La Lega: “Inserire la croce nella bandiera italiana”

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Ecco a voi il tricolore con crocifisso, nella sua elegante variante con la scritta sotto "R.I.P." a testimonianza della scomparsa della laicità e del commiato dell'Italia dall'Occidente. Copyright AdF, su un'idea originale del ministro Castelli.

La notizia c’è e non è falsa. Castelli ha proposto di inserire la croce cattolica nella bandiera italiana.

Sorgono una serie di riflessioni:

1) La croce nella bandiera italiana: ma poi, quando i leghisti ci si puliscono il culo con la bandiera, fanno anche atto di blasfemia e si possono lapidare? In tal caso, sono favorevole anche io.

2) La croce nella bandiera italiana: già che ci siete, aggiungeteci sotto la scritta “R.I.P.” che ci sta un amore.

3) La croce nella bandiera italiana: ma non ci avevano già pensato durante il Fascismo? Ah no, quella era un fascio con un’ascia. Vabbè all’incirca.

4) La croce nella bandiera italiana: è la volta buona che resituisco il passaporto e prendo quello canadese.

Colmi

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Qual è il colmo per Antonio Caracciolo, il professore universitario della Sapienza negazionista? Andare a Dachau e commentare: “Costruzioni così efficienti è difficile vederle in Calabria” (giuro che è vera e accaduta, sul Tg5 di oggi; perché giustamente, se uno è negazionista verso gli ebrei, deve anche essere un po’ razzista contro i terroni).

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Alemanno va a Dachau con il treno della memoria. Ma non si ricorda più il motivo.

(Sono mie, eh, non prese).

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Dopo rumeni, marocchini, albanesi, extracomunitari, donne, froci, trans, zingari e comunisti, direi che mancavano solo gli ebrei per esserci tutti. Adesso, tra il sor Caracciolo e la passeggera ebrea presa a male parole da un impiegato della Metro di Roma, non mancano più. Ci siamo tutti, potete chiudere i vagoni.