Se Dallas non rimane una telenovela

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indexInsomma, la notizia di oggi è che sono finito in shortlist per un’università del Texas. Che per carità, è sempre una bella notizia da celebrare, chi lo mette in dubbio. Epperò. Il Texas, diotassista, inteso con e senza apostrofo.

Oltretutto, la cosa entra in frittata con la possibilità di far domanda per la cittadinanza canadese, che sarà richiedibile dal 19 luglio 2015 se non esco dal territorio del Gigante del Nord da qui a quella data. E per ogni giorno che metto piede fuori dal Paese, la data in cui potrò far domanda per il passaporto della Foglia d’Acero s’allontana in modo algoritmico, a causa di un delizioso sistema di conteggio del ministero dell’immigrazione canadese che pare ideato con un concorso fra burocrati specializzati nel rendere complicate le cose aritmeticamente semplici. Un sistema così arzigogolato che anche quelli del ministero, a un certo punto, hanno rinunciato a spiegarlo sul loro apposito sito.

Una roba tipo: nel gioco dell’Oca della cittadinanza, sei arrivato alla casella Permanent Residentship. Bravo! Ora, con soli ulteriori 1095 giorni di permanenza su territorio canadese, potrai far domanda per la Citizenship. E se per caso hai vissuto 10 anni in Canada prima di ottenere la PR? Niente paura: puoi conteggiare fino a 4 anni prima del raggiungimento della PR. Però, però: ogni giorno di questi 4 anni vale mezza giornata. E siam stati buoni, che si poteva fare che ogni giorno valeva solo una mattinata, o una mezza serata. Quindi, è come se potessi conteggiare solo i precedenti 2 anni solari all’ottenimento della PR. E però, golosone che non sei altro, se per caso sei stato in Canada per tutti e 4 gli anni precedenti, e dunque ti cacci in tasca 1460:2 = 730 giorni, ecco che per ottenere i tuoi 1095 non bastano mica altri 1095-730= 365 giorni. No, no, no. Troppo comodo. Dovrai comunque far trascorrere 2 anni dal momento dell’ottenimento della PR. Ma questi due anni sono effettivi o solari? Mistero della fede, ma mi sa tanto che non sono solari manco per il ciufolo. Sono anni canadesi, con quella faccia un po’ così che abbiamo a Ottawa.

Ecco, tutti questi bei calcoletti vanno a farsi benedire nel caso che uno debba trasferirsi all’estero per lavoro. A quel punto, entra in gioco uno di quei termini temporali in stile mutuo da page. Hai tipo 5 anni per rientrare in Canada e passare sti hazzo di due anni su suolo canadese e quindi fare domanda di cittadinanza. Sennò perdi tutto e torni alla casella “chiedere la PR” con tanti saluti ai soldi spesi fin qui in domande e bolli (non ho fatto i conti precisi, ma siamo sui 1500, anche 1600, come diceva quello).

Tutto questo per andare a vivere dove? Nello Stato dei Bush? E dire che avevo appena finito di vedere quel capolavoro di film che è Bernie, ambientato nell’Est Texas. Lo consiglio a tutti, così potrete ridere meglio alle mie spalle, in caso mi assumano in quei lidi.

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2 pensieri su “Se Dallas non rimane una telenovela

  1. Cate

    Via, non disperare. Una persona che conosco, che e’ texano e lavora qui a DC, sostiene che il texas virerà al blu nei prossimi 10 anni, causa cambiamento demografico e delirio collettivo dei repubblicani. Poi, Università del Texas dove? Amici e conoscenti che vivono o hanno vissuto a Huston e Austin, ne parlano con entusiasmo: sono città vivaci e culturalmente stimolanti, pare. Meglio quello che qualche remoto paesino dell’Alberta, magari.
    Soprattutto , non lasciarlti troppo andare allo stereotipo, la gente riesce sempre a sorprenderti. Infine, Lansdale è il mio to go writer per l’east texas. Ma se non l’hai ancora letto, non farlo subito prima di trasferirtici 🙂 Dovunque sarai, ti verremo a trovare, e non so se devi considerarlo un incoraggiamento o una minaccia. Un abbraccio a Lisa.
    Cate

  2. Di certo un incoraggiamento! Prendo nota per Lansdale, onestamente mai sentito. Il Texas virerà al blu nei prossimi 10 anni anche perché è impossibile essere sotto i 40 anni e votare GOP, direi. O magari essere latino e votare GOP. O essere afro e votare GOP. O essere donna e votare GOP. Insomma, è impossibile essere e votare GOP, di questi tempi. Speriamo che i conservatori canadesi, mille volte meglio del GOP (mi ci potrei quasi iscrivere anche io) siano travolti dallo scandalo Ford a Toronto e perdano un po’ di mordente in un Canada in cui sembrano destinati a governare per altri 20 anni. Abbracci ricambiati.

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