Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso del PDL

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C’è da dire che quando volete avere un’analisi fredda e utile sulla situazione politica incandescente, sapete di poter leggere Anellidifumo.

Si sbagliavano, dunque, i vari Mario Adinolfi che dicevano “Napolitano ha fatto bene”. No, nemmeno con la porcata del Dl – che sarà valutato anti-costituzionale dalla Consulta – che pare sia stato scritto assieme dai tecnici del Quirinale e da quelli del Governo, è stato possibile schiacchiare la legalità e far concorrere comunque la lista del PDL.

Questo perché il TAR ha respinto il ricorso del PDL dicendo che «La regione ha disposizioni proprie, il dl ‘salva liste’ non può essere applicato nel Lazio». Significa che per i giudici del TAR il Decretino prima ancora di essere anticostituzionale non è applicabile alle elezioni del Lazio. Quindi anche la lista PDL presentata oggi seguendo il dettato del Decretino sarà respinta “perché il dl non può essere applicato nel Lazio”, prima ancora che ci sia il parere della Consulta che stabilisce l’anticostituzionalità del Dl.

Per altro col fatto che in Lombardia il TAR ha riammesso Firmigoni PRESCINDENDO dal Decretino (che sarà anticostituzionale) e col fatto che il TAR del Lazio ha bocciato il ricorso del PDL dicendo anche che il Decretino (che sarà anticostituzionale) è inapplicabile in quanto materia del Lazio, significa che ora le elezioni non è detto che vengono annullate in futuro. Questo per la SAGGEZZA dei due TAR di PRESCINDERE dal Decretino scritto da sprovveduti del diritto. E se Napolabbondio ha contribuito, che dire, sprovveduto pure lui.

Ora attendiamo gli altri ricorsi del PDL e vediamo che succederà. Cmqe, l’Italia è ancora una democrazia, in cui la Legge ha valore di Legge.

La Russa, ovvero il fascista che è in lui

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Le frasi di La Russa di questi giorni rivelano un fascista dal doppiopetto alquanto scucito.

Trovo molto istruttivo quel che sta succedendo a margine del papocchio sulla mancata presentazione delle liste PDL in Lazio e del listino Formigoni in Lombardia. Infatti il modo in cui i massimi esponenti di quella parte politica stanno reagendo la dice lunga sul loro senso di affidabilità democratica. Per dire, un ministro La Russa che sbraita: “Se la magistratura non ci riammette alle elezioni, non riconosceremo il verdetto delle urne” oppure “Manifesteremo con una prova di forza e non rispondiamo delle nostre azioni” cos’ha di diverso da un qualunque teppistello fascistoide di 15 anni che dica la stessa cosa? E’ divertente tutto ciò, perché caro ministro La Russa lo sa cosa succede se lei e il PDL non riconoscerete il verdetto delle urne? Glielo dico piano ma chiaro: STI GRANCAZZI! Temo per lei che il Lazio avrà comunque una governatrice, e sarà colei che si sarà presentata alle elezioni e sarà stata votata dal popolo sovrano. Non è colpa del popolo se voi siete così inetti da non saper presentare entro i termini temporali una lista. Riprovateci la prossima volta.

Voglio anche segnalare che sul blog di Renata Polverini si pratica la censura selettiva. Per ben due volte ho postato il seguente commento, scritto prima di sapere che anche il listino della Polverini era in forse, quando sembrava che l’unico problema riguardasse la lista del PDL:

Anellidifum0 scrive:

Il tuo commento è in attesa di moderazione

1 marzo 2010 alle 20:02

Avevo lasciato un commento precedente del tutto rispettoso, che però avete censurato.

Spiegavo che il problema non esiste: ci sono altre 8 liste che presentano Renata Polverini presidente, a Roma e Provincia, per cui le elezioni non sono affatto compromesse. Sarà anzi interessante vedere come si suddividerà l’elettorato del PDL potrendo scegliere tra liste d’ispirazione democristiana e liste d’ispirazione neofascista.

Semmai è brutto ciò che ha scritto Renata nel suo post, cercando di tirare in mezzo il Presidente della Repubblica che non ha alcuna autorità in una materia di questo genere. Questo sì è uno scivolone maggiore ancora del pasticcio delle firme. E’ anche brutto cercare di buttare la responsabilità sugli avversari politici, quando è del tutto chiaro che la cosa è dovuta all’incapacità di quel tizio, Milione, che è un poco di buono.

E per due volte lo hanno censurato. Segno che la verità fa male e che da quelle parti praticano anche sui blog l’arte che gli riesce meglio, come si sta vedendo in questi giorni sulla RAI: quella della censura.

