Epic fail di Marco Travaglio

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“Tifo quasi sempre Germania, raramente ho tifato Italia. Le uniche volte che l’ho fatto è stato quando c’erano squadre che mi piacevano, tipo l’Italia di Bearzot, quella di Zoff e quella di Trapattoni. Tifo contro l’Italia soprattutto a questi Europei in cui se dovessimo vincere ci dimenticheremmo subito dello scandalo di Calciopoli come nel 2006 ai Mondiali. Insomma, spero che l’Italia venga eliminata subito, immediatamente.”

(Marco Travaglio, 15 giugno 2012, Un giorno da pecora)

La cosa più bella non è che si è vinto contro la Germania. E’ che si è vinto giocando un bellissimo calcio. Alla faccia dei tifosi-contro in stile Marco Travaglio, di quelli che facevano paralleli del tipo “Chi segue questi Europei è uguale a chi squarta i cani in Ucraina”, a chi schiuma disdoro perché, di base, odia tutto ciò che sa di popolo e di popolare, magari con l’aggravante di considerarsi di Sinistra e di non avere mai letto (o mai capito) Antonio Gramsci.

Contro Filippo Facci (e chi lo usa, specie nel PD)

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Il post di critica contro il “francescocostismo” ha avuto un grande successo. Per “francescocostismo” indico lo sparare fuoco amico contro opinion leader e opinion maker della propria stessa area politica, usando in modo scamiciato le stesse armi retoriche e quella stessa metodologia che si dice di non sopportare in bocca ai vari Marco Travaglio, Beppe Grillo, Antonio Di Pietro e De Magistris. Il “francescocostismo” non è caratteristica del solo Francesco Costa. Leggendo in questi mesi il profilo Facebook del collega di Internazionale Guido Vitiello, che si definisce radicale, ho trovato spessissimo insulti “mentecatto” verso De Magistris o Di Pietro e Grillo, oltre a un vero e proprio odio contro Travaglio. Il tutto scritto durante le elezioni regionali nelle quali questi opinion leader o opinion maker sostenevano la stessa candidata alla presidenza della Regione Lazio di Guido Vitiello, ossia Emma Bonino. Fatta salva la libertà di critica di ciascuno di noi verso chiunque (e quindi anche la nostra contro FC e GV) io mi domando se visti i tempi che viviamo sia il caso di fare le pulci alla parte avversaria oppure alla nostra parte. E intanto la Lega governa tutto.

Fra i moltissimi commenti ricevuti al mio post, ne è arrivato uno che ha messo lucidamente in luce un altro aspetto insostenibile e politicamente significativo del “francescocostismo”, riassumibile nello slogan “inseguo la verità di Facci“. Il commento lo ha scritto Maria José, anellide di nuovo corso. L’ho trovato talmente condivisibile, che l’ho trasformato in post, naturalmente col suo permesso.

Il motivo per cui questo blog si sofferma su questo tema è che valuta come controproducente per la nostra parte politica il metodo usato da Francesco Costa – persona che rispettiamo a livello individuale come chiunque altro, ma che contrastiamo sul piano politico in modo chiaro, limpido e reciso. L’errore politico reiterato di Costa, secondo noi, danneggia non solo il PD, ma soprattutto chi milita nella stessa corrente Marino del PD. Se questo partito andrà verso un azzeramento delle sue classi dirigenti, sarà bene che questo azzeramento non sia meramente anagrafico, ma anche soppesi con cautela i contenuti che vengono portati avanti dai nuovi riformatori. Perché se i contenuti fossero quelli di Facci e Costa, non sarebbe un azzeramento per ripartire, ma un azzeramento per sprofondare e per vendersi alla propaganda avversaria. Ci tengo anche a sottolineare che questa serie di post nasce perché leggendo la campagna politica di Costa contro Grillo, Travaglio, Di Pietro, me ne sono dispiaciuto e l’ho trovata offensiva e non giusta. Questo al di là del fatto che sono, notoriamente, in rapporti di amicizia con Marco Travaglio, giornalista che stimo pienamente, pur riconoscendone alcuni limiti, come per esempio quello di attenersi un po’ troppo alle sentenze e fare poco giornalismo investigativo. Vero anche che nell’Italia di oggi, ripetere i fatti delle sentenze in tv è operazione quasi da eroi.

di Maria José

Io non avrei niente in contrario contro [Francesco] Costa, anche quando utilizza molto tempo a fare le pulci a Travaglio. Soprattutto perchè il tizio (che mi sorprende scoprire solo 25enne) non mi sembra brillare né per originalità di scrittura né per talento. Anche se dato che ha già un modo di pensare “governativo” alla Riformista, o Europa , per dire, è possibile che abbia una buona carriera davanti a sé. Il punto è che non solo gli fa le pulci, ma spesso lo fa ricorrendo a tipi come [Filippo] Facci. Ora, quando io gli ho chiesto sul suo blog perchè desse tanto credito a Facci, soprattutto il Facci che viviseziona Travaglio, Costa mi ha rimandato a una sua FAQ il cui titolo era “perchè è importante fare il debunking di Travaglio” Risposta, perché è importate cercare la VERITA’. Ottimo. Ottimo e abbondante. E per cercare la verità ti accodi a Facci?

