Se l’umorismo è un mezzo per imparare meglio

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Ero lì tutto impegnato a leggere per il mio corso sul blended learning, quando mi imbatto nella seguente affermazione:

Emotions are inseparably linked to task motivation and persistence, and, therefore, to critical inquiry. In our model, emotional expression is indicated by the ability and confidence to express feelings related to the educational experience. It has been noted that critical thinking is facilitated by the socio-emotional support of others (Brookfield, 1987). Two examples of emotional expression that bring people together in a community are the expression of humor and self-disclosure.
Humor, specifically, has been identified as a contributive factor to social presence and subsequently to learning. Gorham and Christophel (1990) note that humor is like an invitation to start a conversation; it aims at decreasing social distance, and it conveys goodwill. Eggins and Slade (1997) postulate a connection between humor and critical discourse, in that, “the construction of group cohesion frequently involves using conversational strategies such as humorous banter, teasing, and joking. These strategies allow differences between group members to be presented not as serious challenges to the consensus and similarity of the group” (p. 14).

Cioè praticamente io quando insegno applico il meglio della teoria della presenza sociale (social presence) senza nemmeno saperlo. Di più, io applico la Roman Theory of Social Presence, dal momento che uso sempre una tipica ironia romana, verso i miei studenti. Chi mi ama e chi non mi capisce proprio, devo dire…

L’importanza dell’istruzione

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Insomma, al corso sull’insegnamento virtuale e misto (che sarebbe la traduzione italiana dell’espressione anglofona molto più comune “blended and online teaching”) hanno deciso di partire col darci, o dovrei dire ripeterci, una solida base teoretica circa l’importanza dell’istruzione e le varie scuole di pensiero sull’apprendimento (comportamentale, costruttivista, cognitivista e connettivista). Alcune delle cose lette sono già sentite, altre ancora sono addirittura già insegnate a mia volta, ma in generale il corso mi pare strutturato bene, in modo solido. Mi piace anche l’integrazione di video, letture, test, reazioni personali che sono state messe in campo.

Uno dei video di questo lunedì è ricavato da una TEDxNYED, vale a dire una conferenza TED (Technology Entertainment Design) per gli educatori che si tiene nella città di New York. Lo speaker è il sor Goerge Siemens, di cui potete leggere qui il profilo. Anche se questo genere di Conferenze TED spesso lasciano il tempo che trovano e producono scarsi se non nulli avanzamenti scientifici, è pur vero che ogni tanto i conferenzieri riescono a parlare in modo ispirato e ispirante. Buona visione!