Jeff Anderson: “Vorrei far deporre il papa” (doppi sensi ammessi)

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Nel 2005, per provare a pubblicare un articolo che parlava delle complicità di Josef Ratzinger nei confronti di preti cattolici invischiati in processi per pedofilia, persi la collaborazione con il mensile Babilonia. La direttrice, Lucia Contin, mi censurò il pezzo e io detti le mie dimissioni dalla testata, non prima di aver proposto un secondo pezzo più gestibile, ma sempre molto rilevante per i lettori. I miei articoli furono poi pubblicati sul mensile AUT, del Mario Mieli.

A distanza di cinque anni, qualcosa si muove, e di brutto, ora che la Corte Suprema americana ha sancito la fine dell’immunità giuridica e politica per lo Stato del Vaticano. L’avvocato americano Jeff Anderson è determinato a portare Ratzinger davanti alla Corte Suprema e a scatenare un processo che potrebbe indurre alle dimissioni il pontefice. Vi copio incollo l’articolo del Corriere Canadese che ne parla, perché il loro sito è lentissimo da caricare (chissà perché!):

«Vorrei far deporre il Papa»

Preti pedofili, Jeff Anderson non si ferma alla Corte Suprema

Di ALESSIO GALLETTI

È pronto ad arrivare a Roma per far deporre il Papa Jeff Anderson, l’avvocato che dopo il luogo a procedere incassato dalla Corte Suprema statunitense è deciso ad andare avanti per la sua strada, senza guardarsi indietro pur di far trionfare la verità per chi è rimasto vittima di preti pedofili, in Nord America e non solo.
Attivissimo, ha già iniziato un’altra causa relativa al caso di padre Titian “Jim” Miani – la prima da quando l’immunità per il Vaticano non c’è più – perché a pagare le conseguenze di un crimine vile, spiega Anderson, siano non solo i diretti responsabili delle violenze ma anche coloro che se ne resero responsabili non intervenendo se non per coprire l’accaduto.
D. Sorpreso della decisione della Corte Suprema?
R. «Siamo elettrizzati e sollevati allo stesso tempo perché ora abbiamo il diritto e la possibilità di usare il potere del sistema giuridico americano per far luce sui crimini e la partecipazione a questi dei funzionari del Vaticano. Far arrivare queste informazioni davanti alla corte è un modo per farle arrivare al pubblico e alla fine servirà a far cambiare il modo in cui operano, così che i bambini siano più protetti. Hanno tenuto segreti: il Vaticano ha chiesto che tutti i file contenenti i nomi gli fossero inviati e ha mantenuto riservate queste informazioni senza alcuna collaborazione con le autorità di polizia o nessun avviso al pubblico. Dal nostro punto di vista la segretezza rafforza gli abusi, mentre trasparenza e responsabilità proteggono i bambini. Le azioni del Vaticano sono state tutte verso la segretezza: questa è un’occasione per far luce sull’accaduto perché cose del genere non si ripetano e perché si assuma la responsabilità di quello che è stato fatto e cambiare il proprio modo di agire in futuro in modo che i bambini di tutto il mondo possano essere protetti».

Sulla segretezza, ora che l’immunità è stata rimossa avrete accesso a nuovi documenti?
«Sì, speriamo di chiedere e ottenere documenti che sono stati mantenuti riservati e che dimostrano crimini e responsabilità. Il passo successivo in cui confidiamo è far testimoniare i funzionari del Vaticano perché parlino di quello che hanno fatto in un’udienza aperta al pubblico così che tutti possano sentire. Speriamo di far arrivare questi casi davanti a una giuria e far sì che i colpevoli vengano giudicati negli Usa e ritenuti resposanbili per il male che hanno causato. Il nostro obiettivo e la nostra speranza è che non possano più continuare a fare cose del genere, che sono pericolose, scellerate e che hanno provocato tanti problemi a tanti ragazzi».