Ora, io non discuto che Facci possa interessare (in fondo, per gente di bocca buona può anche fornire brividi a buon mercato), ma citarlo, linkarlo perchè si ”cerca la verità” mi sembra davvero o stupido, o ”ingenuo”, oppure in mala fede. Per dire, questo scambio tra me e lui è avvenuto dopo che lui aveva linkato un post di Facci in cui Facci accusava Di Pietro delle peggiori nefandezze. Fonte, una sentenza da cui venivano soprattutto riportate le parole di Gorrini. Che nel processo su Di Pietro era stato già bollato dai magistrati come menzognero. E Facci, come niente fosse, citava questa fonte ”al di sopra di ogni sospetto” come accusa contro Di Pietro. E Costa linka. Perchè è in ”missione per conto della verità” Ora, ok, Facci fa Facci, deve soddisfare i suoi fan ma Costa, esattamente, CHE CASPITA voleva fare? Quindi io gli chiederei semmai conto di questa incongruenza. Anzi, gliel’ho già chiesto, ricevendone una risposta molto generica. E per confermare la bontà della sua scelta di linkare Facci per cercare la ”verità” scrive che Facci non è mai stato condannato per querela o diffamazione. Ora, avete mai provato a cercare le condanne o le infinite transazioni dei capi di giornale di Facci?

E veniamo a Grillo e Travaglio, Di Pietro, etc. Tempo fa Costa scrisse un luuuuuuungo post in cui spiegava perchè non avrebbe partecipato alla manifestazione del popolo viola. Tante parole, ma il succo era ”perchè non sopporto grillini, di pietristi, Dio, che popolaccio”. Perchè QUELLO era il motivo.

Ora, io non voterei mai Grillo, a meno che non ci sia un buon candidato, ma stimo Travaglio e, abbastanza, Di Pietro. E mi chiedo perchè i ”riformisti” o certi progressisti, ritengano che si può e in alcuni casi si deve arrivare a capire le ragioni di leghisti e anche dei forzaitalioti e non si può fare lo sforzo di capire questa gente che bene o male ha interessi in comune con gli elettori di sinistra.

Queste sono le ragioni più ”politiche” della mia critica verso i tipi alla Costa. Ma in verità, per me Costa sarebbe off-limits anche solo per l’uso che fa della parola ”giustizialismo” , pefettamente uguale a quello dei più sfegatatati e sedicenti ”garantisti” del CDX. Quelli più ipocriti e in mala fede, intendo.

Tra i motivi per cui la Sinistra non vince mai: il francescocostismo

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Francesco Costa è un pischello di 25 anni iscritto al PD che ha la passione delle elezioni. Ha un blog nel quale la maggioranza degli interventi sono pre-politici, contro… Berlusconi? No. Bossi? No. Fini? No. Socci, allora? Nemmeno. Il nemico numero uno di Costa sono Marco Travaglio e Beppe Grillo, in prima istanza, poi Di Pietro e De Magistris. In buona sostanza Francesco Costa deve essersi detto: siccome prendersela con gli avversari del Centrosinistra non sposta poi tanti voti, fammi sparare tanto fuoco amico contro quegli uomini alleati al PD che sono stimati da tanti miei compagni di partito e di coalizione. Fammi insultare Beppe Grillo e allo stesso tempo riprenderlo perché è volgare. Fammi fare la morale a Travaglio usando toni moralistici da Travaglio scalcinato e in minore. Fammi essere manicheo e giustizialista con Di Pietro, accusandolo di manicheismo e giustizialismo.

Tutto ciò naturalmente non fa che rafforzare il giudizio positivo di chi già pensa bene di Travaglio, di Grillo, di Di Pietro e di De Magistris, perché la programmaticità (e quasi sempre la gratuità) di questi attacchi è evidente agli occhi di un bambino. E fa anche allontanare dal PD chi invece ha tendenzialmente, di suo, un’immagine positiva di questi “nemici di Costa”. Nel frattempo, a Destra, se sapessero delle attività di Costa, si fregherebbero le mani e riderebbero, perché il gioco qui non è a somma zero, ma sempre a somma negativa: Francesco Costa non fa che alimentare incessantemente le sterili lotte intestine alla coalizione di centrosinistra. Coalizione che, in realtà, lui non vorrebbe nemmeno: è infatti un seguace di Veltroni, quello competente del PD, il grande stratega dell’andiamo da soli (ma anche con l’IDV) e vinciamo da soli (ma anche prendiamo un bagno di misura epocale e poi i miei mi costringono alle dimissioni).

