo.

AMEDIT

Intervista esclusiva allo scrittore Sciltian Gastaldi

Fresco di stampa per Fazi editore Tutta colpa di Miguel Bosè è il secondo romanzo di Sciltian Gastaldi.

Evandro Chiericato, il piccolo simpatico protagonista (alter ego romanzato dell’autore) ci introduce nella sua vie en rose – parafrasando il delicatissimo film di Alain Berliner – un rosa che, in ossequio alle dirompenti cromie dei primi anni Ottanta, vira verso un fucsia spassosissimo.

Quella di Sciltian è una scrittura schietta e divertita, assolutamente a suo agio, capace di intrattenere piacevolmente il lettore, ma anche di portarlo parallelamente a riflettere su più piani di lettura su un argomento – bisessualità e infanzia – che pochi in Italia hanno avuto il coraggio di affrontare. Tutta colpa di Miguel Bosè è un libro estremamente godibile, in cui molti della classe ’70-’75 potranno riconoscersi.

  • Bei tempi quelli, caro Sciltian. Si stava meglio quando si stava peggio?

Oddio, tutti preferiscono i…

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Perché Brexit e sterlina debole non faranno bene al Regno Unito

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Keynes blog

screenshot_20161027_122806di Robert Skidelsky
L’effetto economico più drammatico del voto Brexit del Regno Unito è stato il crollo della sterlina. Dal mese di giugno, la sterlina è si è svalutata in media del 16%. Mervyn King, il precedente governatore della Banca d’Inghilterra, ha salutato il tasso di cambio più basso come un cambiamento positivo. Infatti, con un deficit delle partite correnti della Gran Bretagna passato a oltre il 7% del PIL – di gran lunga il più grande dall’inizio del rilevamento dei dati nel 1955 – il deprezzamento può essere considerato come una manna. Ma è vero?

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Perché gli antivax hanno vinto

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Anche se non credo che gli antivax abbiano vinto alcunché.

Hic Rhodus

Sono stato folgorato da questa foto, scattata alla manifestazione antivax di Milano di qualche giorno fa. Ho capito tutto. Gli antivax hanno vinto, o comunque vinceranno sulla distanza. La foto, la vedete, mostra di schiena un povero pargolo con una scritta sulla maglietta, vergata a mano con un buono stampatello dal solerte genitore antivax. “Non mi avrete mai come volete voi”. Ecco, in questo slogan, non originale, sta la soluzione. Ci si poteva aspettare una scritta tipo “Libertà di cura”, o “Il corpo è mio e me lo vaccino io”, e invece si fa riferimento a un Ente minaccioso (“voi”) e a un programma antagonista (“non mi avrete mai”). Ecco. Gli antivax sono contro i vaccini in quanto animati da sentimenti antagonisti che potevano incanalarsi in molteplici strade: anti-olio di palma (ma è poco evocativo ed è fallito sul nascere), anti-insegnamento di matematica , anti-wi-fi… invece si è incanalata…

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Abolire il dipartimento “Mamme”. Per evitare confusione.

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Cristiana dice cose sagge.

NON SI POSSONO FERMARE LE NUVOLE

Patrizia Prestipino non è razzista. Su questo non ci sono dubbi.

La verità è che per difendere un dipartimento che molti di noi non comprendono, Patrizia è caduta in un tranello linguistico che giustamente a molti sembra mostruoso includendo i padri omosessuali nel materno e parlando di razza. Un papà è un papà anche dove non c’è una mamma. E di certo l’idea del PD per aiutare le madri non è quello di aiutare quelle italiane contro altre ipotetiche madri, non a caso siamo quelli dello Ius Soli mentre tutti rincorrono il consenso sul razzismo vero. A prescindere dalla parola razza quel concetto è grave (e stupido) a prescindere.

La verità è che il nostro Partito deve chiudersi in una stanza e definire la visione del Paese: vale per le infrastrutture, per l’energia, per il modello di trasporto pubblico, ma vale anche per il modello di famiglia e il…

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