J’accuse contro l’amico Giovanni Dall’Orto

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E’ molto raro che Giovanni Dall’Orto dica scemenze. Lo leggo come una specie di punto di riferimento dai tempi di “Figli diversi” (l’edizione del 1991). E la stima da allora è sempre cresciuta. Gli voglio anche molto bene, perché ha un carattere spigoloso e a me la gente con carattere spigoloso tende a piacere.

Però sulla questione bisessualità, caro il mio vate Giovanni, non ci hai mai capito una mazza. Stai ancora fermo a idee del tipo “il 99% dei bisessuali sono velate” che sono pensieri retrogradi, reazionari e soprattutto falsi, che si basano su percentuali che ti inventi tu, ma che non puoi trovare in nessuna statistica appena un po’ scientifica.

In Occidente i personaggi come te, all’interno del movimento gay, non esistono. Mi spiego: tu sei un punto di riferimento fondamentale della cultura GLT, ma disprezzi la B. E parli, scrivi e sostieni tesi discriminatorie e bisessuofobe contro i bisessuali, solo perché nel giardino delle tue esperienze personali hai avuto l’impressione che i bisessuali (pardon: il 99% di loro) fossero in realtà delle “checche sfrante”. Oppure che debbano essere tutti bigami, perché “hanno delle esigenze che tu non hai”.

Sono ormai 20 anni che discutiamo su questo tema e a te ho dedicato il capitolo “La bisessualità non esiste” del mio libro del 2005. Sono 20 anni che ti ripeto, cercando di spiegartelo in tutti i modi possibili, che se da un lato esistono i bisessuali “finti” (e no, Giovanni, non sono affatto il 99%, nemmeno il 95% o il 90%, o il 60%), dall’altro ci sono centinaia di migliaia di bisessuali effettivi, persone che si sono innamorate di uomini e di donne nella loro vita, o persone che hanno goduto sessualmente con uomini e con donne, o persone che regolarmente sognano di avere rapporti con uomini e con donne. Quelle non sono persone finte, Giovanni, sono persone che compongono quella “B” che tu rifiuti e discrimini di continuo da almeno 20 anni.

E basta anche con la teoria che i bisessuali non producano cultura o politica. In direzione Arcigay hai una bisessuale, la rivista Aut ha una caporedattrice centrale bisessuale dal 1999, io scrivo libri dal 2004 e sono bisessuale, a parte Marco Pannella, probabilmente un bisessuale che si nasconde è Francesco Rutelli e di sicuro un bisessuale alla luce del sole è Pecoraro Scanio, personaggi che non stimo ma che di certo hanno avuto un ruolo nella politica italiana. Bisessuale alla luce del sole è Barbara Alberti. Bisessuale era Shakespeare, bisessuale è David Bowie, bisessuale è Gianna Nannini, bisessuale è Christina Aguilera, bisessuale è Greg Araki, bisessuale è Joan Baez, bisessuale era Simone de Beauvoir, bisessuale era Marlon Brando, bisessuale era Susan Sontag, bisessuale era William Burroughs, bisessuale era Kurt Cobain, bisessuale è Tony Curtis, bisessuale era Marlene Dietrich, bisessuale è Tom Ford, bisessuale è Michael Stipe, bisessuale era Frida Kahlo, bisessuale era Josephine Baker, e potrei continuare a lungo.

Tu fai verso i bisessuali quel che Giovanardi fa verso i gay. Lui pure sostiene che molti gay attraversano solo una “fase” e che l’omosessualità è una “scelta” non un orientamento sessuale. Lui pure ha idee bislacche sui gay, dicendo che sono al 99% dei debosciati, degli sporcaccioni eccetera. Solo che Giovanardi è letto da chi se lo vota, mentre tu hai un altro peso e un’altra responsabilità, perché sei letto e tenuto in considerazione anche da bisessuali adolescenti che si sentono colpiti dalle tue parole.

E’ giunta l’ora che tu ti aggiorni, caro Giovanni Dall’Orto. Fallo per gli adolescenti bisessuali, se non per te stesso.

Per stemperare i toni: andate al minuto 2.06

AGGIORNAMENTO:

Naturalmente (per chi lo conosce bene) Giovanni Dall’Orto ha preso in aceto questa polemica, che come vedete è tutta sul suo vecchio e abusato concetto “la bisessualità non esiste” e non certo un attacco “ad hominem” come lui invece lo ha scambiato. La cosa davvero triste è che Giovanni ha ritenuto di rispondere a questo J’accuse, fatto coi toni dell’amicizia e della citazione di Borotalco, con uno squallido attacco personale riguardo a cose che hanno a che vedere con la mia vita privata e non certo con l’argomento “bisessualità”. Dopo aver mostrato di avere la pazienza di Giobbe nei confronti di Dall’Orto, ho poi risposto tono su tono alle sue accuse di essere, nel suo linguaggio, “una velata”, cosa che non solo fa ridere da tenersi la pancia, ma anche getta Dall’Orto nel ridicolo. Alle sue accuse, solo parzialmente ritrattate, si sono aggiunti vari insulti, anche omofobi (mi ha dato, nel pieno della lite, della “bimba” ma non mi risulta di essere una donna o una bambina, né di averlo mai desiderato) ai quali infine ho risposto anche io ma senza scendere sull’omofobia, che quella gliela lasciamo volentieri. Dall’Orto non sa distinguere fra una polemica su un contenuto specifico e un attacco “ad hominem”, ma questa non è una novità che scopriamo all’alba dell’agosto 2010. E’ una sua caratteristica storica, che lo porta ad andare in tilt davanti a una contestazione ragionata e razionale contro certe sue idee, e penso che moltissimi potrebbero raccontare di fatti analoghi nei commenti. Ecco, evitiamo, proprio perché non vogliamo far diventare questo spazio un attacco verso Giovanni Dall’Orto, ma solo verso le sue ridicole teorie bisessuofobe. Grazie.

Sc. G.