La nuova frontiera: India

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Capisci che il mondo sta cambiando, ma in modo serio e pesante, quando fra le mille newsletter accademiche di lavoro che ricevi, ne arriva una dall’India che recita:

Chandigarh, April 25, 2012: Considering the growing demand for translation and language related services in India as well as abroad, Punjab Technical University today launched Post Graduate (PG) Diploma and B.Sc in Technical Translation and Interpretation. It is for the first time that such type of courses have been launched in India. These courses will commence from coming July session at the Mohali campus. In the beginning, the courses in PG Diploma will cover Hindi and Punjabi followed by Spanish, French and German for B.Sc respectively. At the launch of these new courses […]

Ora, che l’India fosse all’avanguardia nelle scienze e nella tecnica, lo sapevamo da un pezzo. Ma che cominciasse a occuparsi in modo serio anche di umanistica occidentale, questo mi ha stupito. Per fare un parallelo, sarebbe come se in Italia si aprisse un dottorato in studi di letteratura e traduzione Hindi e Punjabi. Non ho fatto ricerche, ma a naso una roba del genere in Italia non c’è nemmeno nelle menti dei più all’avanguardia. Forse è anche per questo che l’italiano, lingua fra le più studiate al mondo (credo sia la quarta o la quinta) manca nel corso lanciato dalla Punjab Technical University.