Il fenomeno dei tifosi-contro

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Sul fenomeno dei tifosi-contro ho scritto questo post sul Fatto Quotidiano, devo dire assai commentato.

Ribadisco anche qui ciò che ho scritto chiaro lì: va benissimo non interessarsi di calcio o ignorare l’evento Europei di calcio. Quello è un atteggiamento ultra-legittimo. Ciò che considero come la spia di un disagio personale è chi tifa-contro la squadra del proprio Paese, e magari trova insopportabile che un 90% di gente tifi in favore, al punto da scrivere robine intelligenti tipo “chi segue gli Europei 2012 è come chi tortura i cani”.

Secondo voi dove sta il totalitarismo? Nel mio articolo o in una frase del genere?

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11 pensieri su “Il fenomeno dei tifosi-contro

  1. Personalmente non trovo insopportabile “che un 90% di gente tifi in favore”. Trovo pero` molto triste che non esista NESSUN ALTRO ARGOMENTO che sia in grado di suscitare un interesse nemmeno vagamente comparabile. E` frustrante.

  2. e comunque no, non e` vero, non ho mai sentito – ad esempio – nessun boato di gioia uscire da tutte le finestra alla fine di una maratona o di una gara di scherma 😉

  3. Meursault

    I tifosi sono come i credenti, che sono come i bambini.
    Per esempio si potrebbe ricordare loro che per pagare i debiti delle squadre che gli fanno agitare il sonaglino sono serviti ben 3 decreti legge e un declassamento della magistratura in termini di autonomia decisionale.
    Il loro sport, quello che vanno maschiamente smerciando perché occupazione più degna non si trova, lo pagano tutti i contribuenti. Alla faccia della libertà di pensiero che professano quando rinnovano l’invito a guardare altrove.
    Io, da buon papà di figli scemi, pago per gli svaghi incivili e regredenti. Pago e ho pagato per qualcosa che non serve e non mi allieta. La chiamaremo dittatura morale ed economica del pensiero unico, del tutto Si dice che prima dell’avvento dei circhi la gente si divertisse a vedere i propri simili dare testate al muro.
    Il livello è quello. Ma le testate, almeno, non pesavano sulla comunità. Parafrasando Dostojewskij possiamo dire che i tifosi sono perfettamente compiuti nella loro illusione indotta: tra la verità e il pallone sceglierebbero sempre e solo il pallone. Non c’è diritto umano o animale che tenga.
    Saluti

    p.s. Per chi non ha paura di perdere il sonaglietto:
    http://manibucate.com/2012/05/31/perche-monti-vuole-chiudere-gli-stadi-la-storia-del-decreto-salvacalcio-che-lui-boccio/
    Reply

  4. Meursault, non capisco: se cerchi di giustificare il fenomeno dei tifosi-contro la Nazionale ricordando le profonde magagne del calcio di club del Belpaese, già mischi due mondi non sovrapponibili. Ma se anche uno accettasse la sovrapponibilità dei due mondi, il calcio di club spagnolo è ben peggiore, quanto a magagne, di quello italiano. Tifare-contro l’Italia al fine di far vincere la Spagna, dunque? Non sarebbe più sano di mente non tifare, non seguire, ignorare, parlare d’altro?

  5. Quoto il commento sopra e in particolare “Qui tutto è calcio e preti [..] C’è la possibilità di tifare contro 11 dopati miliardari analfabeti anche solo perché è insopportabile l’incinviltà è il monotematismo diffuso”.

    Detto diversamente: esasperazione.

  6. Meursault, non ti sei scusato per l’insulto e finché non lo fai qui hai smesso di commentare. Oltretutto tu vedi il fare la morale dove questo non c’è. C’è l’esprimere un parere: penso sia ancora legittimo in Italia, nonostante i tuoi insulti.

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