DDL Scuola: complimenti a PD e M5S

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scuola2Ogni tanto anche l’opposizione del M5S idea degli emendamenti intelligenti e contribuisce a migliorare un progetto di legge. E’ il caso dell’emendamento M5S approvato coi voti del PD sull’articolo 9 del DDL di Riforma della Scuola. Come riporta Repubblica:

Un emendamento del Pd approvato per favorire la trasparenza introduce l’obbligo di mettere on line sul sito della scuola il curriculum dei professori. Accolto anche l’emendamento del M5s, che stabilisce che non ci può essere parentela tra preside e professore della scuola. Il preside utilizzerà ancora i docenti dell’organico dell’autonomia per la copertura delle supplenze fino a 10 giorni. Inoltre egli può individuare nell’ambito dell’organico dell’autonomia fino al 10% di docenti (anziché fino a 3 docenti, come previsto dal ddl), che lo coadiuvano. Infine il preside può ridurre il numero di alunni e di studenti per classe rispetto a quanto previsto dalla riforma Gelmini, “allo scopo di migliorare la qualità didattica”.

Benché sia triste dover specificare che il preside non può assumere parenti, né consanguinei né acquisiti, in Italia è assolutamente necessario. Siamo da sempre il paese del “tengo famiglia” dove tutto è nepotismo e favoritismo personale.

La base di questa riforma è buona, e sono contento che il governo abbia deciso di potenziare, di pari passo coi presidi, le figure degli ispettori ministeriali. Resto però dell’idea che la soluzione ideale è la creazione di un ente tipo l’OFSTED britannico che abbia il ruolo di svolgere delle verifiche e dei controlli sull’operato dei presidi con cadenza annua o biennale. Tanto per ricordare ai presidi che dal loro nuovo potere discenderanno anche nuove responsabilità, e che esiste chi controlla il controllore.

Governo Renzi: mi pare un buon inizio (poteva andare molto peggio)

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Temevo francamente che avrebbe dovuto concedere di più agli alleati di Destra. E’ andata piuttosto bene, alla fine, con tante donne giovani e uno sbilanciamento fra Toscana ed Emilia Romagna. Ecco i nomi dei ministri del primo governo Renzi:

Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: Graziano Delrio (PD)

ministro degli Esteri: Federica Mogherini  (PD)
ministro dell’Interno: Angelino Alfano (NCD)
ministro della Giustizia: Andrea Orlando (PD)
ministro della Difesa: Roberta Pinotti (PD)
ministro dell’Economia e delle Finanze: Pier Carlo Padoan
ministro dello Sviluppo economico: Federica Guidi
ministro dell’Agricoltura: Maurizio Martina (PD)
ministro dell’Ambiente: Gianluca Galletti(UDC)
ministro delle Infrastrutture e trasporti: Maurizio Lupi (NCD)
ministro del Lavoro e Politiche Sociali: Giuliano Poletti
ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca: Stefania Giannini (SC)
ministro dei Beni culturali: Dario Franceschini (PD)
ministro della Salute: Beatrice Lorenzin (NCD)

Senza portafoglio:

ministro delle Riforme e dei Rapporti col Parlamento: Maria Elena Boschi (PD)
ministro della Semplificazione e Pubblica Amministrazione: Marianna Madia (PD)
ministro per gli Affari Regionali: Maria Carmela Lanzetta (PD)