Esordiente ASSordante

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Mi piace recensire i lavori degli scrittori esordienti. Il problema nasce quando incontri un esordiente che ha basi grammaticali insufficienti per pubblicare in italiano, passato attraverso un editing che non è riuscito a rimediare a tutti gli strafalcioni grammaticali presenti nel libro, così che una parte non piccola sono finiti nel “non visto, si stampi”. A quel punto, completare la lettura diventa arduo. Ma soprattutto: secondo voi devo recensire per Il Fatto Quotidiano in ogni caso il lavoro del giovane autore, classe 1985, o è meglio lasciar perdere?

Andreotti diceva: “Bene o male, purché se ne parli…” E voi, cosa mi suggerite?

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4 pensieri su “Esordiente ASSordante

  1. Per me la recensione è uno spunto per delle critiche e delle osservazioni, quanto più possibile costruttive ma al tempo stesso obiettive e imparziali. Recensioni così, purtroppo, se ne leggono poche; ma questo non vuol dire che non valga nemmeno la pena di provarci. Nel caso specifico, la recensione può anche offrire uno spunto di riflessione su alcuni fenomeni più vasti: per esempio, il fatto che la ricerca dell’esordiente giovane a tutti i costi possa far passare in secondo piano la qualità letteraria, o il fatto che un editing affidato a mani sempre più precarie comprometta in modo grave la qualità dei testi che arrivano nelle librerie (è una osservazione che sento ripetere spesso a chi lavora nel settore). Insomma, il mio parere è: recensisci, e che la forza sia con te 😉

  2. Massimo

    Salve signor Gastaldi. Alla sua domanda: recensire o no un giovane autore che non sa scrivere correttamente direi di si, ma solo se lei pensa che il giovane autore abbia comunque delle qualità letterarie che meritino di essere seguite, nonostante la quantità fenomenale di strafalcioni grammaticali. Almeno qualcuno glielo avrà detto e magari al prossimo scritto, coglierà l’occasione per farsi aiutare!

  3. poltronaletto

    Recensisci, senza ammazzarlo ma neppure passando sotto silenzio i difetti. Niente autocensura (finché si può…) Ma quanto sarà paraculato questo, per scrivere male eppure pubblicare? E chi è l’editore, che pur di risparmiare ha affidato l’editing al criceto? Baci

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