La Cuccarini e l’omofobia interiorizzata di parte del Mieli

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L’invito La presenza della Cuccarini al Mukka, dopo le sue dichiarazioni omofobiche (“Sono contraria [ai matrimoni gay, ndr]. Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre”) ha suscitato un problema politico di dimensioni notevoli, non solo dentro al Circolo “Mario Mieli” organizzatore del Mukka, ma anche nell’intero movimento LGBT italiano. Vediamo per quali motivi.

1)    La presenza della Cuccarini sul palco di Mukka è stata, sacrosantemente, contestata da una parte non piccola del pubblico pagante. Uno di quei casi in cui il pubblico riesce a mostrare maggiore dignità e fierezza LGBT degli organizzatori politici della serata.

2)    La contestazione è stata tale da costringere Rossana Praitano, presidente del Mieli, a una lunghissima dichiarazione alla stampa, per giustificare politicamente la scelta della presenza della Cuccarini sul palco di Mukka. La dichiarazione alla stampa non è in sè un fatto negativo: conoscendo il carattere autoassolutorio dell’attuale presidente del Mieli, è anzi un fatto positivo, un passo avanti. Bisogna vedere cosa dice, naturalmente. Questo il commento di Cristiana Alicata, che condivido.

3)    Nella dichiarazione della presidente Praitano, prolissa più del solito, tuttavia manca il riconoscimento dell’errore politico, e anzi c’è una rivendicazione della scelta produttrice dell’intero papocchio. Soprattutto c’è un passaggio che apre una questione grande come una casa, laddove si definiscono le posizioni della Cuccarini come “non omofobiche”. Così dice il passaggio della Praitano:

Inoltr,e nel suo ragionament,o [sic] sui piani diversi tra matrimonio religioso e leggi dello Stato, noi non ravvisiamo nulla di sostanzialmente omofobo anzi, probabilmente si tratta del giusto approccio di chi, per fede, sente solo nel primo il valore che gli corrisponde, e nelle seconde, l’obbligo di civiltà che va oltre se stesso. Da questo punto di vista, ribadisco il mio apprezzamento nei suoi confronti, fatto anche in serata, rispetto al coraggio e alla coerenza della persona e dell’artista”.

Ebbene, cara presidente del Mieli, se non ravvisi nulla di sostanzialmente omofobico in una donna di spettacolo che va in tv a dire di essere contraria all’estensione del matrimonio per tutti e all’adozione di figli per tutte le coppie in grado di potersela permettere, a prescindere dal loro orientamento sessuale, e poi viene sul palco di Mukka a “spiegarsi meglio” per confermare il suo punto di vista pre-conciliare, il problema non è tanto della Cuccarini, quanto tuo, che non ti rendi più nemmeno conto di cosa sia un pensiero sostanzialmente omofobico da uno per l’eguaglianza. Questa, in Canada, si chiama “omofobia interiorizzata” e, sempre in Canada, le associazioni GLBT organizzano corsi per combatterla affinché i gay, le lesbiche, i bisessuali e i trans che ne soffrono possano liberarsene. A Roma, invece di organizzare corsi contro l’omofobia interiorizzata, di cui ci sarebbe tanto bisogno a partire dalla presidenza del “Mieli” (nel caso tutto il direttivo condivida la dichiarazione di Praitano), il “Mieli” invita fa salire sul suo palco una soubrette che la pensa come Buttiglione. Presidente, ma dopo tutto questo increscioso incidente, davvero credi di aver fatto bene a invitare far esibire la Cuccarini al Mukka? Davvero lo “rifaresti” come hai scritto nel tuo comunicato di 1.174 parole? Perché sbagliare è umano, ma perseverare diabolico.

Mettersi la dignità sotto i tacchi e calpestare forte

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Questo è il simbolo del movimento LGBTQ internazionale. Si chiama "PRIDE FLAG", ossia bandiera della fierezza. Ci chiediamo che fine abbia fatto la fierezza per gli organizzatori del Mukkassassina che invita Lorella Cuccarini "per discutere e fare festa".

