Governo: il problema dei froci

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Il cartello recita: "Potrete pure avermi spogliato dei miei diriti, ma comunque trovo sempre più fica io di voi".

Uso il termine “froci” al posto del più politicamente corretto “gay”  perché quando si parla della situazione dei gay in Italia, è chiaro che per il Parlamento italiano e la sua classe dirigente si tratta solo di froci, busoni, culattoni, ricchioni, bucaioli o cupii  privi di ogni diritto civile, a seconda della regione di provenienza del cosiddetto “onorevole”.

Ecco perché quando questo Parlamento di gente per lo più segregazionista e reazionaria, mai eletta dal popolo, è chiamato ad applicare concetti banali per il resto dell’Occidente (tipo: il diritto al matrimonio per tutti, a prescindere dal colore della pelle o dall’orientamento sessuale degli sposi), fa sempre la cosa più incivile possibile, e se ne vanta pure.

Così, mentre il New York Times di una settimana fa dedicava 22 pagine di inserto Sunday Styles sui primi matrimoni fra coppie dello stesso sesso che si sono officiati in tutto lo Stato, dando consigli di etichetta, pubblicando i tradizionali “vows” (le promesse matrimoniali, una rubrica antica del NYT finalmente aperta alle coppie dello stesso sesso, con tanto di foto in primo piano dei promessi sposi) e facendo considerazioni sull’indotto economico che l’estensione del diritto al matrimonio comporta, in Italia abbiamo registrato non solo l’ennesimo fallimento dell’aggravante contro i crimini omofobici, ma anche le dichiarazioni violente e omofobiche di due fini menti del governo Berlusconi.

Il ministro per le Politiche Agricole, Saverio Romano ha sentenziato: “I gay sono uno scandalo. I matrimoni a New York mi fanno rabbrividire. Ho dovuto cambiare canale quando ne parlavano in tv, non so come spiegarlo alla mia bambina.

Il mio consiglio: non so, ministro Romano, provi a spiegare alla sua bambina perchè lei è indagato per mafia, invece.

Il ministro per le Riforme, Umberto Bossi ha invece detto:  “Meno male, non è passata l’aggravante dell’omofobia. Tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti, non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un pò disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola in senso anche bonario.

Ora, io non so da dove ricavi l’illusione di essere una “persona normale” un signore che quando rilascia dichiarazioni alla stampa nazionale si esprime più con l’uso del dito medio fanculizzante che con delle parole, e che tutte le volte che è incontrato in pubblico dai suoi sodali di partito, gli viene offerto il palmo della mano aperta per testare le sue capacità a non mancarlo con un cazzotto [sic], segno indubbio di virile vitalità, presso ominidi e scimmie.

Tuttavia, siccome il ministro Bossi è convinto di essere “una persona normale” ed è ovvio che non si rende conto della violenza delle sue parole contro i recion, mi domando come reagirebbe se un cupio padano, magari adolescente e dunque irruento quanto il ministro, si “lasciasse scappare qualche parola” e gli augurasse qualcosa di ugualmente violento, tipo che gli prendesse l’altra metà del coccolone che ancora gli manca per fare bingo, perché magari quel busone si sente un po’ disturbato da certe sue manifestazioni. Naturalmente, il tutto in senso anche bonario. Ministro Bossi, chissà se sono riuscito a farmi intendere da lei. Certo, non potendole offrire il palmo della mano aperta, mi resterà il dubbio.

Se a questo aggiungete il modo in cui l’On. Anna Paola Concia ha commentato l’ambigua situazione affittuaria del ministro Tremonti, di cui siamo venuti a sapere di una convivenza con persona dello stesso sesso fino a oggi tenuta nascosta (“legga Alexis, di Marguerite Yourcenar, l’aiuterà e chissà che non riesca a spiegarsi meglio” ha suggerito la Concia; l’Alexis è la storia di un uomo che lascia la moglie scoprendosi gay) e i conseguenti dubbi affiorati dalla rete sull’orientamento sessuale di Tremonti, indubbiamente per il Governo i froci sono solo un problema, e il Governo è il primo problema dei froci. Il titolo è perfetto anche nella sua doppia possibile lettura.

Piazze San Giovanni a confronto

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Dico subito che la parte più bella del comizio ieri di Berlusconi è stata quando si è messo a prendere esplicitamente per il culo i suoi gonzi sostenitori. I quali, naturalmente, non disponendo delle sufficienti sinapsi per comprendere l’ovvia e grossolana presa per i fondelli, hanno applaudito osannanti.

Il Sultano egoarca e la sua coorte dei miracoli hanno sparato: “Oltre un milione”. Ohibò, per una piazza che tiene fisicamente un massimo di 150.000 persone, come dimostrato dall’aritmetica, notoria scienza comunista, è senza dubbio una cifra interessante. Del resto lo dicono anche i funzionari della Questura di Roma, notoriamente comunista:

Calcolare i presenti è problema da 5a elementare, Gasparri si faccia fare i conti da qualcuno“.

Ma il Sultano egoarca e i suoi sodali han ribadito: ‘nu milione, aneme d’a purgatorio! Un milione (m minuscola) possibile da raggiungere solo se ciascuno dei partecipanti avesse tenuto sulle spalle altri nove manifestanti, stile totem. E ringraziassero Bossi, perché grazie al Dio Po lui ha tenuto in disparte “10 milioni di persone”, sennò sì che erano cazzi! Scherzi a parte, secondo me erano poco meno di 100.000 persone. C’è però chi ha usato la griglia di photoshop per contarli tutti, testa a testa, ed è arrivato a 88.740.

Ma in ogni caso, siccome anche noi siamo per l’amore e non per l’odio, diamo per buono il cifrone di 1 milione di partecipanti per il Sultano egoarca. Ma allora sorge la domanda: QUANTI MILIONI DI PERSONE HANNO PARTECIPATO AL CONCERTONE DEI SINDACATI LO SCORSO 1° MAGGIO PER IL POPOLO VIOLA? CINQUE MILIONI? SETTE? DODICI? Ecco qui l’implacabile fotografia, scattata dallo stesso balcone dello stesso palazzo nelle due occasioni:

A sinistra, il concerto del 1° maggio 2009. A destra, il Popolo che odia, più quelli delle ampolee del Dio Po, gli integralisti cattolici, i piduisti, i dellutriani mafiosi esterni, i saluto romani, il 20 marzo 2010

Nel dettaglio, la foto di sinistra ve la offro anche ingrandita, cosicché possiate vedere anche la differenza di assembramento nella parte della piazza dove c’è gente in tutte e due le immagini (si ringraziano: Gilioli e Andrew). Queste foto saranno confermate in modo cristallino la sera del 29 marzo, quando vinceremo il Lazio a mani basse.

Concertone del 1° maggio 2009.