Aldo Busi: la vita di uno scrittore

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Come piacerebbe a lui, non c'è bisogno di didascalia.

Come piacerebbe a lui, non c’è bisogno di didascalia.

Come gli anellidi più attenti sanno, non amo il personaggio di Aldo Busi, meno che meno quello televisivo. Aggiungo anche che non lo trovo uno scrittore indimenticabile in quanto troppo ricercato e debordante di superbia. Penso però che questo autore – che tra l’altro di tanto in tanto mi fa l’onore di essere un anellide – sia una persona molto bella, dalle idee politiche radicali ed estremamente condivisibili, con una storia di vita da tirarsi giù il cappello e guardarsi la punta delle scarpe.

Ecco perché ho trovato utile e arricchente questo suo lunghissimo post. E’ uno sfogo, più che un articolo, in cui vien fuori una bella dose di genuinità; forse la migliore qualità di Busi, ma una qualità a cui spesso sceglie di rinunciare, purtroppo.

Il colloquio di lavoro ai tempi di Skype

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A quanti di voi è capitato di dover sostenere una “job interview” via Skype? Wow, non vi facevo così tanti. Beh in mancanza di pubblicazion ad hoc, se volete potete leggere i miei consigli sul Fatto Quotidiano. La prima puntata delle due totali, la trovate pubblicata qui.

Se Forza Italia passa dal Family Day al Gay Pride

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«Francesca Pascale e Vittorio Feltri annunciano la loro iscrizione all’Arcigay poiché ne condividono le battaglie in favore dell’estensione massima dei diritti civili e della libertà». Questo il comunicato stampa rilasciato alle agenzie da parte della compagna dell’ex Presidente del Consiglio Berlusconi, e di uno dei suoi più importanti intellettuali d’area. Un comunicato che, giustamente, Il Giornale descrive come “dal tono vagamente da annuncio matrimoniale”, e per una volta la definizione scuce un sorriso.

Il resto, lo trovate sul blog de Il Fatto Quotidiano. Dove spiego anche perché, secondo me, ElfoBruno sbaglia nel suo settarismo.