Ora, noi ce la prendiamo sempre con i vertici del PD, e spesso a ragione. Ma c’è da dire che anche con militanti malati di francescocostismo, tutti intenti a sparare contro gli alleati e gli opinion leader della nostra parte, la sconfitta della Sinistra (e del PD)  è scritta nella roccia per gli anni a venire.

AdF chiama, Travaglio risponde

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Su Il Fatto Quotidiano di oggi, Marco Travaglio dà soddisfazione alla mia segnalazione e-mail sull’articolo di Renato Farina. Alle volte, scrivere una e-mail, serve. E anche tenere un blog.

Ecco l’articolo di Marco:

Chiedendo scusa alle signore, cito testualmente dall’editoriale di prima pagina sul Giornale lunedì a firma Renato Farina (me l’ha segnalato un lettore, mi era sfuggito, non ci si può fare del male tutti i giorni): “Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?”. Se le parole hanno un senso, il Farina sta fornendo, sul quotidiano di famiglia del presidente del Consiglio, preziose indicazioni per orientare il mirino di killer, serial killer, canari, neonazi da spedizione punitiva, teste rasate con le mani che prudono, personcine così. Una specie di listino di borsa dei bersagli da escludere e da privilegiare. A lume del suo proverbiale buon senso, egli ritiene che, dovendo proprio ammazzare qualcuno (quando ci vuole ci vuole), è meglio sincerarsi che la vittima sia gay, in quanto notoriamente incapace di procreare. L’ideale sarebbe sceglierlo single, il gay, onde evitare che a piangere sulla sua bara ci sia anche un compagno, cioè un pubblico concubino contro natura, che guasterebbe il panorama e imbarazzerebbe gli eventuali Farina presenti alle esequie. E’ viceversa vivamente sconsigliabile assassinare padri di famiglia, per definizione eterosessuali e dunque di rango doppiamente superiore ai gay single: anzitutto perché, lo dice il ragionamento stesso, accanto a ogni padre di famiglia ci dev’essere (o ci dev’essere stata) per forza una madre di famiglia e soprattutto ci devono essere dei figli. Purtroppo i consigli ai cecchini si fermano qui, forse per motivi di spazio. Ma la speciale classifica dei soggetti socialmente più mutili, la cui eliminazione merita in tribunale la speciale “attenuante Farina”, si presta a ulteriori sviluppi che prima o poi andranno esplicitati. Se uno, per esempio, volesse incaponirsi a trucidare un eterosessuale col minimo danno sociale, sempre a lume di buon senso, dovrebbe concentrarsi sulla categoria degli impotenti scapoli che, non contenti di aver rinunciato a farsi una famiglia, hanno pure l’ardire di non procreare, e dunque, quanto a utilità sociale, sono molto prossimi ai gay, pur senza portare su di sé il marchio d’infamia della
culattoneria: cioè, diciamolo, sono socialmente utili più o meno quanto un pelo superfluo. Anche fra i padri e le madri di famiglia, poi, bisognerebbe operare qualche opportuna distinzione: una donna in menopausa vale molto meno di una potenziale partoriente, e così un uomo operato alla prostata non può certo rivaleggiare con un maschio italico nel fiore degli anni (senz’allusioni ad alte o basse cariche dello Stato, notoriamente fuori concorso). Molto al ribasso immaginiamo si collochino, nel fìxing farinesco, i portatori di qualsivoglia handicap dalla cintola in giù che li escluda dal novero e lei padri di famiglia effettivi o potenziali. Volendo poi sottilizzare ci sarebbero anche, a fondo classifica, i giornalisti che prendono soldi dai servizi segreti perché si credono in missione antiterrorismo per conto di Dio. come i Blues Brothers; si fanno chiamare Betulla; spiano colleghi e magistrati; pubblicano dossier farlocchi ispirati da Pio Pompa; infamano morti ammazzati come Enzo Baldoni; vengono espulsi dell’Ordine: si fanno eleggere deputati; continuano a scrivere bestialità sul Giornale del premier. Non osiamo quantificare il danno sociale di una loro eventuale scomparsa dalla scena pubblica. Ma solo per il timore di svegliarci da un bei sogno.

[Marco Travaglio, Il fatto quotidiano, 15 ottobre 2009]