A cosa può servire la pubblicità nel XXI secolo

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Lo spot della Campbell con i due papà gay che danno da mangiare a loro figlio è dell’ottobre 2015. Io però l’ho vista solo oggi, quindi la prendo come un simbolo di quante cose utili alla società si possono fare all’alba del 2016 con appena 40 secondi di annuncio pubblicitario. Se non ho capito male, questo spot per ora è disponibile solo sulla rete, ma mi auguro che presto lo si possa vedere sulle tv d’Occidente (in Italia, magari, fra 10 anni). Mi limito a postare la clip perché su questo tema sento che potrei scrivere uno dei post più lunghi degli ultimi 10 anni, e tutto sommato alla fine so di avere un pubblico d’élite che sa capire tutti i risvolti socio-politici di questa iniziativa anche da sé, senza bisogno che ve li sottolinei io. Buona visione.

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Clicca sulla foto per vedere lo spot della Campbell con i due papà

Il matrimonio è per tutti o solo per alcuni? Inizia il processo in California

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Sostenitori del matrimonio per tutti manifestano dinanzi alla Corte federale di San Francisco, lunedì 11 gennaio 2010. Un processo federale deciderà se il bando contro il matrimonio per tutti è legale o no. (Cortesia AP Photo/Marcio Jose Sanchez)

“Perry versus Schwarzenegger”. Così si chiamerà una delle sentenze destinate a fare la storia del Diritto civile americano. Ieri infatti si è aperto il processo al Tribunale federale di San Francisco, originato da due coppie dello stesso sesso (una di lesbiche: Kris Perry e Sandy Stier; una di gay: Paul Katami e Jeff Zarrillo) che si erano sposate in California dopo l’approvazione della legge statale che estendeva il diritto al matrimonio civile per tutti. Le coppie hanno visto il loro contratto annullato dal risultato del referendum popolare che ha approvato con il 52% la “Proposizione 8”, una proposta di legge che mirava a restringere il contratto matrimoniale solo tra coppie di sesso diverso.

La cosa buffa è che due dei maggiori studi legali degli USA, quello dell’iper progressista David Boies e dell’iper conservatore Theodore Olson collaborano insieme  in favore dei diritti delle coppie dello stesso sesso, che per lo studio Olson è soprattutto un rafforzamento dell’istituto matrimoniale e una difesa del diritto individuale contro la preponderanza della dittatura della maggioranza, mentre per lo studio Boies è una difesa dell’estensione di un diritto civile fondamentale quale quello a scegliere il partner che si vuole sposare. Visto da Destra e visto da Sinistra, insomma, ma i due grandi avvocati promettono scintille in favore della stessa causa. Boies e Olson si erano invece fronteggiati pochi anni fa davanti alla Corte Suprema difendendo il primo Al Gore e il secondo George W. Bush nel dibattito su chi avesse vinto le elezioni presidenziali. Le ragioni dei difensori della “Proposizione 8” sono invece rappresentate dallo studio Charlie Cooper, già vice ministro alla Giustizia sotto Reagan ed ex assistente dell’ex giudice supremo reazionario William Rehnquist.

I militanti gay sostengono che il bando contro l’estensione del diritto al matrimonio per tutti è discriminatorio, anticostituzionale e simile al bando, poi abrogato dalla Corte Suprema, che proibiva i matrimoni inter-razziali all’inizio del Novecento. I sostenitori del bando invece ritengono che il matrimonio è materia statale e non federale e che gli Stati possono, tramite i loro Parlamenti o i loro popoli, restringere senza malizia l’istituzione matrimoniale.

Il giudice distrettuale Vaughn Walker ha chiesto lunedì se non si poteva evitare di far pronunciare lo Stato sulla materia matrimoniale, lasciando al popolo della California il diritto di stabilire cosa sia il matrimonio. L’avvocato Olson ha ribattuto, lasciando il giudice senza parole, “Non avremmo bisogno di una Costituzione se lasciassimo tutto in mano al processo politico” ossia a ciò che il popolo decide di volta in volta. In effetti, Olson ha ricordato la differenza tra un regime assembleare e uno democratico costituzionale.

Perry e Stier, le due lesbiche, stanno insieme da nove anni e hanno 4 figli maschi. Katami e Zarrillo stanno insieme da otto anni e non hanno figli. Tutti e quattro i proponenti la causa saranno sentiti in Tribunale. Il processo si pensa durerà tre settimane e si potrà seguire su Twitter (#Prop8).

Maine come California: referendum cancella diritto a nozze per tutti

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Secondo una nota della Associated Press, che ho incrociato con una dichiarazione di Bangordailynews, mitica cittadina natale di Stephen King nella quale feci un atterraggio d’emergenza negli anni ’80, l’elettorato del Maine ha votato al 52,75% contro il 47,25% in favore della cancellazione della legge che consentiva alle coppie dello stesso di sposarsi (87% dei seggi scrutinati). Il Maine passa dall’essere il 6° stato USA ad aver approvato una legge sul matrimonio per tutti (dopo Massachussettes, Conneticut, Iowa, Vermont, California) , all’essere il 2° stato ad aver cancellato detta legge tramite referendum popolare, dopo la California. Questo risultato è una vittoria parziale del fronte reazionario, sia per le ridotte dimensioni dello scarto, sia perché le associazioni per i diritti civili chiameranno, con ogni probabilità, un nuovo referendum per annullare l’esito del referendum di oggi. Del Vermont avevamo parlato sul vecchio blog (vedetevi il video della deposizione del giovanerrimo James Neiley, che fa commuovere).

Pubblico qui due video: quello della campagna per “Vota NO alla proposizione 1”, che ha perso:

…e quello di un giovanissimo cittadino del Maine che ha commentato il giorno in cui il Congresso del Maine aveva approvato la legge che estendeva il matrimonio a tutti gli adulti consenzienti. Il punto di forza del fronte del “NO” alla cancellazione del matrimonio per tutti è che la grande maggioranza delle persone che difendono le conquiste civili sono giovani, mentre la grande maggioranza di chi sostiene la discriminazione sono vecchi. Il progresso, su questi argomenti, si può rallentare, ma non fermare. Come ha detto al Bangor News il portavoce dei difensori del diritto al matrimonio per tutti, Jesse Connolly:

“We’re not short-timers; we are here for the long haul,” Connolly told the crowd, some of whom wiped away tears as he spoke. “Whether it’s just all night and into the morning, or next week or next month or next year, we will be here. We’ll be fighting, we’ll be working. We will regroup.”

Su YouTube potete trovare anche diversi video delle udienze pubbliche, tenute il 22 aprile 2009, all’Augusta Civic Center del Maine, nelle quali i sostenitori delle due mozioni si sono affrontati dinanzi a 4000 cittadini.