Lucetta Scaraffia non deve potersi (ri)sposare

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Ogni tanto la rete ti fa conoscere dei personaggi da romanzo. Uno di questi è tale Lucetta Scaraffia, che sarebbe – secondo la sua tanto amata Chiesa cattolica – l’attuale concubina di Ernesto Galli della Loggia, suo marito solo in sede civile da tanti anni, col quale la Scaraffia vorrebbe incorrere a nozze religiose. Faccio notare che sarebbero le terze nozze per la s’ignora (le seconde religiose, oltretutto!). Ora, nessuno si filerebbe questa sua volontà sennonché la s’ignora Scaraffia ha recentemente scritto un editoriale per il Riformista, intitolato “Il no al matrimonio tra omosessuali non è omofobia”, dicendo del matrimonio per tutti le seguenti ipocrite scempiaggini:

Il matrimonio infatti non appartiene al novero dei diritti che devono essere garantiti a tutti, ma è una istituzione che prevede la creazione di una famiglia, e quindi nasce dal legame fra una donna e un uomo che possono procreare. Se proprio lo vogliamo considerare un diritto, si tratta di un diritto che come molti altri – per esempio il diritto di voto, per usufruire del quale bisogna avere compiuto diciotto anni – richiede delle condizioni per accedervi. E non potersi sposare fra persone dello stesso sesso non può certo essere considerata una discriminazione o una mancanza di rispetto: è solo la constatazione che mancano dei requisiti richiesti per il matrimonio. Anche se questo, in una società che nella propria cultura ha ormai separato sessualità e riproduzione, non è sempre facile da capire.

Ora, come fa notare l’amica Chiara Lalli, stando alla concezione che Lucetta Scaraffia ha del matrimonio, questo non comprende nemmeno che lei, ormai raggiunti i 60 anni e quindi superata la menopausa da quel dì, possa ricorrervi. Siccome possiamo ragionevolmente escludere il ricorso alla inseminazione artificiale per donna Lucetta, abbiamo che la nostra eroina non ha possibilità di procreare, indi, non deve potersi sposare secondo ciò che lei stessa predica. Sarebbe il caso di lanciare una petizione per impedirle le nozze – per altro, le terze? ma non si trattava di un sacramento e non di un contratto tra uomini davanti allo Stato? E non si trattava di un istituto destinato alla procreazione? Dove sono le torme di figli che sarebbero dovuti nascere dai precedenti due matrimoni, s’ignora Lucetta? Non mi verrà a dire che s’è sposata fino a oggi solo per la schifosa e materiale libidine? – dicevo, sarebbe il caso di lanciare una petizione per impedirle le nozze e quindi impedirle di peccare davanti al suo Dio e a noi tutti.

Faccio anche presente che quando gli intellettuali dei razzisti separatisti predicavano contro i matrimoni misti tra neri e bianchi, mica dicevano: “Siccome siamo razzisti e i negri ci fanno un discreto schifo, pensiamo che siano animali, non devono potersi sposare con gli uomini e le donne bianche”. No, dicevano: “Non siamo razzisti, anzi, ci battiamo affinché le donne nere non vengano sfruttate dagli uomini bianchi che approfittino della loro superiorità economico-sociale e che trasformino la moglie nera in una schiava”. Oppure, quando gli stessi personaggini si battevano contro l’apertura delle scuole miste, mica dicevano: “Non vogliamo che quei negracci di merda puzzolenti possano sedere di fianco ai nostri bambini”. Dicevano: “Sarebbe pericoloso per i bambini neri essere inseriti nelle classi dei bianchi: sarebbero una sparuta minoranza, presa in giro per il colore della loro pelle dagli stessi bambini bianchi, che sono tanto cattivi in quanto bambini. Le scuole separate difendono l’identità e la cultura di tutte e due le razze”. Capito? E’ difficile, insomma, trovare un intellettuale razzista dopo il Terzo Reich che dica apertamente ciò che pensa in realtà. La s’ignora Scaraffia non fa eccezione.

Aneddoto finale: Lucetta Scaraffia non è nuova a predicare una cosa e a comportarsi in modo illogico e opposto. In un’intervista a Panorama, ci ha reso edotti sul fatto che lei da bambina, per un certo tempo, arrivò a pregare con le novene, dieci Ave Maria al giorno,

perché avevo paura di diventare suora”.

Ora, s’ignora Lucetta: e per non diventare suora mi pregava la Madonna dieci volte al giorno? Ma ha capito a chi si rivolgono le preghiere, almeno? In seguito cosa ha fatto, scritto dieci lettere al giorno al direttore del giornale dove non voleva essere assunta per chiedergli di non assumerla?

Cordiali saluti.