Da un punto di vista teorico potreste chiamare anche il Papa alla sbarra. Come pensate che reagirà il Vaticano a questa decisione?
«Mi aspetto che il Vaticano faccia resistenza a ogni sforzo per avere accesso ai loro file e reagirà con molta forza contro ogni tentativo di raccogliere la deposizione del Papa e di ogni altro alto funzionario Vaticano come il cardinale Sodano e il cardinal Bertone. Credo, però, che dovremmo essere messi in grado di farlo: alla fine il giudice sarà chiamato a decidere e sono molto speranzoso che ce lo permetta. Se lo farà, dovrò andare io fino in Italia per raccogliere le loro deposizioni, invece di farli arrivare negli Stati Uniti».

Una deposizione del Papa è uno scenario scioccante per molti…
«Non ci vedo assolutamente nulla di male. Anche la prima volta che abbiamo portato in corte un caso contro un vescovo negli Usa, abbiamo raccolto la sua deposizione e quindi l’abbiamo resa pubblica durante il processo nel 1984, c’erano persone scioccate e altre che non credevano che potessimo farlo. Ma è stato grazie a questo che abbiamo scoperto un enorme scandalo in corso negli Stati Uniti. Penso che in tutto il mondo le persone non si rendano conto di quanto sia grave la minaccia posta dal Vaticano. Sento che è la cosa giusta da fare per proteggere i bambini, per arrivare alla verità e perché giustizia sia fatta. Questa è il modo migliore che conosco per farlo, forse l’unico, senz’altro il primo in cui è stato fatto».
Il caso di padre Miani è un esempio di come la gerarchia cattolica, a Roma come a Los Angeles, abbia insabbiato dei crimini?
«Il caso di Miani dimostra alla perfezione quello che il Vaticano ha fatto quando si è trovato con una crisi per le mani. Miani è stato spostato dall’Italia al Brasile, da lì all’Alberta e quindi in California, prima a Los Angeles, poi a San Francisco e di nuovo a Los Angeles. Ora è a Stockton, in California. Cos’è che il Vaticano ha permesso che succedesse? Anche se c’erano resoconti di abusi commessi da Miani, il segreto è stato mantenuto, lui è stato spostato senza che nessuno fosse avvertito, un uomo molto pericoloso che ha usato il suo potere per distruggere l’anima di bambini innocenti. Era il Vaticano che poteva fermarlo, è il Vaticano che non l’ha fatto ed è il Vaticano che condivide la responsabilità dei suoi crimini».

Per quel che riguarda i crimini commessi in Canada che cosa mi può dire? Chiamerà qualcuno a testimoniare dall’Alberta?
«Ci sono alcune vittime che hanno subito abusi in Canada e abbiamo parlato con alcune di loro. Stiamo ancora facendo indagini e mi aspetto che ci siano alcune persone che saranno disposte a far luce sulla parte canadese della storia. Ho buone ragioni di credere che abbia commesso abusi in Canada mentre era lì e che ci sia ancora molto cose che devono venire alla luce. Voglio che questo avvenga, che si sappia e che si fermi».

I miei kudos a Der Spiegel – Meine Glückwünsche zu Der Spiegel

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Perché se qualcuno di voi conosce una rivista o un altro genere di media italiano, che ha il coraggio di chiedere le dimissioni di un papa (italiano o tedesco, è uguale) sulla base della sua complicità nell’aver nascosto scandali di pedofilia in seno alla Chiesa, me lo venga a dire. Faccio notare che i vatiCani avevano appena bollato la richiesta di dimissioni dei media americani come simbolo della loro ignoranza delle cose europee e cattoliche. Infatti, Der Spiegel, lo fanno in Nebraska.

***

Weil, wenn jemand von Ihnen eine Zeitschrift oder eine eine andere italienische Art Mittel kennt, das den Mut hat, um die Resignation eines Papstes (Italiener oder Deutscher, ist die selben), auf der Unterseite seiner Mitschuld im Verstecken von Skandalen von Pädophilie innerhalb der Kirche zu bitten, lassen Sie ihn kommen, zu mir so zu sagen. Ich unterstreiche, dass das Vaticans die Nachfrage nach Resignation der amerikanischen Mittel als Symbol ihrer Unwissenheit der europäischen und katholischen Sachen zurückgewiesen hatte. Tatsächlich wird Der Spiegel in Nebraska hergestellt. [Dieses ist eine Babelfish doppelte Übersetzung, von italienischem zu Englisch und von englischem zum Deutschen.]

