Il più bel tramonto della nostra vita

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Ieri si sono celebrate le dimissioni del nostro tiranno coi tacchi e il bitume in testa. Da oggi inizia una nuova èra, anche se occorre ricordare che Monti, o chi sarà incaricato, dovrà fare un governo in grado di trovare una maggioranza parlamentare. E quella maggioranza è in mano, in questo Parlamento, al duo PDL-Lega, almeno al Senato.

Certo, Berlusconi ha mantenuto la sua prima promessa da politico (anzi, come ha fatto notare Lisa: col cavolo, era la promessa di Napolitano) e si è dimesso. Ma non si può escludere che l’altra sua promessa, quella di sostenere il governo Monti sia una promessa da Berlusconi, ossia qualcosa che ha le gambe più corte di quelle da marinaio.

Staremo a vedere. Per ora, ci godiamo il più bel tramonto della nostra vita.

E liberaci dal male.

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Quando, nel 2004, iniziai a tenere questo blog, il motto era “In attesa di una (nuova) invasione straniera”. La frase si riferiva al fatto che gli italiani hanno sempre il governo che si meritano, e quasi sempre il governo che si scelgono è il peggiore dei governi possibili secondo tutti gli osservatori obiettivi e imparziali. Gli italiani sono fatti così, in maggior parte: eleggono la gente per partigianeria, per gusto di vedere l’altra fazione perdere, più che per vincere loro e per far realizzare un programma o delle riforme dalla propria parte politica. Buffo anche che il travaso di voti dalla destra alla sinistra sia minimale, con un’alleanza Lega-PDL-Destra che ancora oggi può contare solidamente sul 35% dei voti, appena una decina di punti in meno di quelli che aveva quando il bipolarismo italiano ebbe inizio nel 1994.

Se le tragedie economiche ed etiche compiute dai governi Berlusconi fossero state compiute da governi di centrosinistra, l’astensione e il cambio di voto dell’elettorato di centrosinistra sarebbe stato massiccio, avrebbe coinvolto almeno un elettore su due o forse più. E la prova si è avuta al termine dell’ultimo governo Prodi, quando l’elettorato di Sinistra decise di punire quelle formazioni comuniste che ne avevano determinato la fine, così come i socialisti in buona fede che furono abbagliati da Bettino Craxi fecero azzerare i voti del nuovo PSI dopo Tangentopoli.

Oggi, tra poche ore, sembra proprio che Berlusconi manterrà la prima promessa della sua vita politica, dimettendosi per non aver più la maggioranza parlamentare che aveva all’indomani delle ultime elezioni. Ci crederò nel momento in cui si sarà dimesso, anche se tutto sembra far credere che non ci siano più margini per colpi di testa eversivi, ma la cosa, lo ripeto, sarà creduta quando verrà dimostrata, con le dimissioni consegnante nella mani del Presidente della Repubblica, e l’inizio di un mandato esplorativo a Mario Monti.

Ha scritto correttamente Marco Travaglio che se questa è la fine politica di Silvio Berlusconi, non è stata determinata dagli italiani, ma dai mercati e dal potere di persuasione delle istituzioni europee e dalle altre cancellerie continentali. Sono d’accordo, purtroppo. Si è realizzato, in buona sostanza, il motto di Anelli di fumo: “In attesa di una (nuova) invasione straniera”, anche se non è avvenuta tramite Marines, ma tramite speculazioni di borsa e titoli della stampa mondiale del tipo “In nome di Dio e dell’Italia, vattene!”

Cosa verrà ora? Ci sarà, probabilmente, un governo tecnico, sempre che abbia i numeri parlamentari (cosa da dimostrare, nel Parlamento di debosciati senza ritegno che abbiamo, ma la pensione da raggiungere dovrebbe essere un valido motivo per i vari peones per sostenere un qualunque governo, fosse anche il migliore possibile, come potrebbe essere il prossimo). Il punto è che il governo Monti, se funzionerà, farà davvero diverse riforme e non è affatto detto che il peso politico di quelle riforme sia sorretto fino alla fine dalla maggioranza di partiti responsabili più peones disastrati dal dopo Berlusconi che, probabilmente, sarà necessaria. Quindi, l’inferno non è affatto finito, e la stessa resuscitazione politica di Berlusconi è ancora possibile.

Sapete qual è la cosa più amara di tutto ciò? Che se Berlusconi si ripresentasse alle prossime elezioni, se la giocherebbe bene ancora una volta. Raccoglierebbe almeno un 40% dei voti, forse perfino di più. E per batterlo, ci vorrà una grosse-koalition di tutte le persone normali, come un CLN, che poi avrà da dimostrare la sua capacità di governo successivo. Ancora una volta, sono contento di guadagnare in dollari canadesi.

Ma magari oggi sono solo pessimista, e le cose andranno meglio, e il nuovo motto del mio blog “Aspettando la latitanza di Silvio Berlusconi” si realizzerà.