Partire, per poi tornare?

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A Grosseto il presidente dell’Arci Gay (un ragazzo molto giovane) mi chiedeva se ha davvero senso rimanere in italia considerata la situazione. Gli ho risposto che forse è il tempo di andare fuori, vista la delicatezza del momento storico che viviamo, per poi idealmente tornare nel nostro Paese, fortificati mentalmente da ciò che si può vivere oltre confine. E provare, a quel punto, a cambiare le cose in casa nostra. Ho cercato di spiegargli la differenza tra il fare la rivoluzione nella propria vita, emigrando per un periodo o per tutta la vita all’estero, e il cercare di fare la rivoluzione nel proprio Paese, sapendo di lavorare a mo’ di ingranaggio di un sistema che rimarrà uguale a se stesso per il corso della nostra vita, ma che potrà cambiare fra 30 o 50 o 100 anni, anche grazie a ciò che abbiamo fatto noi, di quasi insignificante, oggi.

Sembrava preoccupato, e ne capisco la preoccupazione.

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