Cosa succede ad abbandonare i simboli ideologici nelle liste elettorali

Standard

Trovo estremamente gustoso che il simbolo della Lista civica per Renata Polverini non sia presentabile perché troppo simile al simbolo della Lista civica per Fabio Polverini, e che Fabio si sia alzato prima al mattino e abbia depositato prima, e che chi va (secondo) a Roma perde la poltrona.

Questo genere di cose non sarebbero successe se le liste non nascessero come i funghi, non si ricorresse al cognome del candidato presidente (o vogliamo fare una legge che stabilisce che alcuni cognomi sono più pesanti di altri?) ma anzi se si avesse alle spalle una lista (o più d’una) con un chiaro simbolo ideologico, depositato, ufficiale e riconosciuto, che impedirebbe ad altri di presentarne uno troppo analogo.

Per lo meno, quando Craxi fece fuori dal simbolo del PSI la Falce e Martello, il Sol nascente e il Libro del Capitale, poi ci mise su un Garofano rosso al posto, mica il suo cognome.

Sondaggio sul Lazio

Standard

Fatta la necessaria tara da mercati generali ai sondaggi di Crespi, c’è da dire che se per caso il sondaggio rispecchia la realtà, nel PD faranno di tutto per non appoggiare la Bonino, ora che si sa che potrebbe vincere le elezioni. Oltretutto, la Binetti ha lanciato il suo mensile ultimatum: “Se il PD appoggia la Bonino, lascio il PD” cosa che porterà di certo il grande stratega D’alema a dar retta, chessò, allo statista Castagnetti, che dalle colonne dell’Avvenire propone di candidare, in pieno vintage anni Ottanta, Silvia Costa. Sono certo che Silvia Costa potrebbe prendere anche un 35% dei voti, lasciando così indubitabile la vittoria della Polverini e facendo emergere la Bonino con un buon 15-20%. E sono anche certo che Silvia Costa farebbe i manifesti con la sua capigliatura cotonata e la giacca a quadrettini con le spalline, oh yeah. La colonna sonora potrebbe essere, in una botta di novità, WRONG, dei Depeche Mode.

Intanto, godetevi queste dichiarazioni di Emma, prese da Repubblica:

Per finire, Emma Bonino si concede un paio di stoccate. Sull’appoggio di Storace a Renata Polverini dice: “E’ lui che ha fatto ereditare una voragine finanziaria spaventosa alla Regione Lazio, 10 miliardi di debiti. Eredità che non sarà facile risolvere. C’è un pregresso da smaltire e un negoziato con il governo centrale da intavolare”. E sul riconoscimento delle coppie di fatto, spiega: “Io credo che ognuno organizzi i propri affetti come può. Non dare una certezza giuridica alle coppie che vivono insieme  –  eterosessuali o omosessuali – significa non riconoscere i diritti della persona e soprattutto un’evoluzione della società”. “Peraltro”, conclude, “moltissimi dell’Udc di famiglie ne hanno tre. Non ho nulla in contrario, ma l’ipocrisia deve avere qualche limite”.

Emma for Lazio

Standard

La cosa più bella della candidatura di Emma Bonino è che costringe il PD a decidere se è un partito ancora fondamentalmente comunista, e quindi ha senso votare una sindacalista di destra, contraria ai diritti civili, oppure se è un partito socialista o socialdemocratico o democratico, e dunque ha senso votare una liberal-democratica libertaria che ha sempre avuto a cuore i diritti civili. Devo dire che adoro la Bonino per aver intanto messo in mutande l’ipocrisia piddina. In ogni caso, con il confronto Bonino – Polverini, come avevo già detto, viene meno la divisione classica Sinistra-Destra. Non mi stupirei se CGIL-CISL-UIL dessero indicazione per Polverini e Feltri e Belpietro per Bonino.

Va da sè che io voto Bonino.