Emigro o no? Quando è meglio restare

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Poche ore fa ho ricevuto un commento a questo mio post da parte di Fabiana, persona che non conosco, e che descrive così la sua situazione: lei e il marito hanno in Italia due contratti a tempo indeterminato, ma il marito è stato contattato da una ditta di Toronto che lo vorrebbe assumere per premiare un software open source da lui inventato, che hanno scoperto in rete. Fabiana premette di non parlare una parola d’inglese e sa che all’inizio sarebbe disoccupata. Mi chiede: partire o no?

Ecco la mia risposta.

Ciao Fabiana, sia mia moglie che io vi consigiamo di rimanere in Italia con i vostri due lavori a tempo indeterminato. Vari i motivi, vediamoli brevemente insieme:

1) i contratti a tempo indeterminato sono una rarità tanto in Canada quanto in Italia. Se non ci sono segnali concreti di bancarotta o chiusura per altri motivi delle ditte per cui lavorate, voi non avete bisogno di andare a rischiare il certo per l’incerto in un’altra cultura, lontana da casa, della quale tu non parli nemmeno la lingua.

2) La scelta che avete davanti, lo capisci da te, è probabilmente la più importante della vostra vita. Significa: vuoi rimanere a vivere nel tuo paese, circondato da amici e parenti, avendo la possibilità di capire tutto ciò che ti viene detto in italiano sempre, anche quando non è detto a te (prendi un autobus e ascolta: se la gente parla nella tua lingua dovresti essere in grado, anche di spalle e senza vedere chi parla, di capire età, estrazione sociale, sesso, provenienza regionale degli sconosciuti che parlano; immagina che parlino in inglese, ora: anche dopo 10 anni di studio della lingua, ti dice bene se riesci a capire una parte di ciò che hanno detto, e basta), oppure vuoi diventare un emigrante per il resto della tua vita? Perfino in Canada, una delle terre più accoglienti, gli emigranti di prima generazione vivono nei margini. Magari ci stanno benissimo, ma certo non quanto stavi bene nel tuo paese con un buon lavoro.

3) La vita dell’emigrante non è semplice. Si emigra soprattutto per necessità, per esigenze personali o d’amore, per uscire da una frustrazione, per ricominciare da zero. E però paghi un prezzo non piccolo: ti senti sempre diviso in due, fra il dove sei in quel momento e il dove vorresti essere invece. Se hai genitori in Italia, saranno anziani, e li potrai vedere solo 1 o 2 volte l’anno. Ti perderai ogni loro importante compleanno. E perderai anche i compleanni o anniversari o matrimoni o funerali di persone a cui tieni molto, eventi ai quali saresti andata se fossi vissuta in Italia. Se avete animali domestici, dovrete darli via, perché le pratiche per il loro spostamento sono complesse e costose, e si dovrebbero ripetere a ogni viaggio.

4) Il tempo atmosferico e il cibo. Per quanto Toronto non sia affatto la peggiore città del mondo dove vivere quanto a tempo atmosferico e cibo, non c’è nessun paragone possibile con le città del Centro e Sud Italia. Un solo esempio: ti piace il vino rosso? In Italia puoi trovare delle buone bottiglie a 3 euro, 3,5 euro. A Toronto il minimo sono 8-9 dollari, e si tratta di vini non eccezionali.

5) Non sarà certo il vostro caso, ma hai pensato a cosa potrebbe succedere se vi licenziaste, emigraste in Canada e poi divorziaste per qualunque motivo? Ti troveresti in un Paese straniero, disoccupata o con un lavoretto precario, e avendo lasciato il tuo contratto a tempo indeterminato in Italia. Saresti probabilmente costretta a tornare in Italia, ma da disoccupata.

L’emigrazione in Canada, cara Fabiana, è per chi in Italia non ha alternative. Non ha un lavoro, o ha un lavoro che sta per finire per l’ennesima volta. Per chi è rimasto solo, e può raggiungere una nuova vita, magari un nuovo amore, o un nuovo figlio adottivo, in Canada. Non è per chi ha contratti di lavoro a tempo indeterminato e non ha mai pensato di fare un passo così grande. Datemi retta: rimanete dove siete, non ve ne pentirete se i vostri lavori non si interromperanno.

2012 in review

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I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog. La cosa più interessante è che il post di maggiore impatto nel 2012 è stato scritto nel 2009 ed è “Come si vive a Toronto”. Considerato che ricevo spesso anche delle email personali da lettori che stanno pianificando il loro viaggio (per sempre o per un periodo) in Canada, penso che prossimamente scriverò qualcosa su Ottawa, e sul Canada in generale. Per il resto, sono già molto contento di essere riuscito a tenere vivo e attivo questo blog, in un’epoca in cui i socialcosi hanno sostanzialmente ammutolito la blogosfera con tutte le loro comodissime diavolerie. Ma noi blog star della prima ora, come dire, resistiamo. Ora e sempre…

Ecco un estratto:

19,000 people fit into the new Barclays Center to see Jay-Z perform. This blog was viewed about 60.000 times in 2012. If it were a concert at the Barclays Center, it would take about 3 sold-out performances for that many people to see it.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.