Che Bondi e Tremonti si taglino altro, ma il CSC deve vivere

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No, qui non è questione di Destra o di Sinistra. Il Centro sperimentale per la cinematografia, che custodisce la Cineteca nazionale, è un ente pubblico importante come la Biblioteca nazionale centrale di Roma. Non è che arriva un ministro del Tesoro che s’accorge della crisi dopo 2 anni che fa il ministro, oppure un ministro della Cultura inetto, e lo possono chiudere. Tagliassero tutte le province e accorpassero un po’ di Regioni, oltre a tagliare il numero dei parlamentari, e al limite, anche il numero delle Camere. Ma il CSC-CN no, luridi coglioni.

(Ri)forme di governo

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Molto interessante e chiaro – come al solito – l’editoriale di Sartori sul Corsera. Il costituzionalista spinge sul semipresidenzialismo alla francese, che in realtà è una forma di presidenzialismo anche più forte del presidenzialismo americano, dal momento che i poteri del Presidente della Repubblica francese sono assai più vasti di quelli dell’inquilino della Casa Bianca, soprattutto quando non si trova in coabitazione con un primo ministro di colore opposto. Ma anche nella coabitazione, il capo dell’Eliseo ha maggiori poteri rispetto all’anatra zoppa statunitense, dal momento che può sempre licenziare il premier, il suo governo e sciogliere il Parlamento, cosa che naturalmente Obama non può fare davanti a un Congresso a maggioranza repubblicana. Fuori dai denti, il presidenzialismo americano impone il dialogo e il compromesso, se vanno male al presidente le elezioni di mid-term, laddove la Costituzione francese consente al capo dell’Eliseo di andare allo scontro frontale sciogliendo organi che non possono dimetterlo.

Sartori dice che non obietta davanti a un cancellierato alla tedesca, e qui mi trova favorevole assai. Direi che però il messaggio essenziale dell’ottimo fiorentino è quello di non pasticciare sui modelli di governo esteri: cercare di rendere all’italiana un sistema che è stato inventato fuori dall’italia è, in genere, un’ottima ricetta per scardinare l’efficacia di quel sistema. E non c’è niente di male nel copiare una forma di governo altrui, basterebbe non avere il complesso di inferiorità che se copi ti senti inetto. Non è un esame di Stato, cari politici, è una riforma della forma di governo. Ossia materia delicata e complicata. Vedete di non pasticciare, dell’ombrello all’italiana non abbiamo proprio bisogno, per citare Sartori, e di nuovi Cavour non se ne vedono all’orizzonte.