Il Tempio della Letteratura

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Tempio della Letteratura di Hanoi, o Tempio Bai Duong, circa 1070 e.c.

Tempio della Letteratura di Hanoi, o Tempio Bai Duong, circa 1070 e.c.

Sempre all’interno delle mie lezioni sulla Storia del Vietnam, oggi ho scoperto che uno degli elementi costitutivi del villaggio vietnamita è il “Tempio della Letteratura“. Il più famoso di tutti è quello costruito ad Hanoi nel 1070 per volere dell’imperatore Ly Thanh Tong che lo dedicò a Confucio, nell’intento di rendere omaggio a eruditi e letterati. Si tratta infatti di una costruzione eminente e polifunzionale, posta di solito al centro del villaggio. Qui alcune foto degli interni. All’interno di questo grande tempio si istruivano i ranghi più alti dell’amministrazione pubblica vietnamita, si conservavano i testi di letteratura e poesia e gli archivi delle corti ma, soprattutto, questi templi servivano a ricordare per l’eternità i nomi di coloro che avevano ottenuto un dottorato. Ebbene sì, dal momento che per la civiltà vietnamita e confuciana l’istruzione e la coltivazione del sé hanno un ruolo preminente, chiunque arrivi a ottenere il massimo grado d’istruzione, il Ph.D. appunto, era meritevole di essere ricordato per l’eternità. Come? Scrivendo il loro nome su delle lapidi di pietra custodite appunto all’interno del Tempio della Letteratura.

Inutile dire che in una simile società, dove all’istruzione accademica è data tanta centralità, la punizione per chi barasse (copiando un esame o, Confucio non voglia, qualche pagina della propria tesi) in campo accademico era molto più che esemplare. Non solo l’espulsione immediata dall’università, ma addirittura l’ignominia eterna su di sé e sulle generazioni successive della propria famiglia, alle quali non sarebbe più stata consentita l’iscrizione in università.

Un tantinello eccessivo, forse, però è chiaro che nel contesto di una società in cui l’onore e il rispetto verso il più istruito, il più anziano, il più saggio è pressoché tutto… forse si può capire.

Altro elemento interessante, la piramide gerarchica della società confuciana e vietnamita: a capo di tutto, naturalmente, l’imperatore. Subito dopo gli studiosi. Poi i militari, quindi i contadini, gli artigiani e – ultimi – i commercianti, ritenuti addirittura dei parassiti in quanto che profittano dal lavoro degli altri e non producono niente. Da notare il livello altissimo dei contadini, responsabili del compito prezioso di sfamare la nazione. Più so di questa società vietnamita, più mi piace, devo dire.

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