In sei anni di blogosfera, ho cercato di non occuparmi mai di televisione né dei personaggi che la animano. Non è una questione di elitarismo, ma una semplice scelta. Tutti parlano di tv e dei suoi personaggi, ma non su Anellidifumo. Sono capitate occasioni in cui avrei voluto scrivere qualcosa, però. Per commentare, ad esempio, le recenti dichiarazioni omofobiche di Lorella Cuccarini o di Sabrina Ferilli. Dichiarazioni stupide e pericolose, perché si basano su una profonda ignoranza del tema “diritti civili” da parte delle intervistate, così come su un’operazione pelosa e laida da parte dei conduttori di trasmissioni tv che, pur di fare audience e rumore, sono disposti a eleggere Cuccarini e Ferilli al rango di esperte in diritti civili ed eguaglianza, sottoponendole a domande per le quali non sono preparate e delle quali non hanno proprio l’alba. Domande che lasciano il tempo che trovano, che fanno fare delle figure barbine alle showgirl, e riescono però a ferire i più fragili appartenenti alle minoranze da loro attaccate in modo diretto o indiretto e forse anche a far retrocedere il livello di popolarità, tra gli spettatori della tv, dei temi dei diritti civili. Quindi uno sgretolamento della popolarità di un tema importante e di showgirl che erano più amate prima di aprire la bocca e darle fiato.

Proprio nella convinzione che il livello di tutta questa nullità non andasse alzato, ho scelto di non commentare sul blog le recenti dichiarazioni di Cuccarini e Ferilli, al contrario di ciò che diversi miei amici e colleghi della blogosfera hanno ritenuto di fare. Anche blog per lo più politici, come quello di Scalfarotto, si è esposto sul tema. Perché ci piaccia o no, ma ciò che viene detto in tv arriva a milioni di persone, contribuisce a orientare le opinioni e necessita che anche i politici se ne occupino. E’ uno dei motivi per i quali non faccio più politica, ma mi limito a scriverne.

Poi però è successo qualcosa di davvero orripilante. Gli organizzatori del Muccassassina hanno deciso, sullo stile dei conduttori tv, di inzuppare il pane nella vicenda della Cuccarini, e hanno fornito alla ballerina un palco, quello del Muccassassina, in cambio della presenza sua e del suo corpo da ballo. Un evento che doveva servire, nelle ufficiali intenzioni degli organizzatori, “a chiarire la dichiarazione, ma anche a far festa”. Sì, perché la dignità va bene, ma solo fino a un certo punto. Se il prezzo che dobbiamo pagare per buttarla sotto i tacchi e poi calpestare forte è quello di avere l’imperdibile presenza al Mukka di Lorella Cuccarini e del suo mondialmente famoso (?) corpo di ballo, beh allora via, si può fare. Ognuno di noi ha un prezzo, e quello degli organizzatori del Mukka è fissato a un livello ben preciso: per una comparsata di Lorella vi cedono così la dignità loro e dell’associazione “Mario Mieli” che si batte da 20 e passa anni per i diritti civili di quei gay che Cuccarini e Ferilli hanno preso di mira.

Se volete, è per estensione un po’ lo stesso discorso che ha fatto di recente lo scrittore Aldo Busi, con la sua decisione di partecipare al reality “L’isola dei famosi”. Quanta e quale differenza con il Pier Paolo Pasolini che spiegava la tossicità della televisione, del suo immenso potere omologante e consumistico.

