Quando Grillo costruisce e il PD distrugge

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Copio e incollo un’acuta riflessione del militante PD Marco Romagnuolo, presa dal suo sito Facebook. Gli ho chiesto il permesso di ripubblicare, non ha risposto, spero valga il silenzio assenso.

Segnalo che oggi sono disponibili due articoli interessanti in rete. Quello di Marco Travaglio (non condivisibile nella parte che immagina Zingaretti al posto della Bonino per la candidatura nel Lazio) e quello di Lidia Ravera sull’Unità, che condivide quel che ho capito anche io.

di Marco Romagnuolo

Ieri sera, alla disfatta regionale (acclamata dal nostro segretario come una vittoria) ho sentito tanta gente lamentarsi di quello stronzo di Grillo, perché la Bresso in Piemonte ha perso grazie a lui, perché in altre parti di Italia erode un elettorato prendendolo alla pancia.
Io non sono d’accordo, e credo che sia un grosso errore far finta che il “fenomeno Grillo” sia “Beppe Grillo”. Mi spiego meglio.

Il PD ce l’ha a morte con Grillo perché disfattista, perché demagogico e populista. Nel frattempo, mentre lui scrive pestilenze sul suo blog, sforna nomignoli per tutti e tutte, rende trash qualunque cosa tocchi, da qualche altra parte GRAZIE A LUI nascono dei veri luoghi di confronto che si chiamano MeetUp.
Qualcuno di voi ci partecipa? I Meetup sono dei veri e propri circoli virtuali dove ci si organizza per fare cultura (già, il MeetUp di Roma ha organizzato anche incontri con Paul Connett, per dirne una), per fare i gruppi di acquisto, per controllare i bilanci degli enti pubblici, per fare lezioni di inglese e di internet(!!!), per manifestare. Iscrivetevi, guardateli, abbiamo da imparare da quelli che disprezzate.

E mentre il PD disprezza Grillo, del tutto inosservata, nasce la Carta di Firenze , un documento che mette nero su bianco dodici punti programmatici CONCRETI non chiacchiere, non un “no a tutto” che ogni lista civica “a cinque stelle” deve sviluppare nel suo programma (il programma… che cosa incredibile… avere un programma PRIMA di presentare una lista…):
1. Acqua pubblica
2. Impianti di depurazione obbligatori per ogni abitazione non collegabile a un impianto fognario, contributi/finanziamenti comunali per impianti di depurazione privati
3. espansione del verde urbano
4. concessioni edilizie solo per demolizioni e ricostruzioni di edifici civili o per cambi di destinazioni d’uso di aree industriali dismesse
5. Piano di trasporti pubblici non inquinanti e reti di piste ciclabili cittadine
6. piano di mobilità per i disabili
7. connettività gratuita per i residenti del comune
8. creazione di punti pubblici di telelavoro
9. rifiuti zero
10. sviluppo delle fonti rinnovabili
11. efficienza energetica
12. favorire le produzioni locali

Ovviamente, ogni lista a 5 stelle prevede un massimo di due mandati per candidato ed una fedina penale pulita.
Inutile dirvi che su questi 12 punti ogni persona del meetup è preparatissima perché sono anni che li studiano, si informano, ci lavorano. Questa secondo voi è demagogia? Ma voi li avete conosciuti i candidati delle liste “a cinque stelle” o credete che dietro questi ragazzi che si impegnano ogni giorno per queste cose qui ci siano solo i “no tav”, “no nuke”, “no qualunque cosa”?
Una rete di ragazzi tra i 18 ed i 25 anni sta creando un macello, sta producendo liste civiche, si sta organizzando su 12 punti, li sta sviluppando e noi stiamo lì a guardare e pensiamo che loro siano “Grillo”…
E poi ci stupiamo se qualcuno che parla di cose concrete alla gente prende un 7%

Grillo ha scosso la società, è stato la scintilla che ha acceso il fuoco dei MeetUp, ed oramai questi sono fuori dal controllo del suo creatore. Molti meetup vanno anche contro il disfattismo di Grillo, e vanno avanti. I ragazzi li vedete spesso per le strade, nei parchi: raccolgono firme, volantinano, fanno informazione. MILITANO

Veniamo a noi, parliamo dei nostri circoli. Se non ricordo male, molti dei nostri circoli sono a fronte strada, sono posti accessibili dove la gente comune potrebbe addirittura entrare a sentire cosa stiamo raccontando. Di cosa parliamo noi? Quando ci va bene, si parla di cosa è la sinistra, si parla di integrazione, si parla di diritti, si parla di cultura. Quando ci va un po’ peggio si fanno analisi dei voti, discorsi di alchimie politiche e di equilibri.
Credo che a molta gente interessi più sentir parlare di acqua pubblica, produzioni locali, rifiuti zero, verde urbano, asili, che non dei massimi sistemi che in genere trattiamo noi. Molto belli gli eventi radical-chic, ma temo che alla gente che è lì fuori, al 7% di Grillo ed al 34% di astenuti non gliene freghi affatto.
Poi ovviamente esiste un problema di “accessibilità democratica” dei circoli. Più che essere una struttura al servizio del Partito, spesso un circolo è un piccolo feudo di voti di un segretario (se va bene) o di un politico (se va male, molto male). Nella campagna elettorale di Cristiana ci sono capitati circoli in cui non era possibile accedere per parlare di politica e di temi della società. Circoli che chiudono le porte in faccia ai candidati che la politica la vogliono fare davvero.

Alla luce di quello che sta succedendo in Italia e di quello che succede nel nostro PD, dovremmo fare una riflessione seria e chiederci se non sia il caso di riaprire le porte del partito, metterci in ascolto per davvero, scovare nei mercati e nelle strade i temi che la società si aspetta che trattiamo e finalmente TRATTARLI!!! Dando dello “stronzo” a Grillo non stiamo facendo niente altro che ignorare quella parte di elettorato che cerca risposte a problemi più concreti di quelli che affrontiamo noi.