A cosa può servire la pubblicità nel XXI secolo

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Lo spot della Campbell con i due papà gay che danno da mangiare a loro figlio è dell’ottobre 2015. Io però l’ho vista solo oggi, quindi la prendo come un simbolo di quante cose utili alla società si possono fare all’alba del 2016 con appena 40 secondi di annuncio pubblicitario. Se non ho capito male, questo spot per ora è disponibile solo sulla rete, ma mi auguro che presto lo si possa vedere sulle tv d’Occidente (in Italia, magari, fra 10 anni). Mi limito a postare la clip perché su questo tema sento che potrei scrivere uno dei post più lunghi degli ultimi 10 anni, e tutto sommato alla fine so di avere un pubblico d’élite che sa capire tutti i risvolti socio-politici di questa iniziativa anche da sé, senza bisogno che ve li sottolinei io. Buona visione.

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Clicca sulla foto per vedere lo spot della Campbell con i due papà

Votare con la testa e con il cuore

Video

Nessuna grande sorpresa per il video dei “Fratelli di Salò” del Veneto che chiedevono di “votare con la testa, con il cuore e non col culo”. Sono contento che i due personaggi veneti siano stati definiti da Crosetto e Meloni, leader nazionali di quel movimento, come “dei cretini che hanno fatto un video idiota”. Naturalmente sappiamo che in “Fratelli di Salò” la percentuale di “cretini” che hanno idee omofobe (e magari anche anti-semite, anti-femminili, anti-immigrati e così via) si avvicina probabilmente ai due terzi del totale, per cui li lasciamo con il loro nuovo nome assai meritato di “Fratelli di Salò”, camerati di un’idea sconfitta dalla Storia e poi anche dalla Geografia.

Da quel video, che comunque è riuscito per la sua rozzezza a imporsi sui media della campagna elettorale, ne è nato un filone. Su AdF pubblico quello fatto dal PD del Veneto, perché mi rappresenta bene. Le due donne candidate sono Laura Puppato e Rossana Filippin.

La battaglia di Francesco e Manuel: il nostro appello

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Manuel e Francesco (da sinistra a destra).

Considerato che ieri il post sulla Cuccarini al Mukka ha avuto la bellezza di 451 lettori unici (è il record per singolo post di AdF da quando esiste sulla presente piattaforma; il record di contatti in una giornata su più post è invece di 791 lettori unici), credo sia arrivato il momento di passare a un argomento molto più importante da sottoporre all’attenzione della comunità anellide: la battaglia di Francesco e Manuel, che poi è la nostra battaglia. Come già moltissimi altri blogger, anche AdF partecipa alla staffetta di sostegno alla loro iniziativa, parlando oggi di una notizia che spero vi sia già arrivata alle orecchie o agli occhi.

Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia si amano. Sono una coppia di ragazzi che sta insieme da alcuni anni e che ha deciso di passare a una protesta netta e non violenta, lo sciopero della fame, contro le mancanze della Legge italiana sulle unioni civili o il diritto al matrimonio esteso a tutti.

Copio il resto dal blog di Guido, perché contiene già tutto ciò che è necessario:

Francesco e Manuel sono in sciopero della fame dal 4 gennaio perché hanno deciso di dare questa voce alla loro protesta; la protesta di chi, contribuente e cittadino omosessuale, si vede negati diritti che sono considerati “ordinari” per le persone eterosessuali, evidentemente cittadini di Prima Classe.
Grazie ad un paziente lavoro di coordinamento che dura ormai da qualche mese, le principali associazioni dell’universo lgbtqi che operano in Italia, sia a livello nazionale, sia a livello locale, hanno sottoscritto l’appello che riporto e che spero chiunque legga approvi e faccia circolare il più possibile.
Francesco è fortemente determinato a non desistere e le sue condizioni di salute cominciano a destare serie preoccupazioni. Tanto che stanno valutando se Manuel non debba interrompere lo sciopero per prendersi cura di Francesco.
Nei giorni scorsi l’on. Bongiorno li ha contattati pregandoli di cessare l’iniziativa e anticipando che li avrebbe ricevuti a Roma per discutere del tema.
Non basta, pur ringraziando l’on. Bongiorno.

Al Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani

Al Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini

Ai Capigruppo del Senato della Repubblica

Ai Capigruppo della Camera dei Deputati

Al Presidente della 2^ Commissione Giustizia del Senato, Sen. Filippo Berselli

Al Presidente della Commissione Straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Sen. Pietro Marcenaro

Al Presidente della Commissione II Giustizia della Camera dei Deputati, On. Giulia Bongiorno

Al Presidente della Commissione XII Affari Sociali della Camera dei Deputati On. Giuseppe Palumbo

In 20 paesi europei sono in vigore leggi che riconoscono, pur nella pluralità e nella differenza di istituti e strumenti civili, le coppie di persone dello stesso sesso e ad esse attribuiscono precisi diritti e doveri, analogamente a quanto è previsto per le coppe formate da persone di sesso diverso.