Un mio caro amico, Insy Loan, autore di un famoso libro-cult, ha deciso di dire basta a tutto ciò. E ha fatto qualcosa di inaspettato. Proprio lui, che ha scelto di ritagliarsi il profilo basso del gay che  fa finta di non intendersi di cose politiche e non si espone sulle questioni più noiose, ha scritto questo meraviglioso post qui:

Facciamo preventivamente una mappa della questione.
“Sono contraria (ai matrimoni gay, ndr). Bisogna regolamentare le unioni ma il matrimonio deve essere tra un uomo e una donna. Vale lo stesso anche per le adozioni: un bimbo ha bisogno di una madre e di un padre”.
Binetti? No. Mussolini? Troppo facile, non è neppure lei. A dichiarare invece una cosa del genere è Lorella Cuccarini, una che sulla devozione dei ricchioni c’ha costruita una carriera. Ecco, la Cuccarini, invece che essere fischiata per un’esternazione del genere, lecita, ma offensiva e pregiudizievole nei confronti di questo pubblico, venerdì sera verrà addirittura invitata a presentare il suo musical a Muccassassina.
Altro punto da fissare sulla mappa: Muccassassina è una propaggine del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli il quale, per come lo ricordavo io, avrebbe messo in atto una protesta formale conto dichiarazioni del genere.
Delineato questo scenario, quello che ne esce è totale sbigottimento.
La Cuccarini, premettiamolo subito, può avere qualsiasi tipo di opinione, per quel che mi riguarda potrebbe anche pensare che i ghei sono stati creati solo per truccarla e farle delle coreografie e nulla di più, ma che qualcuno con questi convincimenti venga addirittura ospitata per cantare le canzoni del suo spettacolo ad una festa ghei io lo trovo scandaloso.
E così in cerca del solo pubblico che potrebbe riempire il teatro (dal momento che dubito che i ragazzi del FUAN abbiano già il biglietto in tasca) si rivolge al bacino di ricchioni che ancora la osannano come icona. Ma mi correggo subito: più che con i suoi imperterriti fan (del resto il masochismo si manifesta attraverso vie spesso insondabili), il mio sdegno è rivolto agli organizzatori di Mucca che le permettono di venire a rimpinguare sacche di pubblico proprio tra coloro ai quali lei ha mancato di rispetto.
Mi è anche giunta voce che Lorella verrà per rettificare quanto pubblicato da Vaniti Fer. Sarò formale ma non è certo una discoteca il luogo più adatto per trattare o ritrattare quanto detto. Non è di sicuro una pista da ballo l’arena più adatta per un confronto. Perchè non lo ha fatto piuttosto all’indomani dell’intervista? Perché non mandare un comunicato stampa in cui si discostasse dal solito malizioso fraintendimento dell’intervistatore?
Ma la Cuccarini in tutto questo, poco c’entra, maggior colpa, ribadisco, hanno in primis gli organizzatori di mucca e poi il direttivo del Mieli.
Sono francamente deluso e sconcertato e l’evidenza dei fatti da poco spazio a strenue difese o giustificazioni.
Ho pensato a lungo se boicottare la serata o andare con canestri di pomodori da lanciare equamente agli uni e all’altra ma alla fine ho scelto di non andare. E non tanto per non vedere l’opportunismo di Lorella ma piuttosto per evitarmi il patetico teatrino di quanti sul palco la idolatreranno facendole scegliere quale pezza a colori sia più intonata con il suo tentativo di riabilitazione e quanti finocchi tra il pubblico saranno lì a gridarle “quanto sei bella!!!”, dimentichi, o forse mai stati consapevoli, di cosa sia la dignità, il senso di indignazione e, soprattutto, la coscienza di appartenere ad una comunità.

Ebbene, io condivido parola per parola ciò che ha scritto Insy Loan. Avanti Alessandro, se queste cose le urliamo insieme, forse qualcuno dei nostri amici del Mukka e del direttivo del “Mieli” potrà riflettere e capire di avere sbagliato. Io me lo auguro, e mi dispiace di dover scrivere contro il MIO “Mario Mieli”, ma troppe cose sono successe negli ultimi tempi che mi sono sembrate sbagliate, e continuare a tacere sarebbe peggio di una critica feroce, sarebbe offrire indifferenza, come a dire che quello che fanno non ci tange proprio più. E invece, ci tange eccome, per fortuna. Speriamo che da tutto questo macello, venga fuori almeno un mettersi in discussione.