Su Antonello, Dimenticare Pasolini, e l’importanza della cultura low-brow

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dimenticare_pasoliniSuccede (rarissimamente) alle volte che rispondendo a un commentatore un po’ polemico, venga fuori una replica che ha dignità di post a sé stante. Riproduco qui un brano di ciò che ho risposto a questo Andrea971 riguardo al pensiero di Pierpaolo Antonello, così come espresso (e recensito sul Fatto) nel suo volume Dimenticare Pasolini:

Il blogger recensisce e interpreta, quindi chi sostiene è l’autore. Antonello sostiene che le sorti della società, più che della cultura, italiana sono migliorate per un miglioramento oggettivo nell’istruzione media delle masse e per una diffusione dell’alfabetizzazione informatica e non informatica. Il capitalismo di Berlusconi ha fatto il possibile per danneggiare il quadro sociale, soprattutto minandone la base etica, ma è rimasto imprigionato in una visione aziendalistico-familistica che non aveva interesse e forse nemmeno spirito o curiosità a modellare la società italiana in senso liberista o iper-liberista. Quello che lei chiama “industria culturale” (e lo fa con un’accezione negativa, o mi sbaglio io?) è invece un fattore positivo e ben precedente all’arrivo di Berlusconi al potere. L’industria culturale italiana è sopravvissuta all’avvento di Berlusconi e ha anzi trovato elementi di rafforzamento dalla diffusione di massa della radio, poi della televisione a colori, poi dei personal computer, poi di internet, quindi del web 2.0 e così via. Questo perché, per metterla in modo chiaro, non è che a scuola oggi si insegnano Facebook o Instagram al posto di Dante e Pasolini, ma si insegnano Dante e Pasolini anche attraverso Facebook e Instagram. E non parliamo poi del sapere scientifico, che ha fatto passi inimmaginabili come progresso, ma anche come sapere diffuso di base.

Tutto questo proprio perché Antonello riconosce dignità alla cultura low-brow più ancora che a quella high-brow, rifacendosi in questo al pensiero di Eco e di Fiedler prima di Eco. Pasolini aveva una visione differente, naturalmente, ma in questo occorre un suo superamento ed è utile ricordare altri intellettuali che hanno appoggiato la teoria di Fiedler, McLuhan, Eco, come per esempio Arbasino e Pier Vittorio Tondelli.

Qui, fra amici anellidi, posso anche aggiungere il mio nome all’ultimo posto della lunga fila degli scribacchini italiani che hanno difeso il valore della cultura low-brow. Vedere, per credere, i romanzi Angeli da un’ala soltanto e Tutta colpa di Miguel Bosé.

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Dentro il rizoma, oltre il rizoma

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Devo dire che purtroppo Marco ha ragione. Mi piacerebbe molto pensare che anche nel mondo shakerato e puntiforme di oggi un Pier Vittorio Tondelli sarebbe in grado di unire i puntini suoi e della sua tribù, ma credo proprio che sia diventato non possibile.

Siamo finiti in un’epoca rizomatica molto più di quanto prevedevano Deleuze e Guattari, un’epoca in cui il gusto si è di fatto individualizzato in modo estremo e sono ormai moltissimi – probabilmente troppi – i giovani che si sono trasformati da consumatori in produttori culturali, grazie a un video caricato su Youtube o uno scritto pubblicato sul proprio blog. Se da un lato vedo gli aspetti positivi di questa miriade di esplosioni culturali, dall’altro mi pare evidente che non è possibile antologizzare nulla, perché qualunque tentativo sarebbe sicuramente parzialissimo e incompleto a un livello fastidioso. Se già Un weekend postmoderno era un libro non-libro chiaramente esploso, scrivere Un weekend metamoderno sarebbe un’azione sterile.

Alla fine cosa resterà di tutta questa messe? Che vita avranno, per dire, i miliardi di post, alcuni senza dubbio di profondo valore, che si affastellano nelle centinaia di milioni di blog di tutta la rete?

Tondelli e il camp: la caserma frocialista di Pao Pao

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Sia giubilo in tutto il regno e anche in diverse repubbliche, come dice un amico mai stato tanto magro. E’ uscito il mio articolo accademico sull’uso della strategia camp nel romanzo di Tondelli Pao Pao, per la prestigiosa rivista canadese Quaderni d’italianistica. Per leggerne un estratto, potete cliccare qui.

Approfitto per lanciare un sondaggio: quanti di voi hanno letto Pao Pao? E vi è piaciuto o no?