E noi stiamo nel mezzo

Standard

Leopolda: l’iniziativa sui titoli peggiori della stampa italiana è da gente priva di cultura istituzionale ma anche inconsapevole di cosa sia una democrazia libera e pluralista, nella quale il ruolo della stampa è sempre di pungolo verso il potere e gli unici limiti sono dati dalla veridicità dei fatti raccontati, che poi sono commentabili in modo libero.

L’articolo di Travaglio, in risposta a quella sciagurata iniziativa, è colmo di falsità e di disonestà intellettuale: da un lato sembra appoggiare il concetto che le (eventuali e da provare) colpe dei padri ricadano sui figli (Boschi), dall’altra sostiene che il decreto salva-banche sia responsabile del suicidio del tizio di Civitavecchia, quando semmai ha salvato dalla rovina finanziaria (coloro per i quali i soldi sono la vita direbbero: dal suicidio) qualche decina di migiaia di correntisti, oltre alle piccolo-medie imprese che si appoggiavano su quelle banche e ai lavoratori stessi di quelle banche. In pratica, gli unici che sono rimasti fuori dall’ombrello di Stato sono stati (fino ad ora) azionisti e obbligazionisti subordinati, che fino a prova contraria sono investitori e non risparmiatori.

Insomma, abbiamo da un lato degli analfabeti della libertà di stampa che se la cantano e se la suonano da un palco di governo, e dall’altro un giornalista che scrive sciocchezze, convinto di essere Montanelli. E noi stiamo nel mezzo.

Sul togliere la tassa sulla prima casa

Standard

indexBene, ho letto un po’ di opinioni sull’opportunità, la giustizia del detassare la prima casa e posso confermare la mia opinione: non mi sembra giusto. La prima casa è tassata ovunque in Occidente, chi possiede la prima casa è mediamente più benestante di chi non la possiede, e questa detassazione favorirà, inevitabilmente, chi è più benestante.

Ero contrario quando propose la cosa Berlusconi, rimango contrario oggi che la propone Renzi. Capisco che in un Paese dove oltre l’85% dei cittadini è proprietario di casa, la manovra sarà popolare, ma io avrei abbassato o abrogato altre tasse, non questa.

ElfoEsaurito

Standard

Vi ricordate ElfoBruno? Lo abbiamo conosciuto in molti per essere un blogger brillante, simpatico, cordiale. Un uomo mai, mai, mai spaventato dalla polemica.

Ebbene, la gente invecchia e cambia. Questa è una lezione imparata tempo fa. Così succede che da un po’ di tempo (all’incirca, da quando il PD di Renzi ha preso l’inaspettato 40,8% dei voti, se s’è messo a portare a casa alcune riforme) ElfoBruno ha fatto tilt. Così ha cominciato a censurare, togliendo il contatto Facebook e altri social, a tutte quelle persone (amici decennali inclusi, eh) che hanno osato esprimere opinioni differenti da quelle sue. Non solo: hai osato mettere un “like” a una cosa detta da un contatto che ha espresso un’opinione differente da quella di Elfo? Cancellato anche tu. Chiedere a Jim Douglas per conferma.

Inoltre, ElfoBruno ha cominciato a insultare in modo sistematico quel 40,8% di italiani (fra cui mi colloco idealmente anche io, anche se in effetti alle ultime avrei votato Lista Tsipras e, col senno di poi, pentendomene; comunque nel PD sono di certo un civatiano e non un renziano) scrivendo che sono tutti “consustanzialmente cretini”. Tu ricordi che gli “80 euro” di Renzi non sono un’elemosina, ma una redistribuzione del reddito che vale per 18 mesi e poi diventerà strutturale? Sei un renziano di merda. Gli ricordi che eventualmente sei un civatiano di fango, e che a forza di ripetere questo suo mantra la cosa “ti fa sembrare un idiota, quale di certo tu non sei”? Lui la prende per un “raffinato artificio retorico da giornalista” [sic!] e, in pieno straw men delirium, ti accusa: “Mi hai dato dell’idiota in pubblico!” A parte che non è vero, Dario, perché se volevo darti dell’idiota in pubblico ti scrivevo “Idiota”, ma che, davvero? Ma te posso dà der tu, Dario?

Rosaria Iardino scrive un post in queste ore assai discusso. ElfoBruno reagisce in modo scomposto: “La solita piddina incompetente sull’AIDS”. Tu spieghi a ElfoBruno che Rosaria Iardino può aver detto una stupidata (e io non la penso così, ma tralasciamo) e che eventualmente va attaccata per ciò che ha detto, non per chi è, perché semmai è un simbolo della lotta all’AIDS da tipo 30 anni? Allora ElfoBruno ti taglia via. Non solo: va così fiero della cosa che ci scrive un post apposito su. Per altro ricco di omertà: hai tanta paura a citarmi direttamente, Dario? Su, un briciolo di coraggio dattelo: a censurare ci vuol poco, a ribattere con argomenti validi è un tantino più ardua, ma ce la puoi ancora fare, come un tempo.