Nella Carta dei Diritti, parte integrante del Trattato di Lisbona, e in diversi atti ufficiali dell’Unione si sollecitano i paesi aderenti a non discriminare le coppie omosessuali e quindi a legiferare in materia.

Milioni di persone omosessuali, transessuali, trans gender, intersessuali in Italia si devono invece confrontare con un’umiliante indifferenza da parte delle istituzioni nazionali rispetto alla necessità che i loro amori, progetti di vita, diritti umani siano finalmente previsti nell’ordinamento.

Il movimento lgbti italiano, formato dalle persone che subiscono discriminazioni a causa della loro identità di genere o del loro orientamento sessuale, da decenni, attraverso grandi manifestazioni nazionali, iniziative, campagne sociali e culturali, ha tentato di far comprendere alla politica che in assenza di una legge, le coppie di persone lgbti sono consegnate a un’ingiusta e insopportabile clandestinità sociale.

Dal 4 gennaio Francesco e Manuel, una coppia di ragazzi gay di Savona hanno iniziato uno sciopero della fame per richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica rispetto al fatto che migliaia di coppie non sono tutelate dallo Stato italiano e non possono accedere a diritti e doveri che sono normali ed imprescindibili per tutti gli altri cittadini.

Il loro gesto segnala più di ogni altra cosa la situazione in cui siamo costretti a vivere ed esprime l’impossibilità per tutte e tutti noi di continuare a sopportare quello che è di fatto lo status di fantasmi sociali, ovvero la negazione del nostro diritto ad una vita serena, diritto che riteniamo ci appartenga pienamente in qualità di cittadine, cittadini e contribuenti di questo Stato, ma negato a causa dell’assenza dei necessari provvedimenti legislativi in questa materia.

Per tutte queste ragioni, facciamo appello alla vostra sensibilità e, quali rappresentanti di tutto il popolo italiano e dell’unità della nazione, vi chiediamo di superare quelli che per noi sono incomprensibili veti e pregiudizi e di dare un chiaro segnale di interesse avviando al presto nei rami del Parlamento una discussione che porti finalmente al riconoscimento della pari dignità e pari diritti per le persone e le coppie lgbti.

Arcigay, Arcilesbica, Agedo, Associazione Radicale Certi Diritti, Associazione Crisalide PanGeneder, Associazione Lista Lesbica italiana, Associazione Trans Genere, Circolo Mario Mieli di Roma, Coordinamento Torino Pride, Famiglie Arcobaleno, Gay Roma.it,I Ken Onlus Napoli, Ireos Onlus Firenze, Liberamente NOI Roma, Mit, Nuova Proposta Roma, Open Mind Catania, Queer. Sel – Sinistra e Libertà Ecologia per la cultura differenze, 3 D – Democratici per pari Diritti e Pari Dignità di lesbiche, gay, bisessuali, trans*, Roma Rainbow Choir, Arcigay Napoli, Arcilesbica Napoli, Arcigay Roma, Alessandra Brussato Mestre-Venezia, Associazione Renzo e Lucio di Lecco, Cristiana Alicata, Guido Allegrezza, Sciltian Gastaldi.

Il Portogallo approva le nozze per tutti

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La notizia è di ieri, e vi consiglio di leggerla in inglese per come la riporta il Globe and Mail. Notate l’uso della locuzione “same-sex marriage” al posto della scorretta “gay marriage”. Naturalmente in Italia siamo messi ancora peggio e il Corriere della Sera stravolge la realtà sostenendo che il Portogallo ieri ha approvato “la legge sulle unioni gay”, tipo Pacs insomma, che però c’era già, come fa notare Elfobruno. I miei amici gay si meravigliano che anche il Portogallo ci ha superato in quanto a eguaglianza davanti alla legge. Aspettate la sorpresa quando anche i primi Paesi islamici moderati ci supereranno su questo campo. Faccio infine notare che la proposta della Destra portoghese era invece quella di una legge per le unioni civili, carica di diritti. Cioè, in sostanza, la Destra portoghese, al pari di quella spagnola, ha una posizione più avanzata di quella del PD. Ecco cosa vuol dire avere le proprie radici nel comunismo italiano e non nel socialismo o nella socialdemocrazia. La posizione della Destra italiana, invece, è ferma alla garrota. Ecco cosa vuol dire avere le proprie radici nel fascismo italiano e non nel liberalismo democratico.