Sulla crisi de Il Post

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Notizie interessanti vengono fuori dal fruttuoso scambio di commenti (siamo prossimi ai 100) che un manipolo di validerrimi anellidi ha creato qui. Si tratta di argomenti diversi, e nessuno mi pare andare decisamente OT. Si parte da un’analisi sull’effetto positivo di Di Pietro presso l’elettorato piddino, al perché invece alcuni piddini lo annoverano tra i fenomeni del berlusconismo, al perché al Post non fanno sostanzialmente altro che sparargli contro (in realtà non è vero: al Post sparano contro Beppe Grillo, Antonio Di Pietro, Marco Travaglio, i comunisti, i Verdi e chiunque sia nel centro-sinistra, incluso un pochino di critica verso il PD, financo, ma pochino eh, che non si metta a rischio l’inserimento in alto in lista).

E fra gli altri temi, si parla dei motivi per cui il “giornale” di “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa” è in crisi di click. Sembra siano solo 15.000 utenti unici al giorno, secondo quanto riportato da Cablogrammi, di Massimo Russo. Considerata la politica di censura adottata da “Francesco-la-sacrosanta-libertà diopinione-vuol dire-bannare-icommentatori-sgraditi-Costa”, ci sembra un declino inevitabile. Chi pensa di fare informazione su Internet censurando non già i troll, ma quei commentatori che portano valide riflessioni alla discussione, anche in grado di mettere all’angolo il blogger padrone di casa, non ha compreso cosa sia l’informazione su Internet.