Per la Camera l’omosessualità è come necrofilia, zoofilia e pedofilia

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Matthew Shepard (1976-1998) ucciso perché gay

Matthew Shepard (1976-1998) ucciso perché gay

Stupisce, ma non tanto, la bocciatura della legge Concia contro l’omofobia, che mirava a prevedere un’aggravante contro chi si macchiasse di aggressioni violente nei confronti di omosessuali. L’aggravante è prevista in molti codici penali occidentali, poiché l’aggressione per motivi di orientamento sessuale è equiparata all’aggressione per motivi razziali, religiosi eccetera. Laddove l’aggravante è stata approvata, i crimini dettati dall’odio di genere e di orientamento sono diminuiti. Aggiungo che probabilmente sono diminuiti non tanto per il valore di deterrenza dell’aggravante, quanto per la tanta informazione e istruzione fatta nelle scuole da parte dei ministeri delle pari opportunità in collaborazione con le associazioni LGBT di quei Paesi. In ordine di tempo, l’ultimo Parlamento che ha approvato una legge di questo genere è il Congresso degli Stati Uniti, che 4 giorni fa ha passato la Matthew Shepard Law, fortemente voluta dalla Matthew Shepard Foundation. Per sapere chi sia stato Matthew Shepard, potete leggere qui.

In ogni caso, in Italia nulla di tutto ciò. Se la bocciatura della legge ce l’aspettavamo, stupisce di più il fatto che la Camera ha votato una pregiudiziale di anticostituzionalità che recita come segue (tratto da La Stampa):

«La disposizione – si legge nella questione pregiudiziale a prima firma di Michele Vietti approvata dall’Aula – viola il principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto l’inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall’articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo ecc.»

Inoltre per la pregiudiziale di costituzionalità «non essendo possibile accertare nell’interiorità dell’animo l’autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court». Il testo Concia inoltre, secondo la pregiudiziale approvata, «si pone in contrasto con l’articolo 25 della Costituzione in quanto in assenza di una nozione di orientamento sessuale la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all’orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale».

La pregiudiziale, come già fatto dalla commissione Affari Costituzionali nel parere condizionato al testo Concia, evidenzia come «del termine ’orientamento sessualè non sia data una definizione, né sia rinvenibile nell’ordinamento penale. Il termine è estremamente generico in quanto può indicare fenomeni specifici come l’omosessualità oppure, più in generale, ogni ’tendenza sessualè comprendendo anche incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l’omosessualità».

La pregiudiziale è stata votata dall’UDC, dal PDL, dalla Lega e spero siano mancati i soliti voti omofobici del PD, ma al momento non lo posso né escludere né confermare. a cominciare dalla Binetti (fonte: Radio Due, Caterpillar). Ne sapremo di più fra qualche giorno. Comqe il PD sembra piuttosto colpevole per come sono andate le cose, votando contro le stesse indicazione della relatrice della legge del loro stesso partito. Il PD ha voluto affossare la legge votando contro il rinvio in commissione per modificare il testo. Nei commenti ci sono diverse interpretazioni di questo passaggio. La cosa sicura è che Carfagna, dopo la bocciatura, ha annunciato che presenterà un altro testo di legge contro l’omofobia, e se capisco qualcosa di politica, il testo Carfagna ha più possibilità di essere votato dal Parlamento di quello Concia. Ma forse sono ottimista e sottovaluto la forza degli omofobi nel Parlamento italiano.

Qui, per chi ha voglia di leggere, lo stenografico della Camera (grazie a Oscaruzzo). Qui invece la reazione dell’ArciGay.

Il movimento LGBT organizza manifestazioni istantanee di protesta a Milano, Bologna, Torino e Roma. La manifestazione romana sarà alle ore 21.00, in piazza Montecitorio oggi 13 ottobre. I romani che possono andare, VADANO. (Fonte: Facebook).