The new Dalemone

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Se vince il No, dopo Renzi ci sarà un governo di larghe intese fra gli amanti del No. Per far cosa? Una legge elettorale proporzionale che faccia tornare il Paese alla Prima repubblica, condannando tutti alla mancanza di alternanza dinanzi a un parteien-staat di centro-centrodestra.

Buchi Neri

E così possiamo squarciare l’ultimo e decisivo velo di ipocrisia che avvolge questa campagna elettorale. Ci aiuta a farlo uno di cui tutto si può dire, tranne che sia un ipocrita. “Se vince il No, niente elezioni anticipate, bisognerà prima cambiare la legge elettorale… il presidente Mattarella nel giro di poche ore individuerà una personalità super partes per formare un nuovo governo”, ha detto ieri Massimo D’Alema, e c’è da credergli. Perché non c’è dubbio che, se vince il No, Renzi si dimette un minuto dopo, che non si andrà a votare, e che si tornerà ad un bel governo tecnico. Quello che aprirà trionfalmente le porte a Grillo nel 2018. Un programma fantastico, sottoscritto da D’Alema e Berlusconi, Monti e Bersani, Quagliariello e Brunetta, Meloni e Salvini, e il resto della compagnia.

D’Alema non è ipocrita, ma è ingenuo (chi lo conosce lo sa), e la lingua ogni tanto…

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