PD, dalla bocciofila al PCUS

Standard

In queste ore sta passando una serie di proposte della maggioranza dalemiana del PD che mira a uccidere le primarie come strumento di selezione della classe amministrativa del partito. Mi pare giusto: visto che i candidati a sindaco di 35 anni, come nel caso di Firenze, cominciavano a essere una minaccia per la cricca gerontocratica anche a livello nazionale, ecco che si segano le gambe allo strumento democratico per eccellenza. Così che la candidatura, bella fresca e croccante, di un Piero Fassino a sindaco di Torino non possa essere messa in discussione da nessun 35enne piddino con l’appoggio degli elettori delle primarie del PD. Chiamerò questo insieme di proposte l’Emendamento Cernienko.

Vendola, Bresso e Bonino insieme

Standard

Il simbolo del nuovo partito ci sarebbe già.

Ci pensavo oggi mentre mi lavavo i denti. Ma quanti sarebbero orgogliosi di poter militare e votare per un partito politico “azionista, radicale e socialista” che mettesse insieme Nichi Vendola ed Emma Bonino, magari passando per Merecedes Bresso e tutto quel PD sano e laico, che non vede in D’alema l’indiscutibile genio?

Il dato politico della valanga rossa in Puglia (73% a 27%, con oltre 200.000 elettori) è davvero molto rilevante. Da un lato segna un nuovo duro schiaffo a chi ancora sostiene che Massimo D’Alema sia un uomo politicamente intelligente. Non occorreva un acuto fiuto politico, quale D’Alema crede di avere, per capire che il presidente uscente che ha fatto bene non si cambia in corsa. Soprattutto se quello è il prezzo stabilito da un partito quale l’UDC, esterno al Centrosinistra, e impegnato a definire i suoi rapporti con la Mafia attraverso il due volte condannato Totò Cuffaro, senatore dell’UDC non ancora dimissionario. Uno dei  sodali recenti di D’Alema, il sindaco di Bari Emiliano, sembra averla capita, e parla a nuora affinché suocera intenda:

Vendola ha meritatamente vinto le primarie impartendo al nostro partito, e non a Francesco Boccia, una dura lezione che non può più essere ignorata”. “Anche la più razionale delle strategie politiche non può essere calata dall’alto – ha rincarato la dose – e non può essere attuata ignorando i sentimenti di rispetto e di affetto delle persone nei confronti di quei pochi politici che nel bene e nel male sono sintonizzati con il senso comune”. “Questa è la lezione – ha detto Emiliano – che tutto il Pd deve apprendere e trasformare nello spirito col quale affrontare la prossima campagna elettorale”.

Vendola è un candidato che permette alla Sinistra di gareggiare e forse di vincere senza far finta di essere una Destra più presentabile.

Vanno per altro ringraziati i piddini che hanno votato per Vendola, schiaffeggiando i D’Alema, i Boccia e gli accordi con Casini. Grazie: siete la speranza del Centrosinistra italiano. Oltre a questo, le candidature del centrosinistra sembrano ora definirsi e sembrano, viste da lontano, molto più di qualità di quelle di 5 anni fa. Quasi certamente questo non si tradurrà in un risultato elettorale migliore (non fosse altro perché fare meglio dell’11 a 2 di cinque anni fa mi pare impossibile) però c’è da dire che la disastrata situazione politica del Centrosinistra potrebbe essere clamorosamente ripresa per i capelli dall’affermarsi di questi candidati di altissima qualità. Bresso, Bonino, Vendola possono essere le teste che guideranno per ora le loro Regioni, ma speriamo davvero tutti che domani possano guidare il loro partito unitario, levando di mezzo una volta per tutte i D’Alema, i Veltroni, i Rutelli, i Casini.

Aggiornamento: imperdibile il video della reazione di Nichi Vendola, in lacrime.