Giovanardi, il fascista postmoderno

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Sono contento, perché Francesco Merlo ha scritto un articolo violentissimo contro Giovanardi e mi ha, in qualche modo, sollevato dall’incombenza di doverlo scrivere io. Di quell’articolo, io avrei solo cambiato il titolo, nel modo che ho usato qui per questo mio breve post. Perché il cuore di quell’articolo di Merlo ci dice che Giovanardi non è solo un “cattolico feroce”, ma è proprio un fascista postmoderno, un aguzzino politico che non gira con il manganello solo perché ha paura di trovare uno più grosso e violento di lui che gli spacchi la faccia, un po’ come hanno fatto i carabinieri che Giovanardi difende nei confronti di Stefano Cucchi. Giovanardi è un omino che sparla contro l’uso delle droghe leggere, forte di un suo proibizionismo ad vitium, poiché poi lo stesso Giovanardi è un esplicito esaltatore dell’uso e dell’abuso della grappa, dei super-alcolici, del vino e del bere in compagnia.

Giovanardi è la vergogna di quest’Italia di oggi. Uno sciacallo che si ciba di cadaveri di ragazzini morti ammazzati, diffamandone la memoria (la famiglia Cucchi ha sempre riconosciuto che Stefano fosse stato tossicodipendente, ma non sieropositivo) e violentando la decenza e il senso di pietas, di humanitas e di rispetto che un intero Paese ha provato dinanzi alle foto di quel corpo al quale la vita è stata strappata a suon di calci sulla spina dorsale.