Beh, io dico: che le elezioni spazzino via questo branco di fascisti inetti. Andiamo avanti alla grande, se vogliono gli scontri, li avranno. Sarà facoltà del Presidente del consiglio regionale eletto chiamare la forza pubblica per allontanare quei cittadini non eletti che volessero impedire i lavori della Regione.

Cosa succede ad abbandonare i simboli ideologici nelle liste elettorali

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Trovo estremamente gustoso che il simbolo della Lista civica per Renata Polverini non sia presentabile perché troppo simile al simbolo della Lista civica per Fabio Polverini, e che Fabio si sia alzato prima al mattino e abbia depositato prima, e che chi va (secondo) a Roma perde la poltrona.

Questo genere di cose non sarebbero successe se le liste non nascessero come i funghi, non si ricorresse al cognome del candidato presidente (o vogliamo fare una legge che stabilisce che alcuni cognomi sono più pesanti di altri?) ma anzi se si avesse alle spalle una lista (o più d’una) con un chiaro simbolo ideologico, depositato, ufficiale e riconosciuto, che impedirebbe ad altri di presentarne uno troppo analogo.

Per lo meno, quando Craxi fece fuori dal simbolo del PSI la Falce e Martello, il Sol nascente e il Libro del Capitale, poi ci mise su un Garofano rosso al posto, mica il suo cognome.

Sondaggio sul Lazio

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Fatta la necessaria tara da mercati generali ai sondaggi di Crespi, c’è da dire che se per caso il sondaggio rispecchia la realtà, nel PD faranno di tutto per non appoggiare la Bonino, ora che si sa che potrebbe vincere le elezioni. Oltretutto, la Binetti ha lanciato il suo mensile ultimatum: “Se il PD appoggia la Bonino, lascio il PD” cosa che porterà di certo il grande stratega D’alema a dar retta, chessò, allo statista Castagnetti, che dalle colonne dell’Avvenire propone di candidare, in pieno vintage anni Ottanta, Silvia Costa. Sono certo che Silvia Costa potrebbe prendere anche un 35% dei voti, lasciando così indubitabile la vittoria della Polverini e facendo emergere la Bonino con un buon 15-20%. E sono anche certo che Silvia Costa farebbe i manifesti con la sua capigliatura cotonata e la giacca a quadrettini con le spalline, oh yeah. La colonna sonora potrebbe essere, in una botta di novità, WRONG, dei Depeche Mode.

Intanto, godetevi queste dichiarazioni di Emma, prese da Repubblica:

Per finire, Emma Bonino si concede un paio di stoccate. Sull’appoggio di Storace a Renata Polverini dice: “E’ lui che ha fatto ereditare una voragine finanziaria spaventosa alla Regione Lazio, 10 miliardi di debiti. Eredità che non sarà facile risolvere. C’è un pregresso da smaltire e un negoziato con il governo centrale da intavolare”. E sul riconoscimento delle coppie di fatto, spiega: “Io credo che ognuno organizzi i propri affetti come può. Non dare una certezza giuridica alle coppie che vivono insieme  –  eterosessuali o omosessuali – significa non riconoscere i diritti della persona e soprattutto un’evoluzione della società”. “Peraltro”, conclude, “moltissimi dell’Udc di famiglie ne hanno tre. Non ho nulla in contrario, ma l’ipocrisia deve avere qualche limite”.

Emma for Lazio

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La cosa più bella della candidatura di Emma Bonino è che costringe il PD a decidere se è un partito ancora fondamentalmente comunista, e quindi ha senso votare una sindacalista di destra, contraria ai diritti civili, oppure se è un partito socialista o socialdemocratico o democratico, e dunque ha senso votare una liberal-democratica libertaria che ha sempre avuto a cuore i diritti civili. Devo dire che adoro la Bonino per aver intanto messo in mutande l’ipocrisia piddina. In ogni caso, con il confronto Bonino – Polverini, come avevo già detto, viene meno la divisione classica Sinistra-Destra. Non mi stupirei se CGIL-CISL-UIL dessero indicazione per Polverini e Feltri e Belpietro per Bonino.

Va da sè che io voto Bonino.

Una buona notizia?

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Se per caso alla fine lo scontro per la Regione Lazio dovesse essere Emma Bonino vs Renata Polverini, c’è da dire che per la prima volta in vita mia avrei l’imbarazzo della scelta per la qualità di entrambe le candidate. E che la Regione Lazio farebbe anni luce di passi avanti, se pensiamo che solo pochi anni fa lo scontro fu tra Piero Badaloni vs Alberto Michelini (Oh My God).