La Bibbia del Belli

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Sto leggendo uno dei libri più belli di poesia dialettale: La Bibbia del Belli. Vita complessa e sfaccettata quella del poeta romano. Non è vissuto in tempi facili e ha dovuto più d’una volta adeguarsi al cambiare del vento, pur cercando di mantenere una sua coerenza interiore. Ne son venute fuori delle raccolte di sonetti da applauso. Alcune pubblicate in vita, come queste, altre postume. Una delle più belle? Senza dubbio anche la più famosa:

La creazzione der monno

L’anno che Gesucristo impastò er monno,
Ché pe impastallo già c’era la pasta,
Verde lo vorze fà, grosso e ritonno,
All’uso d’un cocommero de tasta.

Fece un zole, una luna e un mappamonno,
Ma de le stelle poi dì una catasta:
Su ucelli, bestie immezzo, e pesci in fonno:
Piantò le piante, e doppo disse: “Abbasta”.

Me scordavo de dì che creò l’omo,
E coll’omo la donna, Adamo e Eva;
E je proibbì de nun toccaje un pomo.

Ma appena che a maggnà l’ebbe viduti,
Strillò per dio con quanta voce aveva:
“Ommini da vienì, sete futtuti” »

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