Il harakiri di Corradino Mineo

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Questo è il video che, con ogni probabilità, segna la fine della carriera politica di Corradino Mineo. Senatore e grande giornalista di cui ho condiviso e continuo a condividere moltissime idee politiche e che qui cade, fatemelo dire, come un pivello.

Perché questo genere di riflessioni le puoi fare – FORSE – al bar con gli amici, o a casa tua. Ma anche lì, c’è modo e modo. A me, per dire, non verrebbe MAI di dire che “Maria Elena Boschi è una conseguenza della parità di genere” per poi addentrarsi nella spiegazione del perché e del per come “lei s’è convinta che capisce come Matteo […] e naturalmente non è assolutamente in grado”. Soffermiamoci su questo avverbio: “…e naturalmente non è in grado”. Naturalmente, in quanto donna, non è in grado di pensare, di trattare, di fare politica, di sostituirsi a Matteo, che pure “è come un bambino autistico”, ma vuoi mettere, c’ha il pisello, e quindi lui sì che può condurre.

Del resto, a me non verrebbe nemmeno da dire fra pochi intimi amici che Renzi “è come un bambino autistico perché tante cose non le sa”, frase che apre a tutt’un altro genere di considerazioni e riflessioni che non occorre neanche aprire. Qui, caro Corradino, con queste uscite denunci una carenza culturale non indifferente, una mancanza di linguaggio, di contesto, di senso della misura e di capacità comunicativa. Una sorpresa in negativo, devo dire.

Caro Giuseppe Civati, occorre che tutti i parlamentari del PD (e non solo loro, a dire il vero, ma per ora ci occupiamo di questi) seguano un corso non di banale correttezza politica, che quella chissene, ma di cultura di genere, di studi del pluralismo, anche di teoria queer, perché no. Per far capire, nel profondo però, a gente pure istruita come Mineo per quale motivo non ci si può esprimere così e non si deve pensare così. Ciò non toglie che sulla questione sostituzione di Mineo dalla Commissione, Renzi per me ha commesso un grosso errore politico. Ma dopo questa figura scatologica videoregistrata, “naturalmente“, caro Corradino, non gliene fregherà più nulla a nessuno.

Quando si ha una grande idea per comunicare una piccola ingiustizia

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Ecco, uno dei motivi per cui voterò convintamente per Pippo Civati l’8 dicembre (e ricordo a tutti che potete farlo anche tramite Internet se abitate all’estero, o andando in uno dei seggi esteri disponibili; al momento in cui scrivo il PD deve ancora provvedere al sito dove registrarsi per il voto degli italiani all’estero, sulla scia di quanto fu possibile nel 2012). Civati è uno che ha delle grandi idee. Qui, per esempio, si trattava di protestare contro una piccola ingiustizia, l’essere l’unico dei tre candidati alla segreteria che non è stato intervistato dai talk show della RAI che pure hanno intervistato gli altri due concorrenti. Si pensa soprattutto a Che tempo che fa e a In mezz’ora, ma non solo a loro due.

Cosa è venuto in mente a Pippo e alla sua squadra? Di fare teatro. Nel vero senso della parola. E oggi, ne parlano molti giornali della sua idea.