La trascrizione del sindaco di Roma su Advocate

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Il sito americano Advocate ha dedicato un gran bel servizio all’operato del sindaco di Roma, Ignazio Marino, e alla sua sacrosanta trascrizione dei matrimoni che 16 coppie romane hanno celebrato fuori dai confini italiani. Come sapete, il prefetto di Roma ha minacciato di annullare le trascrizioni e su Facebook ho scritto che in caso la magistratura dovesse annullare l’annullamento del prefetto, questi si dovrebbe dimettere.

Faccio infine notare che il matrimonio contratto all’estero, soprattutto in UE, fra un cittadino italiano e un cittadino non italiano, secondo la sentenza della Corte di Cassazione 1328/2011, conferisce valore giuridico alle nozze effettuate all’estero ai fini dell’ottenimento del permesso di soggiorno per il coniuge non italiano sposato con cittadino italiano. Quindi l’atto del matrimonio celebrato all’estero, di per sé e senza trascrizione, per la Legge italiana da già origine ad altri diritti civili. A questo punto, la trascrizione nel registro dello stato civile è un atto dovuto, dal momento che lì ci si registrano le persone che non sono single.

Portogallo: la Corte Costituzionale ammette le nozze per tutti

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Proprio oggi la Corte Costituzionale italiana dovrebbe rendere pubblica la sua sentenza sulle nozze per tutti. Come già detto altrove, per noi è già un ottimo risultato essere arrivati dinanzi alla Suprema Corte.

Nel frattempo, pochi giorni fa la Corte Costituzionale del Portogallo ha emesso sentenza sullo stesso argomento. Leggendo le motivazioni della sentenza, sembra quasi che la Corte portoghese abbia voluto indicare una via ai colleghi della Corte Costituzionale italiana. Avrei voluto scriverci un post su, poi mi sono reso conto che l’ha fatto perfettamente l’ottimo Aelred, alias Village. Quindi, riproduco il suo bel post qui:

Portogallo: sì del Tribunale Costituzionale al matrimonio gay

di Aelred

In attesa che anche in Italia la Corte Costituzionale si esprima sul diritto delle persone omosessuali di contrarre matrimonio, dal Portogallo arriva un’ottima notizia per i diritti gay e in generale i diritti civili.

Il Tribunale Costituzionale, cui il presidente della Repubblica Anibal Cavaco Silva si era rivolto preventivamente, ha confermato la perfetta costituzionalità del progetto di legge sul matrimonio gay, approvato dal Parlamento, ma ancora non promulgato: 11 giudici hanno votato a favore e solo 2 contro. Ora il presidente ha 20 giorni di tempo per controfirmare la legge – che entrerebbe in vigore in tempo per la visita del Papa Benedetto XVI – o rimandarla indietro. In questo caso basterebbe una maggioranza semplice per superare il veto presidenziale e costringere Cavaco Silva alla promulgazione.

Ma che cosa ha stabilito il Costituzionale? È utile – e anche molto consolante – leggere la motivazione di questa sentenza che di fatto aggiunge il Portogallo all’elenco dei paesi in cui a gay e lesbiche è garantita la piena uguaglianza in tema di matrimonio: Olanda, Belgio, Sudafrica, Spagna, Canada, Svezia, Norvegia. Oltre ad alcuni stati Usa (Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, Washington DC) e a Città del Messico e alcuni territori di Argentina e Brasile.

Per i giudici portoghesi la nuova legge non viola la Costituzione, perché non ha come effetto di rifiutare a qualcuno o ridurre il diritto fondamentale di contrarre (o non contrarre) matrimonio e inoltre perché il nucleo essenziale della garanzia costituzionale data al matrimonio non è minato dall’abbandono della regola sulla diversità di sesso fra i coniugi; e l’estensione del matrimonio alle persone dello stesso sesso non è in conflitto con il riconoscimento e la protezione della famiglia come “elemento fondamentale della società”.
Una della obiezioni sempre agitate dagli oppositori che qui in Italia – da sinistra e da destra – usano la nostra Costituzione contro l’uguaglianza dei diritti delle persone omosessuali.

Ma non è finita qui. Il Tribunale ha ovviamente tenuto in cosiderazione che il matrimonio regolato dalla Costituzione, tenuta in conto la realtà sociale e il contesto giuridico in cui fu redatta, era il matrimonio fra persone di sesso differente; ciononostante si può sicuramente concludere che non c’è alcun motivo di proibire l’evoluzione dell’istituzione; che […] il legislatore non può sopprimere dall’ordinamento giuridico il matrimonio, in quanto istituto destinato a regolare le situazioni di comunione di vita tra le persone, nel riconoscimento dell’importanza di questa forma basilare di organizzazione sociale; […] che il concetto costituzionale di matrimonio è un concetto aperto, che ammette non solo diverse conformazioni legislative, ma anche diverse concezioni politiche, etiche o sociale, essendo affidato al legislatore ordinario il compito di estrarre, in ogni momento storico, e inserire nell’ordinamento ciò che in quel momento corrisponda alle concezioni dominanti.

Una lezione altissima di diritto costituzionale e di capacità di interpretare i dettami di una Costituzione alla luce dell’evoluzione sociale e civile di un popolo. Ecco, forse è questa che manca al popolo italiano.

Il Portogallo approva le nozze per tutti

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La notizia è di ieri, e vi consiglio di leggerla in inglese per come la riporta il Globe and Mail. Notate l’uso della locuzione “same-sex marriage” al posto della scorretta “gay marriage”. Naturalmente in Italia siamo messi ancora peggio e il Corriere della Sera stravolge la realtà sostenendo che il Portogallo ieri ha approvato “la legge sulle unioni gay”, tipo Pacs insomma, che però c’era già, come fa notare Elfobruno. I miei amici gay si meravigliano che anche il Portogallo ci ha superato in quanto a eguaglianza davanti alla legge. Aspettate la sorpresa quando anche i primi Paesi islamici moderati ci supereranno su questo campo. Faccio infine notare che la proposta della Destra portoghese era invece quella di una legge per le unioni civili, carica di diritti. Cioè, in sostanza, la Destra portoghese, al pari di quella spagnola, ha una posizione più avanzata di quella del PD. Ecco cosa vuol dire avere le proprie radici nel comunismo italiano e non nel socialismo o nella socialdemocrazia. La posizione della Destra italiana, invece, è ferma alla garrota. Ecco cosa vuol dire avere le proprie radici nel fascismo italiano e non nel liberalismo democratico.