E noi stiamo nel mezzo

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Leopolda: l’iniziativa sui titoli peggiori della stampa italiana è da gente priva di cultura istituzionale ma anche inconsapevole di cosa sia una democrazia libera e pluralista, nella quale il ruolo della stampa è sempre di pungolo verso il potere e gli unici limiti sono dati dalla veridicità dei fatti raccontati, che poi sono commentabili in modo libero.

L’articolo di Travaglio, in risposta a quella sciagurata iniziativa, è colmo di falsità e di disonestà intellettuale: da un lato sembra appoggiare il concetto che le (eventuali e da provare) colpe dei padri ricadano sui figli (Boschi), dall’altra sostiene che il decreto salva-banche sia responsabile del suicidio del tizio di Civitavecchia, quando semmai ha salvato dalla rovina finanziaria (coloro per i quali i soldi sono la vita direbbero: dal suicidio) qualche decina di migiaia di correntisti, oltre alle piccolo-medie imprese che si appoggiavano su quelle banche e ai lavoratori stessi di quelle banche. In pratica, gli unici che sono rimasti fuori dall’ombrello di Stato sono stati (fino ad ora) azionisti e obbligazionisti subordinati, che fino a prova contraria sono investitori e non risparmiatori.

Insomma, abbiamo da un lato degli analfabeti della libertà di stampa che se la cantano e se la suonano da un palco di governo, e dall’altro un giornalista che scrive sciocchezze, convinto di essere Montanelli. E noi stiamo nel mezzo.

Un lettore del Giornale invoca di sparare su Travaglio, Santoro e altri

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Questa invocazione alla violenza contro Travaglio, Santoro & co. è stata scritta da Mario Tallarico, lettore de Il Giornale, e pubblicata da Mario Cervi nella sua rubrica “La stanza di”. Sentite il pezzo:

Non riesco a capacitarmi del fatto che si tolleri con tanta leggerezza il proliferare di giornali nuovi, vedi quello di Marco Travaglio, l’uomo più viscido della sinistra disfattista e sempre alla ricerca di nuovi modi per indebolire il premier, vista la continua ascesa dello stesso nel consenso degli italiani. Possibile che l’avvocato Ghedini non riesca a trovare un reato plausibile per la chiusura di queste «vipere» che strisciano con il continuo intento di mordere il premier e causarne la morte politica? Un giornale che palesemente offende e denigra il capo del governo va subito chiuso. Lasciamo poi le critiche a chi è nato per criticare tutti gli avversari politici. Una volta creato l’esempio gli altri giornali di sinistra si guarderanno dal continuare ad offendere il premier e la sua coalizione. Possibile che non si riesca a trovare una norma che preveda l’attentato morale al capo del governo? Io credo che l’unica soluzione a questo continuo stillicidio di calunnie sia quello di rispondere con i sistemi usati (che io non approvo) da Putin nei confronti della Georgia, e della Cina nei confronti dei monaci tibetani: «La forza». Dopo una serie di bastonate inflitte a Franceschini, D’Alema, Travaglio, Santoro e Maurizio Mannoni, si vedrebbero subito i risultati, si vedrebbe il ritorno del rispetto nei confronti di Berlusconi.

Questo è il commento che Mario Cervi ha dedicato al suo lettore-criminale.