Succede così che io, dopo aver cercato inutilmente di farlo ragionare in privato, addirittura con una mail in cui gli chiedevo letteralmente “per favore” di non comportarsi in modo così brutto, e una chattata – dopotutto ci leggiamo reciprocamente dal 2004 e siamo amici nello splendore delle tre dimensioni da allora – alla fine gli ponga una domanda su un altro suo sito FB (sono i prezzi del voler essere presenti su FB anche con un profilo dedicato al proprio blog: un tantino eccessivo, forse, Dario?):

Caro Dario ma tu per altro fai l’insegnante e mostri questo grado di tolleranza zero per opinioni differenti dalle tue? Come ti comporterai dinanzi al primo studente, anche delle medie, che dovesse non condividere una tua opinione in un modo appena appena intelligente? Lo sbatti fuori dalla classe? Gli metti una nota? Gli metti due? A me pare davvero enorme che un insegnante abbia il livello di tolleranza zero che hai mostrato, proprio perché noi insegnanti siamo o dovremmo essere naturalmente portati al confronto e all’ascolto di opinioni diverse.”

Come reagisce ElfoBruno? Cancellando di nuovo l’intervento. Che almeno questa volta era un po’ severo, lo ammetto.

Allora che succede? Succede che finalmente m’incazzo. E quando ricevo, a notte, una mail privata di Dario, la cancello senza nemmeno leggerla. Lo dico qui a favore di Dario e di altri: se mi scrivete una mail personale e io non vi rispondo, significa solo due cose: o non mi è arrivata, e allora dovrebbe tornarvi indietro, oppure penso che non vi meritiate nemmeno una risposta perché avete passato il limite.

Per Dario però ho voluto fare un’eccezione. Così oggi sono tornato sul profilo FB del suo blog [ari-sic!] dove, come per magia, erano stati cancellati i miei interventi, ancora rispettosi ma di certo piccati. Interventi in cui gli dicevo, fra l’altro, che mi ero reso conto del numero di persone che lui aveva censurato togliendogli il contatto FB. Perché? Per reato di lesa differenza d’opinione (gente e gente che mi ha proprio scritto, dopo la pubblicazione di un mio post su FB, dicendomi: guarda che ha tagliato via anche me. E me. E me. E me. E me. Non finivano più!). A questo punto gli scrivo che noi pensavamo che non stesse tanto bene. Perché tu puoi litigare con un amico, e passi, magari c’hai pure ragione. Ma se litighi non con l’universo mondo, io un problemino me lo porrei.

Così, nella consapevolezza che ormai ElfoBruno non polemizza più con chi ha opinioni differenti, ma li censura alla Scalfarotto o alla Scanzi, pubblico qui lo screenshot dei miei ultimi interventi sul FB dell’Elfo:

E, per carità di patria, caro Dario, non ti dico altro.

Per ora.

Il discorso di Renzi al Parlamento Europeo

Video

Sì, c’è poco da dire. Un bel discorso. E se poi vi venisse voglia di fare un paragone fra l’ultimo discorso di un Presidente del Consiglio italiano al Parlamento Europeo (Berlusconi, nel giorno della vergogna) allora si ha tutta la cifra dell’incredibile passo avanti. La cacca, Berlusconi, e la cioccolata, Renzi.

Di seguito, il discorso integrale di Renzi.

https://youmedia.fanpage.it/video/al/U7QLH-SwKNMYZgGA

 

Il harakiri di Corradino Mineo

Standard

Questo è il video che, con ogni probabilità, segna la fine della carriera politica di Corradino Mineo. Senatore e grande giornalista di cui ho condiviso e continuo a condividere moltissime idee politiche e che qui cade, fatemelo dire, come un pivello.

Perché questo genere di riflessioni le puoi fare – FORSE – al bar con gli amici, o a casa tua. Ma anche lì, c’è modo e modo. A me, per dire, non verrebbe MAI di dire che “Maria Elena Boschi è una conseguenza della parità di genere” per poi addentrarsi nella spiegazione del perché e del per come “lei s’è convinta che capisce come Matteo […] e naturalmente non è assolutamente in grado”. Soffermiamoci su questo avverbio: “…e naturalmente non è in grado”. Naturalmente, in quanto donna, non è in grado di pensare, di trattare, di fare politica, di sostituirsi a Matteo, che pure “è come un bambino autistico”, ma vuoi mettere, c’ha il pisello, e quindi lui sì che può condurre.

Del resto, a me non verrebbe nemmeno da dire fra pochi intimi amici che Renzi “è come un bambino autistico perché tante cose non le sa”, frase che apre a tutt’un altro genere di considerazioni e riflessioni che non occorre neanche aprire. Qui, caro Corradino, con queste uscite denunci una carenza culturale non indifferente, una mancanza di linguaggio, di contesto, di senso della misura e di capacità comunicativa. Una sorpresa in negativo, devo dire.

Caro Giuseppe Civati, occorre che tutti i parlamentari del PD (e non solo loro, a dire il vero, ma per ora ci occupiamo di questi) seguano un corso non di banale correttezza politica, che quella chissene, ma di cultura di genere, di studi del pluralismo, anche di teoria queer, perché no. Per far capire, nel profondo però, a gente pure istruita come Mineo per quale motivo non ci si può esprimere così e non si deve pensare così. Ciò non toglie che sulla questione sostituzione di Mineo dalla Commissione, Renzi per me ha commesso un grosso errore politico. Ma dopo questa figura scatologica videoregistrata, “naturalmente“, caro Corradino, non gliene fregherà più nulla a nessuno.

Il brano più bello del confronto a tre per la segreteria del PD

Standard

Civati, Renzi, Cuperlo sui diritti civili.

E’ la prima volta che un candidato alla segreteria del maggior partito italiano dice esplicitamente: “Sono assolutamente per la parità di diritti. Matrimonio egualitario con affido e adozione, pensi un po’”. Bravo Pippo Civati-candidato alle primarie del Pd. Deludenti gli altri due.