Perché sono contrario al nucleare

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Sono contrario al nucleare e quindi andrò a votare SI al referendum del 12 e 13 giugno.

I motivi? Anzitutto il problema dello stoccaggio delle scorie, che sembra semplicemente insolubile perfino nei paesi ben governati, figuriamoci nell’Italia delle camorre e delle mafie locali. Poi la condizione cronicamente sismica e potenzialmente soggetta a maremoti di quasi tutto il territorio italiano, che sembra suggerire l’idea, per dirla con Celentano, “di non accendere qualcosa che non si sa come spegnere”. In terzo luogo, il fatto che se anche l’uranio è uno degli elementi più presenti sulla Terra (stime del Nuclear Meeting lo valutano in 40 volte la presenza dell’argento), leggo dalla stessa fonte che l’uranio utile per le centrali è quello cosiddetto 235, che costituisce lo 0,72% di tutto l’uranio presente nei giacimenti a oggi noti, o per meglio dire dai giacimenti dai quali è possibile estrarre uranio 235 al costo di 130$ al chilo, che è il prezzo di mercato attualmente valutato come conveniente, cosa che per ora mette fuori ipotesi l’estrazione di uranio dal mare, un processo che è studiato proprio nel Giappone di Fukushima. Questo significa, secondo le stime più pessimistiche, che stanti i giacimenti noti oggi c’è uranio per centrali nucleari solo per altri 50-60 anni, a meno di una sensibile mutazione nel numero delle centrali nucleari che saranno attive da qui ad allora, mutazione possibile ormai sia verso l’alto che verso il basso, vista la nuova politica della Germania.

Quindi: sono contrario al nucleare. Eppure, il nuovo quesito mi pare proprio un casino, ve ne parlerò presto.