Aldo Busi: la vita di uno scrittore

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Come piacerebbe a lui, non c'è bisogno di didascalia.

Come piacerebbe a lui, non c’è bisogno di didascalia.

Come gli anellidi più attenti sanno, non amo il personaggio di Aldo Busi, meno che meno quello televisivo. Aggiungo anche che non lo trovo uno scrittore indimenticabile in quanto troppo ricercato e debordante di superbia. Penso però che questo autore – che tra l’altro di tanto in tanto mi fa l’onore di essere un anellide – sia una persona molto bella, dalle idee politiche radicali ed estremamente condivisibili, con una storia di vita da tirarsi giù il cappello e guardarsi la punta delle scarpe.

Ecco perché ho trovato utile e arricchente questo suo lunghissimo post. E’ uno sfogo, più che un articolo, in cui vien fuori una bella dose di genuinità; forse la migliore qualità di Busi, ma una qualità a cui spesso sceglie di rinunciare, purtroppo.

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L’ultima parola su Lucio Dalla

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ImmagineMolti anellidi hanno seguito lo scambio fra Aldo Busi e me sul Fatto Quotidiano e sul blog Altriabusi, riguardo alla ennesima presa di posizione controcorrente di Busi. Ora che un po’ tutti in Italia hanno detto la propria, io aggiungo qui una mia ultima riflessione: se Lucio Dalla, dall’alto della sua IMMANE popolarità, non fa coming out per portare i suoi 2 centesimi (che magari sarebbero stato 200, visto l’ascolto di cui godeva a vari livelli, non solo tra il popolo) alla causa GLBT, chi lo deve fare? Gli adolescenti di 13 anni? Suvvia. Dalla ha fatto malissimo a nascondere la sua vita sentimentale, a nascondere il suo orientamento sessuale, perché lui poteva e doveva alzare un dito e diventare l’Elton John italiano, visto che lo era già su altri livelli. Il punto è che ha deciso di NON FARLO, e ha fatto male lo ripeto, ma che vogliamo fare, glielo rimproveriamo il giorno del suo funerale, da morto? Non direi sia utile, se non a far parlare di chi lo rimprovera.

Su Aldo Busi e la libertà di parola

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Questo post necessita di una premessa: stimo molto Aldo Busi come intellettuale, meno come scrittore, ma ne riconosco un valore oggettivo, che va al di là del fatto che a me, soggettivamente, i libri suoi che ho provato a leggere non mi abbiano coinvolto. Busi è senza dubbio un intellettuale di grande rilievo, un uomo profondamente intelligente, e un provocatore nato. Il massimo lo raggiunge quando sostiene una cosa ovvia, che però non si deve dire in pubblico: che anche i bambini, sin da piccoli, hanno una loro sessualità. Busi lo fa ricordando i suoi impulsi e desideri sessuali di cinquenne, e la cosa è sufficiente per farlo bollare dai soliti bigotti come “pedofilo”, un po’ come i soliti bigotti facevano anche con Pasolini (quando invece il regista era un pederasta, e la differenza non è da poco). Da un punto di vista meramente politico, poi, stimo Aldo Busi perché è uno dei pochissimi gay di fama nazionale che partecipa ai Gay Pride, con grande umiltà e semplicità, spiegando: Sono qui perché è giusto, perché condivido questa, che è una manifestazione politica per chiedere maggiori diritti civili. Non virgoletto, ma è il succo di ciò che gli sentii dire in tv.

Detto questo. Ho criticato a mio tempo Aldo Busi quando fece la scempiaggine di decidere di partecipare a un reality. Dissi: l’intellettuale che ha bisogno di inseguire la popolarità andando a un reality in tv, abdica al ruolo di intellettuale. Ora se ne va via, cercando, io credo, anche l’effetto mediatico, dicendo cose ultra-condivisibili, ma non dimentichiamoci MAI il contesto nel quale le dice. Se lo è scelto lui e ha fatto molto male. Cosa pensava di fare, di educare le masse partecipando all’Isola del famosi? Per favore. Si rimetta a scrivere libri, che è attività più dignitosa e a lui più consona, che partecipare ai reality di Simona Ventura.

Va da sé, che nel momento in cui Aldo Busi in tv esprime la sua opinione sugli omofobi o sul papa cattolico, ha diritto a farlo, a prescindere dal contesto in cui lo fa. Le cose che ha detto Busi sul papa e sugli omofobi sono pensate, io credo, dalla maggioranza anche degli italiani, e di certo dalla grande maggioranza degli occidentali. Il commento migliore all’intera vicenda credo sia quello di Nicoletti su La Stampa.

Aggiornamento: Intanto, nelle stesse ore, succede questo a Franco Grillini. Solidarietà e amicizia a Franco.